Travel Blogger: cosa fa e come diventarlo

Come diventare travel blogger? Cosa significa realmente? È possibile farne un lavoro e guadagnare? Ne abbiamo parlato con tre professionisti: Manuela Vitulli, Ezio Totorizzo e Simona Sacrifizi.

travel blogger

Viaggiatori appassionati e con la valigia sempre pronta o professionisti dediti e meticolosi con macchina fotografica e PC sempre appresso? O, forse, entrambe le cose? Chi sono i Travel Blogger? Queste nuove figure professionali, oggi tanto richieste eppure avvolte da un’aura di misticismo e di curiosità, sono rincorse anche da quel pizzico di invidia e da non poco scetticismo da parte di chi ignora il settore. E allora eccoci qui a far chiarezza.

Travel Blogger: passione o professione? Chi sono i Travel Blogger? Guadagnano? E come?

In cosa consiste, concretamente, il lavoro del Travel Blogger? E come guadagna un Travel Blogger? Perché guadagna, vero? Tante le domande, altrettante le interessanti risposte con cui tre esperti di travel blogging ci raccontano se stessi e la loro professione. Sono Manuela Vitulli, Ezio Totorizzo e Simona Sacrifizi, che stanno per aprirci la loro valigia ricca di esperienze, avventure, emozioni e passioni ma anche di instancabili costanza, dedizione e voglia di fare.

manuela vitulli Manuela Vitulli è la fondatrice e autrice di pensierinviaggio.it, uno dei travel blog più seguiti in Italia (classificatosi all’ottavo posto tra tutti i siti di viaggio ai #MIA15). Pensieri in Viaggio nasce da un’urgenza di scrivere nel gennaio 2013, al rientro da un viaggio negli States. Da allora Manuela non ha mai smesso di scrivere e viaggiare e, scoprendo nuovi orizzonti, ancora oggi continua a scoprire se stessa. Manuela è social media editor, storyteller, futura sommelier e freelance writer. Ama ridere, fotografare e correre al mare. Il mare le scorre nelle vene, non potrebbe vivere senza.
ezio tortorizzo Grazie alla laurea in management internazionale, Ezio scopre le passioni per i social media ed il web marketing. Concilia l’interesse  per il turismo ed il mondo online nei racconti del suo  blog di viaggi e lifestyle  www.spezio.it creato nel 2012. Nel 2016 fonda We Are Snapchat la prima community di Snapchatter italiana organizzando il 18 giugno il primo raduno nazionale  di appassionati del social.
Simona Sacrifizi Imprenditrice turistica e Travel writer, Blogger e Web content editor. Studi classici ed una grande passione per la storia, la letteratura e le tradizioni americane, passione che l’ha portata a visitare ben 45 stati USA, oltre che molteplici destinazioni nel mondo, rendendola di fatto un punto di riferimento sul web per chiunque voglia intraprendere un viaggio di scoperta negli States più autentici ed in generale nei luoghi più insoliti.

 

ludovica de luca

Partiamo in quinta e chiariamolo subito. Chi è il Travel Blogger? Cosa fa?

manuela vitulli Come direbbe un mio caro amico, il travel blogger è un cantastorie di nuova generazione. Racconta le sue esperienze in giro per il mondo, la sua vita, le storie che arricchiscono l’anima.

Per me il compito del travel blogger è ispirare. Ispirare la gente a viaggiare, a raggiungere una destinazione e, quando questo non è possibile, la missione diventa far viaggiare il lettore comodamente da casa. Non esiste soddisfazione più grande di ricevere messaggi come “grazie per condividere il tuo viaggio con noi. Fai viaggiare anche me.”

ezio tortorizzo Il travel blogger è un appassionato di viaggi e cultura  con una gran voglia di condividere nuove esperienze con utenti. Un cantastorie 2.0 che ama raccontare una destinazione attraverso i propri occhi ed il proprio vissuto in modo da incuriosire i viaggiatori attraverso i proprio canali blog e socia network principalmente.
simona sacrifizzi Non credo esista una definizione standard di travel blogger. Ogni blogger si evolve in maniera differente, in base agli obiettivi ed al percorso che intende seguire. Posso dirti cos’è per me un travel blogger, o meglio come dovrebbe essere in base alla mia reale esperienza.

