iPhone 5, la crescita in un device?

È sicuramente il primo prodotto Apple di cui sono trapelate così tante notizie, che quasi nessuno si aspetta il fatidico colpo di scena.  Dal prototipo ritrovato in un bar (vecchia storia) alle ultimissime slide del Keynote che vedrà Tim Cook sul palco dello Yerba Buena Center.  La presentazione del nuovo device apple, ha scosso la rete da diversi mesi e “spaventato”  i competitors, costringendoli a vendere sottocosto i propri prodotti top, regalare un plus costoso (vedi SIII+Tab 2 7.0) o abbandonare l’idea di un smartphone proprietario (Zuckerberg smentisce le voci sul lancio di un dispositivo Facebook), senza dimenticare mai il punto di forza di ogni brand ovvero la community.

Il brand di Cupertino gode sicuramente di una delle più forti community che un’azienda possa desiderare, costituita da milioni di early adopter che hanno rafforzato, diffuso e (purtroppo) divinizzato ogni singolo prodotto marchiato Apple. L’iPhone ha portato il brand sul gradino più alto dei 100 marchi più famosi al mondo, ma bisogna ammettere che senza l’apporto decennale dell’iPod non ce l’avrebbe mai fatta, e quindi resta l’annuncio più atteso del 2012.

L’attesa dei fan è altissima, ma c’è chi spera ancora di più. Apple in primis, che tenterà di abbattere il “muro” dei 5 milioni di prodotti venduti in un solo week-end, ma a seguire c’è l’intero settore economico e finanziario americano. Una soglia non irraggiungibile, il modello precedente vendette 4 milioni di pezzi, che fa ben sperare l’intero paese. A sostegno di ciò la banca JP Morgan ha realizzato uno studio che, auspicando una vendita di circa otto milioni di device durante il terzo trimestre del 2012, parla di 3.2 miliardi di $ aggiunti al fatturato dell’economia americana. Una (mezza) manovra finanziaria, almeno in Italia, apporterebbe un incremento dello 0.3% del Pil annuale. Crescita che potrebbe balzare allo 0.5% se prendiamo in considerazione tutti i mercati che ruotano intorno all’iPhone. Telefonia: in America, ma anche in altri stati, c’è un contratto di esclusività con determinate compagnie telefoniche (vedi la crescita dell’ AT&T); Merchandising/Gadget e tutto ciò che ruota intorno alla fisicità dell’apparecchio (vedi custodie, salva schermo, etc.) e per finire il settore più in crescita negli ultimi anni, le App.

Tutto sembra positivo per Apple, tranne un nuovo caso Foxconn e “stagisti” sfruttati, ma bisognerà attendere la risposta dei mercati mondiali.

  • Perché comprare un iPhone5?

Se siete già dei possessori iPhone, questa domanda non ve la siete posti oppure ve la siete posti troppe volte. Attenderete le offerte, cercherete di valutare le differenze tra il nuovo modello e il vostro dispositivo ma anche i primi bug (vedi antennagate).

Se appartenete alla categoria “divinizzatori” (lo siamo un po’ tutti per diverse cose), vi starete chiedendo perché Apple non abbia mai pensato al pre-order  a “scatola chiusa”.

Se invece siete dei neofiti, avrete bisogno di qualche consiglio. Ognuno scriverà la propria versione dei fatti, leggere tutto non vi farà del male. In caso il dispositivo non venga rilasciato in contemporanea mondiale, cosa che accadrà sicuramente, non azzardatevi a comprare il prodotto oltreoceano… siete dei neofiti e non è un male. Aspettate lo “sbarco” italiano del prodotto, valutate se prenderlo sottoscrivendo un contratto con un operatore telefonico o comprarlo senza vincoli. Riflettete su quali miglioramenti, non solo a livello lavorativo, possono apportare le potenzialità di un dispositivo del genere. Prima di comprarlo, chiedetevi cosa ci volete fare. Può sembrare solo moda, ma anche la moda richiede della partecipazione, altrimenti avremmo tutti lo stesso vestito.

Una cosa è certa, è mancato ancora una volta il carisma di Steve Jobs… ma la rete pensa a tutto.

iPhone5[Fonte immagini: engadget.com]

Francesco Del Franco

Social media specialist, community manager, consumatore di cultura audio-video-testuale. Vede la comunicazione in ogni prodotto, parola, gesto e gli piace osservare e scrivere di quelle accezioni sempre un po’ nascoste.

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