Ingiuria contro un vigile o forze dell’ordine? Non è reato

Il reato di ingiuria non è più punito con sanzioni penali. Offendere un vigile o un poliziotto che sta staccando una multa nei tuoi confronti non ha più le conseguenze gravi di un tempo. Giusto o sbagliato?

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Ingiuria contro un agente: non è reato

Offendere un vigile o un poliziotto, magari mentre ti sta elevando una multa, non è più reato: lo ha ribadito la Cassazione con una sentenza di qualche giorno fa.

La vicenda nasce quando un uomo, rivolgendosi alla polizia giudiziaria intenta nel proprio lavoro, ha cominciato ad inveire frasi offensive di vario genere.

Questa novità fa parte della ben più ampia depenalizzazione del reato di ingiuria messa in atto da quest’anno. Ciò significa che dal 2016 non scatta nessun procedimento penale per chi si rivolge ad un agente con frasi volgari o ingiuriose. Non viene inclusa in questo trattamento la minaccia, considerata ancora un atto che può portare a sanzioni penali molto gravi.

Ingiuria: di cosa si tratta?

In passato il reato di ingiuria rientrava nel codice penale e, se confermato, veniva punti con una multa da 516 euro e la reclusione fino a sei mesi. Negli anni le cose sono cambiate e “offendere l’onore o il decoro di una persona presente” non include più la sanzione appena descritta. Questo non significa che ora tutto è concesso, anzi, ma che le conseguenze sono cambiate:

  • la multa può oscillare da 100 a 8.000 euro ed è da pagare allo Stato solo se l’esito della condanna afferma l’avvenuta ingiuria. Senza un processo, il colpevole non ha nessun obbligo nei confronti della vittima;
  • Il risarcimento al danneggiato avverrà secondo gli elementi accertati dal giudice e dalla sua analisi sul danno subito. Questo tipo di risarcimento avviene “in via equitativa” e tiene conto solamente della “sensibilità” del giudice stesso.

Ma come dimostro di aver subito una ingiuria verbale?

Analizziamo il caso dove tu subisca una ingiuria, ma non ci sia nessun testimone che possa dimostrarlo. Cosa fare? In sede di processo civile nulla, non saresti tutelato. In questo caso infatti possono testimoniare solo soggetti terzi, che non hanno legami di interesse con la vittima di nessun tipo. Mancando proprio questi non c’è possibilità di appellarsi.

La soluzione sarebbe quella di registrare la conversazione ingiuriosa subita con il proprio smartphone, ma anche qui sorge un altro problema: come posso farmi trovare al posto giusto nel momento giusto con il registratore acceso? Come puoi capire trovare tutti gli elementi per far partire un causa di ingiuria non è per nulla semplice.

E se l’ingiuria è scritta?

Nell’era di Internet capita molto spesso di litigare su piattaforme come Facebook. Un nostro contatto ha detto falsità offensive sul nostro conto? Faccio uno screen e il gioco e fatto. Mi dispiace dirtelo, ma la semplice immagine non costituisce una prova in sede di processo civile.

Quest’ultima potrebbe essere tranquillamente modificata con programmi di grafica e tramutarsi così in un falso. Cosa fare quindi? Affidarsi ad un notaio è la soluzione migliore. Sarà lui, sulla base di analisi accurate, a garantire l’originalità della foto e ad agire per la tua tutela.

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Come ottenere il risarcimento del danno?

Se hai tutti gli elementi per intentare una causa per ingiuria puoi rivolgerti ad un avvocato e iniziare il tuo percorso contro il colpevole. La procedura civile, che sarà a tue spese, durerà almeno 3 anni (che potrebbero raddoppiare) e la spesa minima media è di 5.000 euro. Per le cause di importo inferiore a 50.000 euro devi effettuare la negoziazione assistita per tentare un accordo con la controparte e risparmiando sia tempo che denaro.

Giovanni Bizzaro

Assistente web marketing di 6sicuro, coordino blogger e giornalisti gestendo e pianificando il calendario editoriale. Mi occupo inoltre di strategie sui social network per aziende e privati.

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2 Commenti

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    Alberto Molinari agosto 24, 2016

    Si è cominciato con l’abrogare l’art. 341 del Codice Penale (oltraggio a Pubblico Ufficiale) ed ora col depenalizzare il 594 del medesimo C.P.
    Quindi tutto e lecito se non provato tramite costose difese con avvocati di parte.
    Ma ci rendiamo conto che i tutori dell’ordine altro non fanno che far rispettare le leggi che i signori legislatori emanano, si o no?
    Non servono ulteriori commenti….stiamo cadendo nel ridicolo.

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    Roberto agosto 28, 2016

    non punire è sbagliatissimo, in questo modo si da sempre più spazio a persone incivili che “possono” offendere e passarla liscia. Però molti non sanno che non sono più da un pezzo vigili urbani, ma Polizia Municipale o Polizia Locale e come tale sono secondo la legge “agenti e ufficiali di Polizia Giudiziaria” come lo sono i Carabinieri, Poliziotti, Guardie di Finanza, Corpo Forestale dello Stato e non per ultimi i Vigili del Fuoco. Attenzione quindi a chi si offende, la legge addirittura (se non ricordo male) è ancora un Regio Decreto mai cancellato.

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