Amministrazione di sostegno: cos’è e come si richiede

Amministrazione di sostegno : una misura concreta per aiutare le persone che, per condizioni personali o per anzianità, non sono autonome. Che cos'è, come la si ottiene, chi ne beneficia e chi la deve richiedere.

amministrazione di sostegno

Il Codice Civile, nel primo libro che si occupa delle persone e della famiglia, ha un titolo dedicato appositamente alle misure di protezione delle persone prive in tutto o in parte di autonomia. All’interno di questo titolo trova spazio l’amministrazione di sostegno, regolata dagli articoli che vanno dal 404 al 413.

Si tratta di un procedimento da avviarsi e gestirsi presso il Tribunale del luogo in cui la persona interessata ha la residenza o il domicilio. Con esso viene individuato un Giudice Tutelare e nominato un Amministratore, che agisce in nome e per conto della persona bisognosa, nei limiti dei poteri che gli vengono concessi.

Amministrazione di sostegno: chi ne beneficia

L’amministrazione di sostegno, secondo l’art. 404 del Codice Civile, è una tutela che può essere chiesta a favore di chi ha una menomazione fisica o psichica a causa della quale non riesce ad occuparsi dei propri interessi, anche se solo temporaneamente. Chiunque può dunque trovare aiuto in questa procedura, dalla persona con disabilità, all’anziano che non riesce più ad essere del tutto autonomo.

Non si tratta di un’interdizione né di una inabilitazione: a differenza di questi strumenti, che pure sono previsti nello stesso titolo del Codice Civile, l’amministrazione di sostegno si pone come una misura più leggera, che può essere “aggiustata” in base alle esigenze di chi ne beneficia e, soprattutto, che può essere modificata o anche revocata laddove non ve ne sia più necessità. Non comporta, di conseguenza, una incapacità giuridica di agire dell’interessato, che mantiene i propri diritti, ad eccezione di quelle materie di competenza dell’amministratore.

Come si chiede l’amministrazione di sostegno?

Per ottenere un’amministrazione di sostegno occorre rivolgersi al Tribunale del luogo in cui risiede o è domiciliata la persona nel cui interesse si procede. Attualmente, la procedura è di competenza della sezione di Volontaria Giurisdizione, presso cui si possono trovare tutte le informazioni e i moduli necessari (normalmente reperibili anche sul sito del Tribunale) e presso cui va depositato il ricorso.

Nel ricorso con cui si chiede il provvedimento devono essere riportati i seguenti elementi:

  1. Nome, cognome, codice fiscale, luogo e data di nascita, residenza e/o domicilio di chi beneficia dell’amministrazione. Gli stessi dati devono indicarsi anche per la persona che richiede l’amministrazione, se non coincide con chi ne beneficia;
  2. Descrizione delle ragioni per cui si chiede l’amministrazione (ad esempio: disabilità, demenza senile, malattia degenerativa, ecc.);
  3. Indicazione dei parenti viventi entro il quarto grado o affini (cioè parenti del coniuge) entro il secondo grado: sono questi i parenti legittimati a proporre l’amministrazione di sostegno e devono pertanto essere portati a conoscenza della procedura;
  4. Elencazione dei conti correnti, titoli o altri prodotti bancari e degli immobili del beneficiario, nonché di tutte le entrate (stipendi, pensioni, indennità);
  5. Elencazione delle spese normalmente sostenute dal beneficiario;
  6. Indicazione dei poteri che si chiede vengano dati all’amministratore: si tratterà di individuare quali azioni debbano essere svolte esclusivamente dall’amministratore incaricato, quali possano essere fatte dal beneficiario con l’aiuto dell’amministratore e quali restino all’autonomia dell’interessato;
  7. Indicazione della durata dell’incarico di amministratore, che può essere anche a tempo indeterminato.