Un cantastorie, un ispiratore di luoghi ed emozioni, capace di raccontare la magia e le particolarità di ogni singola destinazione riuscendo al tempo stesso sempre e comunque ad offrire informazioni pratiche e spunti utili. Una sorta di trait d’unione tra il fruitore ed i professionisti del turismo, siano essi enti turistici locali, strutture, tour operator, compagnie aeree, singole agenzie, ecc.

 

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Travel Blogging: è una professione sì o no? Perché?

manuela vitulli Decisamente sì. Il travel blogging è una professione. Come accade per tutti i lavori “tradizionali”, anche quello del travel blogger è un impegno che porta via forze, idee, tempo. È un lavoro che necessita di tante energie e tanta creatività.

I nostri social non lo dicono, ma chi è del settore sa bene che fare questo lavoro – perché sì, è un lavoro – significa rientrare in camera dopo una giornata estenuante di tour ed editare le foto, pensare ai testi, produrre contenuti di qualità in tempo più o meno reale. Non è affatto semplice (e non vi dico quante ore di sonno devo ancora recuperare).

ezio tortorizzo Quella del travel blogging è sicuramente una grandissima passione che spinge i blogger a condividere le proprie esperienze con i propri lettori. Con tanta dedizione ed impegno potrebbe trasformarsi in una professione grazie a collaborazioni con attori del settore.
simona sacrifizzi Può diventarlo ma non è così semplice come molti credono. Si apre un blog, poi se si sa scrivere benino e si ha un’infarinatura di SEO arrivano le prime magre collaborazioni – per lo più post sponsorizzati e qualche invito a blog tour (ai quali per scelta personale difficilmente partecipo) – e si pensa che si possa andare avanti così… nulla di più sbagliato.

Se si vuole fare di questa passione un lavoro vero e proprio ci vuole tempo, costanza, investimenti (sia di tempo, che di denaro), competenza, preparazione e, per me elemento imprescindibile, un consistente bagaglio di viaggi personali alle spalle.

 

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Come guadagna un Travel Blogger?

manuela vitulli Un travel blogger può guadagnare in svariati modi. La mia principale fonte di guadagno è la scrittura (con fotografia annessa). Oltre che per il mio blog, scrivo per numerosi portali e siti web (tra cui RedBull Italia, Volagratis, Jetcost, Manfrotto Imagine More) e per una testata cartacea.

Tra le mie fonti di guadagno rientrano i progetti con brand, tour operator e – talvolta – enti del turismo. Tra le altre cose, gestisco i social network di alcune aziende e guadagno dalla vendita delle copie del mio libro (La mia Thailandia, storia di un grande amore, edito da goWare). Negli altri paesi, specialmente in America, si guadagna molto anche tramite le affiliazioni, ma non è il mio caso.

ezio tortorizzo Un travel blogger è solitamente coinvolto in progetti di comunicazione volti alla promozione turistica di una destinazione. Le collaborazioni con enti pubblici e privati possono prevedere aggiornamenti sul proprio blog e condivisioni sui canali social. In base agli obiettivi e all’attività da svolgere per le campagne vengono stabiliti dei compensi con i clienti che decidono di investire.
simona sacrifizzi Ci sono diverse strade da seguire in questo senso. Per lo più sponsorizzazioni, post, pubblicità, spesso anche promozioni di prodotti legati o meno al viaggio. Io preferisco (anche se si tratta di una scelta difficile che di solito premia sul lungo periodo) orientarmi su progetti creati su misura per me e fedeli comunque alla mia nicchia di riferimento, sono molto concentrata sul mio obiettivo che è quello di affermarmi sempre più come punto di riferimento sul web per alcune destinazioni (Stati Uniti in primis) e tipologie di turismo (viaggiatori repeaters interessati a viaggi non necessariamente lowcost).

