Fuorigioco: sei considerazioni sulla ventitreesima giornata di Serie A

ventitreesima giornata di serie A

Bologna-Napoli 1-7, Pescara-Lazio 2-6. Non sono mancate le carrellate di gol nella giornata numero ventitré di Serie A. Una giornata che ha certificato la crisi nera del Milan, a mani vuote anche contro una Samp senza più pretese. È rinato il Sassuolo che, recuperato Berardi, ha perso solo contro la Juventus e ha vinto tre volte. Nutre sogni europei l’Atalanta (che Papu Gomez!) che resta aggrappata al gruppo di testa insieme alla Lazio e raggiunge l’orgogliosa Inter caduta di misura allo Stadium.

Gli uomini di giornata? Mertens, Hamsik e Parolo: tre che sono nati come centrocampisti e si sono evoluti al punto da realizzare dieci gol in tre in una sola giornata.

Elogio al Sarrismo

Benedetto il giorno in cui Maurizio Sarri ha deciso di lasciare il lavoro in banca per mostrarci che il calcio è prima di tutto bellezza. Forse il suo Napoli, al pari dell’Olanda di Cruyff, non vincerà niente. Ma verrà ricordato per una filosofia che ha messo il risultato al secondo posto e l’arte al primo. Il calcio di Sarri è un calcio difficilissimo da imparare. Ne sanno qualcosa tutti i nuovi acquisti che si sono succeduti e che ci hanno messo parecchio tempo prima di giocare con continuità (Zielinski, Diawara, Tonelli, Rog).

Vedi il Napoli giocare e vedi puntini armoniosi che si muovono, si scambiano la palla e decidono a loro piacimento se arrivare in porta con trenta passaggi consecutivi o solo con due. Sarri (che ha rilasciato una splendida intervista a Condò su Sky) è uno di quelli che crede ancora nel lavoro e che dal mercato non chiede mai nulla. Lavora con ciò che ha e si inventa esperimenti pazzeschi.

Inutile ripetersi, ma trasformare un’ala parecchio discontinua come Mertens in un centravanti che stampa gol a ripetizione è il capolavoro di un visionario. Per non parlare dell’evoluzione pazzesca di centrocampisti devastanti come Zielinski e Diawara, arrivati a Napoli acerbi e trasformati in campioni da un maestro toscano che ha riacceso la meraviglia negli occhi dei napoletani.

fonte www.calciomercato.it

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Quattro punte e un Chiellini

È clamoroso vedere come la Juventus del 4-2-fantasia disposta a trazione anteriore trovi in Chiellini l’uomo-partita. L’ha decisa un’invenzione di Cuadrado, è vero. Ma l’ha decisa soprattutto il marcantonio difensivo di Allegri che ha stoppato la coraggiosa iniziativa dell’Inter nella prima frazione. La Juventus vince e si può dire che abbia meritato la vittoria. Handanovic ha sfoderato tre parate di livello, Buffon nemmeno una grazie al suo fido difensore.

Ma è anche vero che per i bianconeri non è stata una passeggiata. L’Inter ha giocato 45 minuti a viso aperto ed è sempre rimasta a galla. Allegri a fine gara dice una saggia verità: se l’Inter fosse partita meglio, oggi lotterebbe per vincere il campionato. Pioli tenterà di fare il possibile sino alla fine, ma la base per impostare un campionato vincente è stata già messa su.

fonte www.eurosport.com

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Centrocampista, il ruolo che si evolve

Si è evoluto il ruolo del centrocampista. È un ruolo che si è avvicinato alla porta avversaria e che richiede giocatori pronti anche a siglare reti pesanti. Due esempi su tutti nel week-end: Marco Parolo e Marek Hamsik. Quattro gol il primo, tre il secondo. Sono centrocampisti sì, ma votati all’attacco. Spigliati, con splendida capacità di inserimento e chirurgici nelle conclusioni. Quando hai giocatori in mezzo al campo così decisivi sotto porta è come giocare ogni volta con un attaccante in più (soprattutto per il diciassette napoletano).

