Energia elettrica green per le piccole isole italiane

Basta infrastrutture petrolifere o importazioni di petrolio: le piccole isole italiane si muovono verso l'energia elettrica green.

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Energia elettrica autonoma sulle piccole isole italiane: il Ministero dello Sviluppo economico ed Enea puntano sul fotovoltaico. Al via le sperimentazioni.

Energia elettrica autonoma per 20 isole

Quando si parla di nuove frontiere dell’energia elettrica, s’incontra per forza il nome di Elon Musk. Uno dei suoi numerosi e innovativi progetti riguarda l’approvvigionamento energetico delle isole. Il fondatore di Tesla ha un accordo con l’isola hawaiana di Kauai, dove sarà installato in modo gratuito un impianto fotovoltaico da 13 megawatt collegato a batterie da 52 megawatt all’ora. L’obiettivo del progetto? Sostituire infrastrutture petrolifere e l’importazione di barili a favore dell’autonomia energetica delle isole.

L’Italia non resta a guardare e prova a seguire la via tracciata da Musk per garantire alle comunità delle piccole isole del nostro paese soluzioni energetiche sostenibili. Il decreto, varato in febbraio dal Ministero dello Sviluppo Economico, trasformerà 20 isole italiane in laboratori sperimentali per la produzione di energia elettrica pulita e conveniente anche a livello economico. Si tratta di isole di piccole dimensioni non connesse alla rete.

Energia elettrica green per le piccole isole italianeEnergia elettrica green per le piccole isole italiane http://bit.ly/2w2L7Bj via @6sicuro

Le isole coinvolte dalle analisi preliminari condotte da Enea sono state 12, eccole:

  • Lampedusa;
  • Lanosa;
  • Favignana;
  • Levando;
  • Marittimo;
  • Pantelleria;
  • Ustica;
  • Lipari;
  • Ponza;
  • Giglio;
  • Capri
  • San Domino (Isole Tremiti).

Sono stati registrati i fabbisogni energetici, in particolare per il riscaldamento e raffreddamento domestico e la produzione di acqua calda, in ciascuna di queste (bellissime) isole. Secondo l’Agenzia nazionale, in quasi tutte sembra praticabile uno scenario cogenerativo di produzione di energia con il fotovoltaico e di recupero del calore dalle centrali diesel.

Un risparmio energetico per le comunità isolane

Secondo le stime, un’eventuale investimento pubblico che appoggiasse il progetto, rientrerebbe entro 25 anni.

E i vantaggi economici sarebbero tangibili anche per gli utenti nelle piccole comunità isolane. In un appartamento di 250 metri quadrati con un potenza contrattuale di 3 kW, condizionamento a pompa di calore e scaldabagno elettrico da 80 litri, si calcola un risparmio del 70% di energia elettrica su base annua. Si sale addirittura all’84% di risparmio in estate, mentre in inverno il risparmio energetico è del 60% circa.

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Gianni Silvestri, direttore scientifico del Kyoto Club, ha spiegato che:

“Produrre energia nelle isole non collegate alla rete nazionale costa ovviamente di più e finora il differenziale di prezzo aveva incentivato sistemi tecnologicamente arretrati e con un forte impatto ambientale. E finora i produttori locali non avevano interesse né a risparmiare né a utilizzare fonti rinnovabili.”

Il cammino per l’eliminazione delle infrastrutture petrolifere e l’importazione di petrolio, da parte delle piccole isole, sembra essere ai primi promettenti passi.

Francesco Candeo

Dalla passione per i media agli studi in Comunicazione e Strategie di Comunicazione all'Università di Padova. Il mio lavoro è dare vita digitale alle migliori idee per raccontare in rete le persone e le loro attività. Realizzo i progetti di persona, oppure offro consulenze specifiche. Mi piace occuparmi anche di ciò che rende interessante il web: i contenuti.

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