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Equitalia molla i Comuni: le multe si pagano?

17 maggio 2013 | In: Multe | Tags:

Equitalia

Dal 1° luglio Equitalia, la società pubblica incaricata alla riscossione dei tributi, cesserà la sua attività per i Comuni Italiani. L’obiettivo è quello di riportare l’autonomia fiscale, ma non tutte le amministrazioni sono pronte. Circa 6 mila sindaci, sugli ottomila che avevano esternalizzato la riscossione dei tributi, non hanno ancora trovato un soluzione o scelto un’alternativa.

Equitalia avrebbe dovuto “abbandonare” i Comuni italiani già alla fine del 2011, in base al decreto sviluppo di quell’anno, ma dopo due proroghe sta per arrivare la data dei (potenziali) saluti finali.

Il 30 giugno 2013 è il termine ultimo per quei 6 mila Comuni per i quali Equitalia effettua ancora la riscossione, spontanea o coattiva, dei tributi. Dal giorno seguente, le amministrazioni potranno inglobare il servizio all’interno delle gestione comunale, operazione che richiederebbe un investimento di capitali e assunzione di personale, oppure servirsi di un soggetto esterno selezionabile tramite una gara pubblica.

A questo buco normativo se ne aggiunge un altro ancora più preoccupante, ovvero lo stop previsto per le riscossioni inferiori ai 2 mila euro. Un’azione volta a smorzare le tensioni sociali, venutesi a creare a causa delle innumerevoli cartelle esattoriali ricevute dai cittadini, ma che va a creare una voragine nelle casse comunali che rischiano di vedere ancora meno soldi in entrate.

Risulterà ancora più difficile riscuotere i crediti relativi alle multe non pagate, visto che mediamente un verbale generico compreso di more e interessi non arriverebbe mai sopra i duemila euro. Il caos normativo premia sempre i più furbi, ovvero coloro i quali non pagheranno più le multe perché non soggette a cartelle esattoriali.

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Gli automobilisti cestinano le multe perché Equitalia abbandona i Comuni italiani. http://bit.ly/YMeCmR via @6sicuro

Molti sono gli automobilisti che, venuti a conoscenza della “falla” nel sistema, hanno deciso di cestinare le contravvenzioni ricevute. Un gesto dettato non solo dalla mancanza di senso civico, ma anche dalla comunicazione di Equitalia che ha chiesto alle Amministrazioni di fermare l’inoltro di ruoli a partire dal 20 maggio. Una situazione complessa in cui ci sono realtà amministrative che riescono a gestire autonomamente la riscossione dei crediti, altre che non hanno fondi per la formazione di nuovo personale. Un giochetto che potrebbe costare il 20% degli 1,5 miliardi di euro notificati tramite contravvenzioni, che mediamente non vengono pagati nell’arco di un anno.

Non pagare una multa oggi potrebbe sembrare la scelta più ovvia per i furbi, ma apporterebbe ben più gravi conseguenze una volta appianato il caos normativo.
Infine, non si esclude una nuova proroga per l’operato di Equitalia che continuerebbe a riscuotere i tributi fino a nuove disposizioni.

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Social media specialist, community manager, consumatore di cultura audio-video-testuale. Vede la comunicazione in ogni prodotto, parola, gesto e gli piace osservare e scrivere di quelle accezioni sempre un po’ nascoste.

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