All’atto andranno allegati tutti i documenti necessari. Poiché ogni Tribunale ha le sue regole in merito, è consigliabile verificare prima che tipo di documenti richiedano: ad esempio, il Tribunale di Bologna richiede, oltre ai documenti d’identità di beneficiario e richiedente (se persona diversa dal beneficiario), anche l’estratto dell’atto di nascita dell’interessato all’amministrazione.

Oltre a ciò, sicuramente sono necessari tutti i documenti medici che provano la condizione del beneficiario, tutti i documenti che dimostrano la consistenza del patrimonio del beneficiario (visure catastali per gli immobili, estratti conti per i conti bancari, ecc.) e l’ultima dichiarazione dei redditi. Se ci sono parenti entro il quarto grado o affini entro il secondo è conveniente raccogliere una loro dichiarazione, da allegare al ricorso, in cui si dà atto che sono a conoscenza della procedura e che non hanno obiezione alla nomina dell’amministratore.

Amministrazione di sostegno: cos'è e come si richiedeAmministrazione di sostegno: cos’è e come si richiede http://bit.ly/2deu4nm via @6sicuro

Chi può richiedere l’amministrazione di sostegno?

A richiedere questa misura può essere il diretto interessato, che la chiede dunque per se stesso, oppure uno qualunque tra i parenti entro il quarto grado o tra gli affini (cioè parenti del coniuge) entro il secondo grado, oppure ancora il personale dei servizi sanitari e sociali che abbiano in cura la persona bisognosa. Questi ultimi, se non agiscono personalmente chiedendo l’amministrazione, devono comunque riferire al Pubblico Ministero ogni situazione in cui ritengono occorra un amministratore.

Come detto, il ricorso può essere presentato personalmente, senza l’ausilio di un avvocato.

Chi può essere nominato come amministratore di sostegno?

La nomina può ricadere su un parente (compreso quello che presenta il ricorso, che può chiederlo) o su un professionista di scelta del Giudice Tutelare. Con il provvedimento di nomina il Giudice, oltre a riportare i dati dell’amministratore, chiarirà quali poteri abbia (di gestione del patrimonio, gestione ordinaria e decisioni per la salute del beneficiario), per quanto durerà l’incarico e eventuali limiti di spesa. Inoltre darà incarico all’amministratore di riferire periodicamente sull’amministrazione, dando conto di entrate e uscite. Per la gestione straordinaria degli interessi del beneficiario (ad esempio, la vendita di una casa del beneficiario) dovrà chiedersi e ottenersi l’autorizzazione del Giudice.

L’amministratore di sostegno è un’attività normalmente non retribuita, soprattutto qualora la nomina ricada su un parente. Tuttavia, qualora nominato sia un professionista e compatibilmente con la situazione economica del beneficiario, il Giudice può disporre un compenso a favore dell’amministratore.

Sara Bolzani

Avvocato civilista a Bologna, gestisco uno studio legale e un blog, entrambi con passione e parecchia ironia. Nel lavoro mi occupo soprattutto di RCA, condominio, eredità e contratti. Nel tempo libero scrivo di tutto (quello che mi capita) e di tutti (quelli che incontro).

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2 Commenti

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    Rosalba settembre 25, 2016

    Buongiorno,non entro in merito alla definizione dell’amministratore di sostegno che peraltro lei ci ha edotto egregiamente,ma le chiedo se si occupa di contratti PA /sanità. Donna medico specialista contratto a tempo determinato dopo 8 mesi rimane gravida (lavora fino al 5 mese):le viene richiesto di mettersi in maternità a rischio e le si dice chiaramente che per motivi di servizio non le sarà più dato incarico.

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      Sara Bolzani settembre 27, 2016

      Buonasera Rosalba,
      qui sul blog abbiamo più volte parlato di diritti, lavoro e maternità (ad esempio qui: http://www.6sicuro.it/news/maternita-anticipata-breve-guida), può darsi che tu trovi lì le risposte che cerchi. Per quanto riguarda la domanda a me devo dirti di no, personalmente non mi occupo di contratti di lavoro nel pubblico. Spero di esserti stata comunque utile, un saluto.

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