 

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Come può trovare lavoro un Travel Blogger?

manuela vitulli Con la passione e la costanza. Bisogna distinguersi e farsi notare per trovare nuovi clienti. Saranno i clienti stessi, colpiti dall’ottimo lavoro, a contattare il travel blogger. E non solo. Dopo qualche anno di esperienza si acquisiscono le competenze adeguate per ideare progetti e proporli direttamente alle aziende.

Tengo a precisare, però, che essere un travel blogger non significa mirare solo al guadagno anzi, inizialmente la strada è solo in salita e comporta tantissimi sforzi. Nel mio caso, ad esempio, i primi (piccoli) guadagni sono arrivati dopo più di un anno.

ezio tortorizzo Un travel blogger è solitamente coinvolto in progetti di comunicazione volti alla promozione turistica di una destinazione. Le collaborazioni con enti pubblici e privati possono   prevedere aggiornamenti sul proprio blog e condivisioni  sui  canali social. In base agli obiettivi e all’attività da svolgere per le  campagne  vengono stabiliti dei compensi con i clienti che decidono di investire.
simona sacrifizzi Come scrivevo nella risposta precedente in differenti modi. Soprattutto in base al percorso che si è intrapreso con il proprio blog dal principio. La promozione dei luoghi e di tutto ciò che è legato al viaggio ma anche (questo forse è già più difficile) essere testimonial di destinazioni, tour operator, compagnie aeree, campagne ad hoc per dare risalto a luoghi, strutture o singole realtà. O anche, in seguito all’esperienza professionale acquisita nell’utilizzo quotidiano dei social media, come tutor per aziende che vogliono aprirsi a questo nuovo modo di comunicare con i fruitori.

 

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Il progetto più interessante che hai seguito fino ad ora? Perché?

manuela vitulli Tra i tanti progetti, voglio segnalarne due: l’edizione 2016 di #inviatospeciale in collaborazione con Vanity Fair e Veratour e il progetto dello scorso anno con Puglia Promozione. Il primo progetto mi ha portato in Messico, una terra che ho sempre sognato di visitare. Ho avuto l’opportunità di raccontare il mio viaggio e l’esperienza nel meraviglioso resort Veratour non solo sui miei canali, ma anche su VanityFair.it, raggiungendo un pubblico ancora più ampio.

Il progetto con Puglia Promozione, invece, mi ha permesso di raccontare la mia terra in cinque giorni attraverso delle dirette Periscope. È stato un progetto molto stancante nella sua realizzazione, ma mi ha portato l’immensa gratificazione di poter promuovere la mia regione in una maniera innovativa e coinvolgente.

ezio tortorizzo Da buon pugliese,  tra i progetti che porto più  nel cuore non posso non menzionare le attività di promozione della mia terra. Lo scorso anno sono stato scelto da Puglia Promozione (Agenzia di promozione turistica della Regione Puglia)  come blogger ufficiale, per raccontare in diretta il tacco d’Italia attraverso collegamenti Periscope con la Fiera del Levante: una settimana tra Polignano, Ostuni, Cisternino, Taranto, Grottaglie, Gallipoli e Lecce dove ho raccontato le bellissime realtà pugliesi fatte di giovani sognatori, di tradizioni e di buon cibo. Grazie all’uso di una diretta video si è avuta la possibilità di comunicare in modo diretto e senza filtri quanto di bello la nostra terra ha da offrire.
simona sacrifizzi Negli ultimi mesi ho collaborato con alcune compagnie aeree per promuovere i loro voli inaugurali su diverse destinazioni USA, alcune ancora poco note al turismo italiano.

Una bella sfida, riuscire a raccontare il live di un intero volo – sempre connessa tramite wifi – coinvolgendo un consistente numero di lettori sui social e poi collegare l’esperienza al racconto ed alla scoperta della città d’arrivo, continuando a mantenere alta l’attenzione sull’intero progetto.

