Svezzamento del bambino: quando inizia e come farlo

Iniziare lo svezzamento di un bambino non è semplice: il passaggio dal latte a cibi diversificati può essere complicata, ma con i nostri consigli puoi evitare grattacapi.

svezzamento

Lo svezzamento è il passaggio da parte del bambino dalla nutrizione esclusiva a base di latte (materno o artificiale) ad un’alimentazione varia, composta anche da cibi solidi. I pediatri, negli ultimi anni, preferiscono chiamare questa fase “divezzamento” o “alimentazione complementare”, ma tra i genitori persiste il termine svezzamento.

Quando si inizia lo svezzamento?

A partire dal sesto mese di vita del neonato si iniziano a introdurre in modo progressivo cibi semisolidi e solidi, che apportano gli elementi fondamentali per la crescita del bambino. Lo svezzamento parte intorno ai 6 mesi perché, come sottolineato anche dal Ministero della Salute, è in quel momento che il bambino ha la maturità fisiologica, digestiva e psicologica per affrontare la novità del cibo.

Allo stesso tempo, intorno ai sei mesi il latte materno o artificiale non è più sufficiente a soddisfare i bisogni del bambino. Come ripetiamo spesso, ogni bambino è diverso e questo è il motivo per cui il divezzamento deve iniziare quando il piccolo mostra di essere pronto, poco prima o poco dopo i sei mesi. Non bisogna avere fretta di svezzare il bambino, ma mettersi in ascolto e adattarsi alle sue esigenze.

Lo svezzamento deve essere un passaggio graduale, durante il quale il bambino si abitua progressivamente ai cibi solidi e semisolidi, senza che l’allattamento venga interrotto bruscamente. L’allattamento è infatti una sicurezza, un momento esclusivo, che può restare nelle abitudini quotidiane della famiglia anche fino ai 2 anni di vita e oltre, come suggerito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità:

per soddisfare il crescente fabbisogno nutrizionale, la dieta va integrata con cibi complementari idonei e sicuri, proseguendo l’allattamento fino all’età di due anni o oltre.

È di fondamentale importanza che, nel caso in cui l’allattamento al seno non venga proseguito oltre i 6 mesi, il latte materno sia sostituito con latte formulato per l’accrescimento e non con latte vaccino, che l’intestino del neonato non è in grado di digerire.

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Come iniziare lo svezzamento

Il pediatra fornisce tutte le indicazioni a riguardo, ma in generale possiamo dire che:

  • i pasti di un bambino devono essere inizialmente 5: colazione, merenda del mattino, pranzo, merenda del pomeriggio, cena;
  • i primi pasti ad essere inseriti sono le merende, del mattino e del pomeriggio, a base di frutta grattugiata o omogeneizzato di frutta;
  • l’ordine di inserimento degli alimenti non ha più un ruolo importante come si credeva in passato, ma può variare in base alla preferenza del bambino e alla cultura gastronomica della famiglia (fonte: Guida per le famiglie “Bambine e bambini del mondo” del Ministero della Salute);
  • la dieta complementare deve prediligere frutta e verdura;
  • le proteine animali vanno limitate: troppe costituiscono un rischio per la salute futura perché favoriscono il sovrappeso e l’obesità;
  • le quantità dei piatti e gli orari vanno stabiliti con l’obiettivo di rispettare l’appetito del bambino, senza forzarlo ed evitando di usare il cibo come premio o ricompensa;
  • il sale e lo zucchero non devono mai essere aggiunti alle pappe; il sale non dovrebbe far parte dell’alimentazione del bambino fino ai 3 anni del bambino;
  • gli alimenti devono essere sicuri: i baby food sono regolati da una disciplina molto più severa rispetto ai cibi per adulti, quindi garantiscono una totale sicurezza;
  • per il condimento delle pappe è importante scegliere i grassi “buoni”, come l’olio extravergine d’oliva;
  • i bambini devono iniziare a bere perché il corpo deve mantenersi idratato: acqua naturale e nessuna bevanda gassata né zuccherata;
  • gli alimenti fuori pasto non devono essere dati ai bambini, né in fase di svezzamento né negli anni successivi;
  • l’alimentazione e i pasti sono un momento di socialità: far partecipare il bambino alla cena in famiglia, coinvolgendolo nei discorsi e condividendo con lui un momento di serenità, crea un terreno fertile per la sperimentazione nei confronti del cibo;
  • un ruolo attivo nell’assunzione del cibo sviluppa interattività nel neonato: provate a dargli in mano un cucchiaio e lasciarlo fare, vi stupirà;
  • i bambini emulano gli adulti di riferimento: un rapporto sano e sereno da parte dei genitori è fondamentale per svilupparne uno altrettanto positivo nel bambino.

Autosvezzamento: che cos’è

Alcuni anni fa è iniziata a dilagare una nuova modalità di approccio al divezzamento che prevedeva la totale centralità del bambino nel processo di avvicinamento al cibo solido. In quel periodo le indicazioni mediche si basavano su rigide tabelle di inserimento degli alimenti, oggi superate come abbiamo visto.

L’autosvezzamento rompeva gli schemi, lasciando totale libertà al bambino sull’inizio dello svezzamento e suggerendo alle mamme di non sostituire le poppate con i pasti anche quando il bambino iniziava ad assaggiare i cibi solidi presenti sulla tavola “dei grandi”. Nessuna pappa, dunque, ma il medesimo cibo previsto per il resto della famiglia, tagliato a pezzi di dimensioni adeguate per un bimbo di 6 mesi.

Cristiana Calilli

Dall'agenzia pubblicitaria al blog, con il fil rouge della passione per la comunicazione. Appena diventata mamma ho scelto di lasciare il certo per l’incerto e il rimettersi in gioco come professionista e come donna. Oggi gestisco il mio sito e pianifico strategie di comunicazione online.

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