Guida sicura: informare con ironia o campagne shock? [Parte 2]

Guida sicura

Guida Sicura

Quale tono dovrebbe usare uno spot istituzionale? Qual è il linguaggio giusto per sensibilizzare gli spettatori? Una comunicazione leggera/ironica può mettere in risalto il giusto atteggiamento da tenere alla guida di un veicolo a motore, ma dimentica di mostrare le conseguenze per riportare alla realtà lo spettatore.

Un punto di contatto tra i due gruppi è sicuramente lo spot dell’Assessorato ai trasporti della Regione Campania, che si rivolge prevalentemente ai giovani centauri. Linguaggio giovane, veloce, che stuzzica la curiosità, sembra quasi il lancio di un locale alla moda ma che chiarisce subito  il/la fine. Uno dei pochi spot italiani dove la comunicazione si fa carico della reale violenza che c’è dietro un sinistro stradale.

Irresponsabile al volante, responsabile per la vita. Messaggio diretto, alimentato da flashback che riportano alla mente ricordi difficili da dimenticare, che possono caratterizzare e “macchiare” l’intera esistenza di una persona. Una narrazione veloce, quasi a richiamare la superficialità dei soggetti coinvolti, che mette in evidenza le responsabilità che ogni automobilista ha della vita altrui.

L’alcol e il “paradosso del giovane guidatore” provocano, ogni anno, migliaia di vittime soprattutto tra i giovani. Che sia mancanza di consapevolezza o semplice voglia di uscire dagli schemi è facile dimenticare le proprie responsabilità quando si è giovani, anche nei confronti degli amici. “Se bevi e guidi, muori” … o forse no perché il fardello, da portarsi dietro per tutta la vita, potrebbe essere anche più pesante.

La vita è reale, non un videogames. Guidare richiede attenzione, riflessi pronti e allenamento, ma non c’è una barra punti da riempire. L’adrenalina, che può scaturire da una sfida ad alta velocità in un gioco di corse, può costare molto cara nelle realtà. Ogni azione sbagliata, alla guida di un veicolo, è come una pistola puntata alla tempia. Una roulette russa, in cui non si sa mai quando partirà il “colpo” ma che tutti sanno che prima o poi partirà.

Gli imprevisti, per quanto possano essere casuali, possono diventare degli acceleranti di sinistri stradali. Una distrazione, basta un attimo e tutto diventa irrimediabile. A seguire tre spot in cui la distrazione, unità alla velocità e alla casualità, può diventare pericolosa più di un’arma da fuoco. Immagini cruenti che non lasciano niente all’immaginazione in cui lo spettatore, anche immedesimandosi con chi ne esce illeso o parzialmente tale, dovrà fare i conti con le proprie scelte.

Sono tante le nazione che scelgono un linguaggio più duro per le loro pubblicità progresso. Le associazioni italiane prediligono uno stile più morbido, ma voi credete che sia più funzionale un linguaggio “ironico” o “serio”? Si sensibilizza di più mostrano gli effetti di un comportamento sbagliato o parlando di ciò che correttamente andrebbe fatto?

Francesco Del Franco

Social media specialist, community manager, consumatore di cultura audio-video-testuale. Vede la comunicazione in ogni prodotto, parola, gesto e gli piace osservare e scrivere di quelle accezioni sempre un po’ nascoste.

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