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Quale dote rende un Travel Blogger un professionista?

manuela vitulli Sicuramente il rispetto nei confronti dei colleghi, delle aziende e dei lettori. E la credibilità. A mio avviso il professionista è colui che lavora sodo per migliorare le proprie competenze mirando ad essere sempre se stesso senza illudere il lettore o edulcorare la realtà. Last but not least, il professionista è colui che si impegna a produrre sempre contenuti di qualità.
ezio tortorizzo Per essere considerato un vero professionista, un travel blogger deve effettuare il suo lavoro in maniera meticolosa ed appassionata. La passione è il propulsore di questa professione, perché solo così si riesce a coinvolgere il pubblico che decide di seguire ed affidarsi ai consigli di un blogger. Quest’ultimo pero’ deve essere meticoloso nel produrre risultati misurabili per un cliente che ha deciso di investire in promozione digital e costante nel proprio lavoro aggiornando frequentemente il proprio blog di viaggi.
simona sacrifizzi La serietà, su questo non transigo. E per serietà intendo la capacità di continuare ad aggiornarsi (nonostante i successi), studiare, investire e continuare comunque ad effettuare viaggi personali per incrementare il proprio bagaglio esperienziale.

 

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Quali competenze deve possedere un Travel Blogger? E come può acquisirle?

manuela vitulli Innanzitutto deve possedere un’innata passione per il viaggio e per la scrittura. A queste due passioni vanno aggiunte la dedizione, la costanza e la capacità di essere unici, di non imitare gli altri e dunque avere continuamente nuove idee. Un buon travel blogger deve anche saper fare foto che siano d’ispirazione. Quest’ultima è una caratteristica che, assieme alla scrittura, può essere migliorata col tempo e con l’esperienza. Ci vogliono anni per acquisire un proprio stile. Può essere utile frequentare dei corsi, ma si possono ottenere ottimi risultati anche da autodidatti. Io consiglio di leggere molto e di seguire assiduamente i travel blogger internazionali per acquisire nuove competenze.
ezio tortorizzo Chi decide di lavorare nel mondo digital deve essere sempre aggiornato sulle ultime novità e tendenze. Scrivere in maniera accattivante è sicuramente un plus che tutti i blogger dovrebbero avere, ma questo oggi non basta perché bisogna saper comunicare su i social network, scattare belle foto e conoscere i modi per meglio posizionare il proprio blog nei motori di ricerca. Per fare tutto questo bisogna essere sempre aggiornati seguendo professionisti ed esperti del settore. Il mio consiglio è essere in contatto sia con la realtà italiana, ma anche con quella estera, che potrebbe dare un punto di vista diverso.
simona sacrifizzi Un travel blogger deve avere competenza sul campo, tradotto in parole povere deve saper viaggiare (e qui mi ricollego alla mia risposta precedente), questo secondo me può fare la differenza. Poi certo gli elementi senza i quali aprire un blog sarebbe davvero uno spreco di tempo, abilità nella scrittura (incluso l’uso corretto della grammatica italiana), competenze di SEO, capacità di gestire con successo più social e cosa fondamentale avere, e riuscire a gestire, un seguito reale.

 

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Ci suggerisci un Travel Blogger italiano che ti piace in modo particolare?

manuela vitulli Anche stavolta vorrei suggerirne due (sono negligente, scusate). La prima è Stefania di www.diquadila.it perché scrive benissimo e fa foto meravigliose. Ha uno stile molto delicato e introspettivo, si lascia scoprire pian piano. La seconda blogger è Marika di www.gate309.com che, con il suo ragazzo Diego, viaggia in continuazione. Di Marika ammiro l’entusiasmo contagioso e l’energia che trasmette in ogni esperienza.
ezio tortorizzo In Italia ci sono tantissimi blogger di viaggio che sanno raccontare destinazioni in modo unico. Cito solo alcuni per particolarità: Roberta Longo per il modo irriverente di comunicare con i propri lettori, Fraintesa vera esperta di viaggi ecosostenibili e per appassionati di natura, MiPrendoEMiportovia che raccontano la loro famiglia in maniera un po’ gipsy che io adoro tanto e aggiungo Manuela Vitulli che riesce sempre a comunicare con il cuore quando è in viaggio.
simona sacrifizzi Seguo con estremo interesse alcuni travel blogger americani, per me i migliori in questo campo. Pochi, pochissimi italiani. Una delle blogger che apprezzo di più è sicuramente Giulia Raciti di Viaggiare Low Cost. Siamo molto differenti come tipologia e mete di viaggio, eppure lei da professionista vera – e grandissima viaggiatrice in primis – è capace di farmi interessare a destinazioni alle quali mai avrei pensato prima. Ecco, questa secondo me è la più grande dote che un travel blogger può avere.

