Auto: aumenti su bollo, passaggio di proprietà e benzina

Aumenti auto Decreto del Fare

Il mondo delle auto e degli automobilisti non ha vita semplice: il cosiddetto decreto del fare non sarà indolore. Anzi. Sul versante automobili e, soprattutto, automobilisti si parla di un prelievo forzoso di circa 120 milioni di euro. Non proprio noccioline, come si suol dire.

La norma voluta dal Governo Letta in tema di infrastrutture – totale di oltre 3 miliardi di euro, con una ricaduta occupazionale prevista di circa 30mila nuovi posti di lavoro, di cui 10mila indiretti – dovrebbe aiutare concretamente imprese e lavoratori. Tuttavia, nei meandri del decreto approvato lo scorso 15 giugno, si celano manovre che, tra le altre cose, vanno a colpire in modo diretto il settore auto e moto. A partire dal bollo.

Aumento del bollo

Aumentano infatti le tasse che si pagano in occasione di compravendita o demolizione di un veicolo. Questo accade dopo che, lo scorso aprile, le tariffe del Pubblico Registro Automobilistico erano state già ritoccate verso l’alto su input del ministro dell’Economia Grilli.

L’aumento attuale è di un ulteriore 9,4%: da 14,62 a 16 euro. Considerato che si paga quattro volte a passaggio di proprietà, demolizione, minivoltura, il calcolo è presto fatto. Solo da questo aumento – che va a interessare circa 8 milioni di operazioni l’anno – lo Stato dovrebbe raggranellare qualcosa come 45 milioni di euro in più.

Passaggio di proprietà

Come abbiamo visto nella nostra guida al passaggio di proprietà dell’auto sono diverse le spese che dobbiamo tenere presenti:

  • Emolumento ACI pari a 20,92 euro
  • Imposta di bollo per la presentazione dell’atto al PRA ed il rilascio del CdP (certificato di Proprietà) pari a 29,24 (oppure 43,86 se l’atto non è redatto sul CdP)
  • Diritti ex MCTC 7,00 euro
  • Bolli per il rilascio dell’aggiornamento della Carta di Circolazione 14.62

A questo punto pare evidente che aumentando il bollo, aumentano le spese della documentazione necessaria alla validazione del passaggio: facile superare così la soglia degli 80 euro, alla quale si aggiunge l’Imposta Provinciale di Trascrizione.

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Aumento della benzina

Veniamo alle accise. Aumentano, come a ogni manovra straordinaria, i balzelli su benzina e gasolio. Come molti sanno, le accise sono imposte sulla realizzazione e vendita di un prodotto di consumo, una vera e propria tassa che il Governo applica sul prodotto. Cosa significa? Che aumentando le imposte sulla benzina, ovviamente aumenta la benzina stessa. O più in generale, i carburanti. Il “decreto del fare” stima che, così facendo, nel 2014 lo Stato metterà assieme altri 75 milioni di euro, che serviranno a coprire i costi del provvedimento stesso, in vigore entro il 31 dicembre per decisione del direttore dell’Agenzia delle dogane.

Ora tutto starà nel calcolare l’impatto preciso che le nuove norme avranno sul portafoglio di automobilisti e motociclisti. Fossero anche dieci euro l’anno (per dire una cifra minima) scoccia notare che di fronte alle emergenze i rimedi sono i soliti. Anzi, il solito: mettere le mani nelle tasche dei cittadini.

Piero Babudro

Giornalista pubblicista, consulente, social media strategist, community manager, docente. Scrive di nuove tecnologie e comunicazione di massa, studiando da vicino i cambiamenti sociali e di consumo introdotti dai media interattivi.

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