Senza dimenticare Mertens, che nasce centrocampista e scopre solo quest’anno una vena realizzativa pazzesca. La bellezza degli allenatori che praticano calcio offensivo è il coinvolgimento di tutti gli organi della squadra negli ultimi sedici metri. Ce ne fossero due-tre in più…

fonte www.corrieredellosport.com

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Favole a metà

Ci sono tre tipi di favole nel calcio: la prima è quella tipica del Leicester, la squadra che lotta per salvarsi e che si ritrova a vincere un campionato. La seconda è quella tipica del Bari del 2014, ovvero la squadra che sta per fallire e che nel frattempo con una squadra tecnicamente opinabile, ma piena di uomini, rischia di salire in Serie A, perdendo ai play-off. Quella senza lieto fine, per intenderci. E poi c’è un terzo tipo di favola, che è la favola incompiuta delle squadre che partono a mille, illudono i tifosi e dilapidano tutto a gennaio. Milan, Genoa e Torino rientrano in questa categoria.

Del Milan se ne è parlato così tanto bene che tutti i giocatori si sono distratti, dimenticandosi di dover fare altri punti da qui alla fine. Montella ha forse perso la bussola e quando Bacca stecca come oggi, dimentica che è l’unico giocatore autorizzato a far male. Dovrebbe ricordare che Bacca è uno di quelli invisibili su un campo da calcio, ma che ha bisogno di una sola palla per cambiare le partite ed è l’unico nel Milan che può svoltare le gare.

Il Genoa ha smantellato tutto a gennaio e i risultati (non) si vedono: Simeone è isolato lì davanti e la squadra di Juric ha perso l’identità che l’aveva portata a demolire la Juventus in autunno.

E poi c’è il Torino che i remi in barca li ha tirati da un po’. Oggi l’ennesima prova quasi vinta e l’ennesimo rigore sbagliato (con tanto di litigata tra Belotti e Iago). Benassi ha confermato che non esiste un rigorista e che volta per volta si mettono d’accordo Iago, Ljajic e Belotti: ma è possibile che in Serie A un allenatore con così tanto polso come Miha non si imponga e non decida prima di una partita chi tira i rigori?

Fonte Francesca Soli/Lapresse

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Nestorovski, l’ultima plusvalenza di Zamparini

C’è poco da fare: che una stagione vada bene o male, il Palermo pesca sempre uno-due giocatori di qualità pronti ad esplodere. Uno di questi è Nestorovski, che forse non riaccende nessuna fiammella per la salvezza, ma di certo produrrà una bella plusvalenza a Zamparini a fine stagione. Attaccante che vede la porta come pochi, Nestorovski ha già il doppio dei gol di Dybala (paragone che non regge, per carità!) in una squadra letteralmente catastrofica. La sensazione è che resterà in una categoria di primo livello e che se dovesse ricevere supporto da un organico attrezzato potrebbe gonfiare la rete il doppio delle volte.

fonte www.corrieredellosport.com

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Il Pescara è il vostro Fantacalcio

Avete presente quando al fantacalcio decidete proprio oggi di lasciare Parolo in panchina e lui segna quattro gol? O quando disponete di una tripletta di Mertens, ma avete altri tre-quattro giocatori squalificati e infortunati e dunque perdete perché giocate in 9? Tutti i tipi di sfortune possibili che il fantacalcio riserva, sono storie capitate al Pescara quest’anno. Oddo le ha provate tutte, ma non riesce a vincerne una. Costruisce una squadra che fa faville le prime tre partite e poi dimostra tutte le sue debolezze. Ogni settimana qualcuno resta bloccato per febbre, qualcuno si fa male e qualche altro si fa squalificare. In stagione hanno sbagliato quattro rigori e anche i rinforzi di gennaio sono finiti tutti in infermeria.

L’unico rimasto in campo è Muntari, narcolettico in occasione di un gol della Lazio e sostituito dal suo allenatore disperato. La difesa, poi, un colabrodo. La Lazio ha segnato cinque gol dall’area piccola e uno a porta vuota.
La realtà dunque è che sì, al fantacalcio avete un po’ di sfiga. Ma siete fondamentalmente scarsi. E il Pescara, per quanto abbia avuto tanta sfortuna, è una squadra fondamentalmente scarsa.

fonte www.corrieredellosport.com

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Cristiano Carriero

Cristiano Carriero, Storyteller e giornalista sportivo. Sempre in linea con il penultimo, come stile di vita. Nel tempo libero (e quando non ci sono partite) scrive libri di marketing per HOEPLI. Autore di "Facebook Marketing" e "Content Marketing" e "Facebook marketing for Dummies"

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