Aumento IVA al 23% o “tassa sul pane”: cosa succederà?

Aumento IVA al 23% o "tassa sul pane": cosa succederà?

Negli scorsi giorni si sono susseguite delle indiscrezioni che hanno allarmato cittadini e consumatori: il governo starebbe valutando un aumento dell’IVA. Non sono mancate le reazioni immediate in primis delle associazioni di commercianti e consumatori, gravemente colpiti, come vedremo in seguito, dagli aumenti degli scorsi anni.

Aliquote e “tassa sul pane”

Attualmente in Italia abbiamo tre aliquote IVA: quella ordinaria al 22% e quelle ridotte al 10 e al 4%. L’aliquota ordinaria è passata in pochissimi anni dal 20 al 22%, mentre le due aliquote agevolate non sono state riviste.
Ma dall’Europa arriva una nuova richiesta, quella di riconsiderare nuovamente la tassazione sui consumi. Secondo le indiscrezioni circolate tre sarebbero le ipotesi in campo:

  • riconsiderare le aliquote più basse e portarle rispettivamente al 5 e all’11%;
  • portare alcuni beni dall’aliquota del 4 a quella del 10% (una variazione non da poco);
  • concentrarsi nuovamente sull’aliquota ordinaria e farla salire al 23%.

La seconda ipotesi ha subito indotto i media a ribattezzare l’operazione con il nome di “tassa sul pane”, poiché potrebbe colpire i beni di prima necessità.
Immediato il coro di no di commercianti e consumatori che lamentano l’inutilità dell’operazione, comunque sia condotta, perché porterebbe ad un ulteriore crollo dei consumi e di conseguenza anche del gettito, mancando dunque l’obiettivo della revisione delle aliquote.

Effetti sui consumi dell’ultimo aumento

A dare man forte a chi protesta ci sono i dati sui consumi a seguito dell’ultimo aumento dell’IVA avvenuto nel 2013. Lo scorso anno abbiamo assistito, infatti, ad un calo dei consumi del 2,5%. Calo in parte attribuibile proprio all’aumento dell’IVA.
Le ripercussioni si sono viste anche sulle casse dello Stato con un decremento del gettito pari al 2,7%.
Forti di questi dati Confcommercio, CGIA di Mestre e Confesercenti, non esitano a dichiarare che “l’eventuale aumento dell’Iva sarebbe il colpo di grazia per imprese e famiglie”. Le associazioni non esitano a parlare di “follia” combinata con imprese che chiudono, deflazione, consumi fermi, produzione industriale in calo e redditi delle famiglia regrediti di vent’anni.

Aumento dell'IVA? Attenzione!
Aumento dell’IVA? Attenzione! http://bit.ly/1vCUmDW @6sicuro

Smentite

Non si sono fatte attendere le smentite di diversi esponenti politici e di governo. Di seguito alcune dichiarazioni:

  • “siamo convinti della necessità di fare le riforme per il nostro Paese. Ma tempi, contenuti e modalità li decidiamo noi”, afferma Sandro Gozi, delegato ai rapporti con l’Ue;
  • “ma ti pare che si possono aumentare le tasse sui beni di prima necessità? Sarebbe una follia, sono solo fantasie a mezzo stampa”, “non ne abbiamo mai parlato e non lo faremo”, dichiarano fonti vicine al Premier Renzi;
  • “è un tema di cui non abbiamo mai discusso. Sappiamo che Bruxelles pone da tempo questo problema, ma non l’abbiamo mai affrontato”, le parole del sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta.

Steremo a vedere.

Michela Calculli

Dagli studi professionali tra Milano e Torino al blog personale, passando per un'esperienza televisiva che ha segnato la svolta. Tre grandi passioni: la scrittura, il fisco, la semplicità. Sempre in equilibrio tra famiglia e professione tra comunicazione e aggiornamento fiscale.

Commenti Facebook

3 Commenti

  1. Avatar
    maurizio ottobre 08, 2014

    Da richiesta dell’europa io farei azione controcorrente abbassare iva almeno al 18 % per rilanciare consumi

    Rispondi
  2. Avatar
    gianni ottobre 08, 2014

    Abbiamo un governo di giovani pulzelle di bella presenza, ma senza la necessaria esperienza, guidate da un fiorentino presuntuoso, inconcludente e a volte anche arrogante.
    Ritengo che tutto il governo dovrebbe andare a casa liberandoci da inutili chiacchieroni venditori di fumo.
    Gianni

    Rispondi
  3. Avatar
    FRANCO ottobre 09, 2014

    Sono del parere che I.V.A. sia la tassa più iniqua che esista è un (pizzo) che gli stati chiedono e pretendono ai propri cittadini, paragonabile a quello che impongono i malavitosi.

    Rispondi

rispondi

La tua mail non sarà pubblicata. I campi contrassegnati con l'asterisco sono obbligatori.*