Donne e Motori: cinque motivi che sfatano i luoghi comuni

Donne e Motori: cinque motivi che sfatano i luoghi comuni

Donne & motori, un binomio impossibile?

Oggi vi racconto perché il pregiudizio che vuole il sesso femminile incapace di relazionarsi con la sua auto sia ormai superato. Con cinque aneddoti, curiosità e personaggi che vi faranno ricredere su questo rapporto (non più) tormentato.

Oggi le donne esercitano le più svariate attività: sono diventate fantini,

giocatrici di baseball, scienziate atomiche,

dirigenti d’azienda

e forse un giorno impareranno anche a parcheggiare la macchina.

(Bill Vaugham)

La rete pullula di luoghi comuni sulle donne e il più duro a morire è ovviamente quello che la vuole completamente incapace di rapportarsi con l’ABC della guida. Che tutti possano avere qualche problemino in auto è più che appurato… e il sesso non c’entra nulla! Anche se a volte abbiamo bisogno di un manuale di sopravvivenza per un corretto uso dell’automobile, di certo gli anni in cui la causa principale di incidenti era una donna al volante sono finiti (sempre che ci siano mai stati!).

E allora ecco sette buoni motivi per mandare a quel paese questo luogo comune che ci perseguita dalla nascita dell’automobile e che faranno ricredere  voi uomini sulle reali capacità del sesso femminile al volante!

1 – Sono più brave a parcheggiare

Nel 2012 una ricerca ha sconvolto milioni di uomini: pare infatti che la sublime arte del parcheggio non sia una capacità solo maschile, ma, anzi, venga meglio alle donne.  È stata la più grande compagnia di parcheggi della Gran Bretagna, la National Car Parks, a trarre questa conclusione, osservando le telecamere nascoste piazzata in 700 dei loro parcheggi. Il risultato? Le automobiliste hanno vinto su tutti i fronti: nella ricerca di parcheggio più adatto alla propria autovettura, nella precisione con cui lo effettuano e nella sicurezza con cui lo portano a termine.

2 – Alzano le quotazioni dei film a tema

Fast and Furious? La saga dedicata al mondo dei motori arriverà nel 2014 al suo settimo capitolo. Premettendo che il mondo di Toretto&Co. è assolutamente affascinante (con qualche riserva) sfidiamo il pubblico maschile amante del genere ad ammettere che una buona parte del successo di questo tipo di film è da attribuire alla massiccia presenza femminile, sempre al volante e ben equipaggiata di ogni optional, super esperta di motori e di guida.

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3 – L’invenzione che vi salva dagli incidenti è stata inventata da una donna

Che le donne abbiano più senso pratico si sa. Non vi stupisca quindi che fu proprio una donna a porsi la domanda, agli albori della nascita dell’automobile nel 1913, di come segnalare la propria direzione agli altri automobilisti. La creatrice dell’idea che oggi è assolutamente fondamentale per evitare incidenti e problemi alla guida è Florence Lawrence, attrice, una delle prime fortunate a possedere un mezzo di trasporto, grazie al suo status di star di Hollywood. Il mezzo che Florence lanciò in quegli anni era rudimentale, ma di certo serviva allo scopo e può essere definito il papà dei moderni dispositivi di segnalazione a bordo di un autoveicolo.

4 – Il carrozziere e il camionista? Oggi è donna

Una recente ricerca ha svelato che in Italia sono ben 4.000 le donne camioniste e più di 700 le donne carrozziere. Due lavori ad alto tasso di testosterone che per anni sono rimasti preclusi al mondo femminile (il più delle volte per un semplice pregiudizio legato alla forza fisica).

Anche una donna può correre in moto

Chi l’ha detto che lo sport più maschile del mondo sia, appunto, solo una prerogativa degli uomini? Rebecca Bianchi, 19 anni, bella ed esile, è una  vera campionessa: corre in sella alla sua Yamaha e fa mangiare la polvere ai suoi avversari maschi. Stessa sfolgorante carriera all’orizzonte per Vicky Piria, già soprannominata dalla stampa di settore la “Belèn della Formula 3” che corre (e vince) nella classe KF3. Nelle interviste, entrambe ammettono di non provare nessun timore a rapportarsi con un mondo prevalentemente maschile. E perché dovrebbero, se in alcuni casi sono anche più forti dei loro avversari maschi?

Questi cinque motivi non vi hanno convinto? Il consiglio è di tenere il commento per voi e di non esporlo, con tanto di intervista a mezzo stampa, come ha fatto la leggenda vivente della Formula Uno Stirling Moss: pochi giorni fa ha candidamente confessato di ritenere che le donne non possono essere portate per la F1. “Ci sono donne forti, fisicamente preparate, ma credo che lo stress che si prova quando la vita è a rischio faccia la differenza per una vittoria. Lo stress mentale è più difficile da sopportare per una donna. Semplicemente non credo che abbiano l’atteggiamento adatto a vincere in una gara di F1“, ha ammesso il campione, tirandosi dietro una sfilza di insulti niente male da quelle donne che, invece, hanno deciso di trasformare una passione storicamente maschile in un mestiere.

La scelta, cari uomini, sta a voi: meglio le lamentele di una donna arrabbiata o la libertà di espressione, anche al volante?

Giovanna Gallo

Giovanna Gallo è Social Media Strategist, Digital Pr, Blogger freelance. Scrive di costume su Cosmopolitan.it e collabora con il settimanale Tustyle.

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