Multa al corteo funebre: quando contestare è d’obbligo

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A volte si verificano delle situazioni paradossali che si muovono tra la barzelletta e lo stupore generale e un caso del genere è accaduto qualche mese fa nel mantovano.

Una coppia di anziani di Parma era in coda al corteo funebre, diretto a Mantova per la sepoltura del feretro, ha ricevuto una contravvenzione di 50.50€ per aver superato di soli 2km/h il limite. La situazione – che rende la vicenda a dir poco imbarazzante – è che la velocità è stata rilevata dagli agenti attraverso una postazione mobile, che richiede la presenza del personale. Questo implica che i vigili hanno putato volontariamente il rilevatore sul corteo funebre, per “punire” gli eventuali abusi di velocità in una situazione certamente “delicata”. Un comportamento giudicabile vista la situazione, ma che andrebbe valutato sotto tutti gli aspetti per giudicarne la validità. La multa potrebbe essere contestata, visto che c’è una tolleranza del 5% in caso di multe per eccetto di velocità per gli strumenti di rilevazione istantanea (autovelox e telelaser) e 15% in caso di sistemi tutor. Poi ci sono numerosi casi in cui le multe non vanno pagate, ma bisogna stare attenti e tutelarsi.

Il numero di contravvenzioni contestata in Italia sono tantissime e per diversi motivi, ma ciò non implica che anche in casi particolari o delicati non si debba rispettare il codice della strada. L’evento raccontato è solo uno dei tanti che si verificano ogni giorno, come quello accaduto in Brianza il mese di febbraio dove il corto funebre ha imboccato contromano una strada. Il parroco, in barba al codice stradale, voleva rispettare l’usanza locale e quindi è scatta la contravvenzione sia per l’agenzia funebre che per il prelato.

Porre attenzione alla guida, anche nelle situazioni delicate, è l’unica prevenzione alla contravvenzioni. 

Francesco Del Franco

Social media specialist, community manager, consumatore di cultura audio-video-testuale. Vede la comunicazione in ogni prodotto, parola, gesto e gli piace osservare e scrivere di quelle accezioni sempre un po’ nascoste.

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