L’auto a “km 0” salva il mercato e le nostre tasche

auto a km 0

Ne abbiamo sentito parlare varie volte, eppure sono molti coloro che non sanno spiegare che cosa sia un’auto “km zero”, forse perché nonostante siano presenti sul mercato già da una quindicina d’anni, le abbiamo scoperte davvero solo con il giungere della crisi finanziaria e delle ristrettezze economiche con cui numerosi italiani hanno dovuto fare – letteralmente – i conti.

Si suol dire che le vetture a km zero siano una sorta di via di mezzo tra il nuovo e l’usato, perché pur essendo già immatricolate, esposte nei concessionari e “pronte all’uso”, non sono state effettivamente usate. Questa semplice caratteristica, che ci porta a considerarle praticamente nuove, permette a case produttrici e rivenditori finali di applicarne sconti significativi, consentendo al cliente di aggiudicarsi un’auto in condizioni impeccabili, magari immatricolata già da qualche mese ma (quasi?) mai utilizzata.

C’è da chiudere un occhio su un paio di aspetti: il primo è che l’auto è quella che è. Colore, interni e accessori sono decisi a priori (dalla casa madre o dal concessionario, in genere). Il secondo, invece, invita l’acquirente a essere cosciente che il mezzo le verrà intestato tramite un passaggio di proprietà.

Ma, ecco: perchè l’auto è già immatricolata? A cosa e a chi serve questa scelta commerciale? Un tempo era utile ai concessionari stessi, che dovevano raggiungere determinati parametri di vendita entro la fine dell’anno per aggiudicarsi bonus e sconti da parte dei produttori, ma la pratica non era ben vista da questi ultimi. Col tempo però hanno dovuto ricredersi, e infatti è grazie alle vendite dei mezzi a km zero se il mercato, quest’anno, non è ancora drasticamente collassato: nel mese di ottobre il calo è stato “solo” del -12,40% rispetto al 2011, dato sensibilmente migliore del -25,54% di settembre.

A risentirne sono soprattutto le case produttrici di auto di lusso o comunque non proprio abbordabili ai più (Ferrari, Porsche, Mercedes Benz e BMW) – e questo dato rende evidente il successo della “caccia allo sconto” – dichiarando vincitore su tutta la linea il veicolo “che appare come se fosse nuovo e costa come se fosse usato”.

Il Centro Studi Promotor, struttura di ricerca specializzata nel mercato dell’automobile, sottolinea la tendenza odierna delle fabbriche stesse a servirsi di questa vera e propria strategia di marketing, che viene spinta al massimo soprattutto negli ultimi due mesi dell’anno per fare cassa prima di “tirare le somme” conclusive.

Già, non vi abbiamo detto a quanto ammonta il risparmio: se la vettura è effettivamente a km zero possiamo ricavarci uno sconto del 20 – 25% rispetto al prezzo di listino. Mica male, vero?

Anita Cancelliere

Devota alla scrittura sul web da più di un decennio, con un'importante esperienza di content management e comunicazione in ambito bancario e assicurativo, ha potenziato le strategie di customer care per aziende di livello nazionale e mette il suo know how a disposizione di 6sicuro.it con un tocco di leggerezza.

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