 

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Passione per i viaggi e comunicazione digitale: come convivono nella tua professione di Travel Blogger?

manuela vitulli Il lavoro del travel blogger implica delle competenze – magari acquisite negli anni – nella comunicazione digitale. È fondamentale conoscere i social network e trovare la propria strada per il loro utilizzo soprattutto per chi, come me, si concentra molto sul personal branding. E non solo.

Nel lavoro del travel blogger può rientrare anche la gestione dei social network di enti del turismo o strutture turistiche. Due mesi fa, ad esempio, per il progetto CorsicaVivilaAdesso mi sono occupata della gestione degli account Instagram e Twitter della regione Corsica. Per noi è molto importante, quindi, il know-how nel campo della comunicazione digitale.

ezio tortorizzo La passione per i viaggi e l’apertura del mio blog  nel 2012 mi hanno dato la possibilità di entrare in contatto con il mondo della comunicazione digitale e con tantissime persone preparatissime con le quali confrontarmi. Una buona padronanza degli strumenti di comunicazione, in particolare dei social network, permettono al blogger un racconto efficace e più coinvolgente delle proprie avventure in giro per il mondo.
simona sacrifizzi Un binomio quasi indissolubile ormai. Non c’è un mio viaggio, di lavoro o personale che non sia condiviso, almeno in parte, con i miei lettori, ed è giusto che sia così.

 

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Qual è il tuo rapporto con Instagram? Quanto è importante questo social per il travel blogging?

manuela vitulli Il mio rapporto con Instagram? Ottimo. Lo utilizzo da sempre, da ancor prima di aprire il mio blog. Lo utilizzo tantissimo durante i miei viaggi perché è una sorta di galleria fotografica della propria vita. Un modo per raccontarsi tramite immagini e parole, è puro storytelling. È importante perché ispira a viaggiare (adesso anche grazie ai video delle Instagram Stories) e a trovare i luoghi immortalati nelle foto grazie ai geotag.
ezio tortorizzo Io ho una grandissima passione per i socia network ed Instagram ha uno spazio speciale nel mio cuore. È il luogo dove mi rifugio quando ho voglia di staccare un po’ dal mondo e dal blog. Il mio account di Instagram @EzioMrLifestyle racconta me e le mie passioni con mille sfumature blu mare.

Instagram è un social utilissimo per la comunicazione di una destinazione, perché ti permette di viaggiare e lasciarti ispirare con un semplice click. Tutti i travel blogger dovrebbero curare con molta attenzione il proprio account e magari pensare ad un tag personalizzato per raccogliere le proprie avventure. Lo scorso anno ho lanciato l’hashtag #Summer4igers che in pochi mesi ha raccolto 45.000 foto caricate e raggiunto milioni di persone nel mondo. Questa è la forza di Instagram!

simona sacrifizzi Ho iniziato ad utilizzare Instagram con maggiore frequenza da circa un anno ormai, anche se ad essere sincera per il mio tipo di storytelling, incentrato sul racconto approfondito di una destinazione già dal live, quindi dal momento in cui mi trovo sul posto, preferisco ed uso molto di più Facebook.

Senza dubbio Instagram può rivelarsi uno strumento molto utile ed efficace ma non credo possa da solo – nel mondo travel intendo e per la mia esperienza – fare la differenza.

 

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Il viaggio che hai vissuto e che più racconta di te?

manuela vitulli Sicuramente la Thailandia. Ci sono stata quattro volte e la amo così tanto che ne ho scritto un libro. Credo mi abbia rapito a tal punto perché ha segnato l’inizio di un percorso interiore. In Thailandia per la prima volta mi sono imbattuta nella cultura orientale e nelle sue contraddizioni, innamorandomene perdutamente. I miei lettori conoscono bene questa passione, tant’è che ricevo numerosissime mail per aiutarli nella preparazione del viaggio.
ezio tortorizzo Il viaggio più bello da quando ho un blog? Quello che non ho ancora fatto. Sicuramente il Marocco è il posto che mi ha emozionato più di tutti. Un On the road da Nord a Sud alla scoperta di posti poco turistici, ma di una bellezza travolgente. Volti, abbracci, momenti di condivisione, pranzi berberi, deserto, confini e città nascoste. Viaggio organizzato in collaborazione con l’Ente del Turismo che ha deciso per l’occasione di promuovere luoghi poco visitati dai turisti.
simona sacrifizzi Uno degli ultimi che ho fatto negli Stati Uniti, più precisamente nel Sud. Un road trip di 3 settimane tra Alabama, Mississippi e Louisiana. Un percorso volto a scoprire e raccontare un pezzo di vera ed insolita America (che è poi quello che so fare meglio, raccontare l’insolito), attraverso le strade della musica, la storia delle piantagioni, dello schiavismo e dei Civil Rights, le tradizioni, lo stile di vita lento e cadenzato, i paesaggi mozzafiato sul Mississippi River ed una gastronomia fuori dal comune.

 

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Come diventare un Travel Blogger: cosa consigli a chi vuole fare del travel blogging una professione?

manuela vitulli Innanzitutto di cominciare per passione. Molti mi scrivono ancor prima di aprire un blog per capire come guadagnare. Per me si perde in partenza. Un blog va aperto per passione e poi, in un secondo tempo, si può parlare di un eventuale guadagno. D’altronde oggi i travel blogger sono così tanti che, senza passione e costanza, è molto difficile emergere. Il mio consiglio, quindi, è di inventare qualcosa di nuovo, qualcosa che non è già stato fatto da chi ha aperto il blog diversi anni fa.
ezio tortorizzo Non mi piace dare consigli sul cosa fare per riuscire a diventare Travel blogger. Io posso condividere la mia esperienza personale che magari non è adatta all’approccio di blogging che altri hanno pianificato. L’unica cosa che posso dire è cercare di essere unici sempre. Ogni giorno nascono nuovi blog e decine di pagine Facebook e profili Instagram per questo bisogna sapersi differenziare dagli altri per poter essere ricordati. Trovate la vostra strada e voce comunicativa ed il pubblico avra’ un motivo in più per seguirvi.
simona sacrifizzi Aver viaggiato tanto prima e continuare comunque a farlo, dopo. Studiare e formarsi… SEO, marketing, social. Non svendersi per link e post sponsorizzati e per pubblicità che esulino dal proprio campo di competenza, dalla propria nicchia. Essere costanti nella pubblicazione e nella cura dei contenuti.

Diventare Travel Blogger e guadagnare: è davvero possibile?

Le esperienze dei professionisti del settore parlano chiaro: diventare un Travel Blogger e guadagnare praticando questa professione non solo è possibile ma è anche emozionante e appassionante. Altrettanto vero è che per riuscirci devi impegnarti, avere costanza, studiare, sacrificarti e riempire la tua valigia di unicità e di originalità. Nulla viene per caso, niente è mai un regalo. La perseveranza, lo spirito di sacrificio e un buon bagaglio di competenze in marketing e comunicazione digitale ti permetteranno di trasformare la passione per i viaggi in una professione.

E tu quanto sei disposto ad investire per diventare un Travel Blogger professionista?

Ludovica de Luca

Web writer e blogger freelance, sedotta e irretita da una biro blu all’età di tre anni. Ogni giorno mi destreggio tra un’esausta tastiera nera, fogli bianchi scarabocchiati da quell’immancabile biro blu e tazze piene di ettolitri di caffè. Divertita dalla giostra dei social, studio il web marketing e sono devota ai miei lettori.

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