Jobs Act dei lavoratori autonomi: tutte le novità

È stato approvato il cosiddetto Statuto dei lavoratori autonomi, o anche "Jobs Act del lavoro autonomo", un ddl delega che contiene numerose novità per le partite IVA. Vediamolo in dettaglio.

statuto dei lavoratori autonomi

Le spese di formazione dei lavoratori autonomi

La prima buona notizia riguarda il fronte della formazione, elemento fondamentale per chi gestisce un’attività in proprio, magari esercitando una professione in continua evoluzione. Il decreto prevede la possibilità di dedurre al 100% tutte le spese per la formazione come:

  • certificazione delle competenze;
  • orientamento;
  • ricerca e sostegno all’auto-imprenditorialità;
  • partecipazione a convegni e congressi;
  • corsi di aggiornamento professionale;
  • corsi di formazione;
  • iscrizione a master.

Queste spese potranno essere dedotte integralmente con un tetto massimo di 10.000 € annui.

Assicurazioni contro i mancati pagamenti

Una nota dolente che colpisce lavoro e vita di chi ha un’attività in proprio è quella che riguarda i mancati pagamenti a fronte di lavori eseguiti. In questo senso il governo interviene garantendo la possibilità di dedurre integralmente le spese sostenute per forme assicurative per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo.

Il lavoratore a partita IVA verserà un premio annuale, interamente deducibile, per poter poi ottenere un indennizzo in caso di mancato incasso di una prestazione resa. L’obiettivo indiretto è quello di indirizzare lo sviluppo del mercato assicurativo diffondendo queste nuove forme, in modo da ottenere negli anni delle condizioni sempre più concorrenziali per i lavoratori autonomi.

Lavoratori autonomi: accesso ai fondi strutturali europei

Arriva anche la parificazione di autonomi e professionisti ai piccoli imprenditori e alle PMI ai fini dell’accesso ai fondi strutturali europei. La Legge di Stabilità contemplava già il diritto di accesso dei professionisti italiani detti fondi ma, questo decreto, introduce definitivamente nell’ordinamento nazionale la parificazione giuridica del professionista allo status di piccolo imprenditore così come è in teso in Europa.

Questo significa che autonomi e professionisti hanno adesso la possibilità di accedere ai PON (Programmi Operativi Nazionali) e ai POR (Programmi Operativi Regionali) che si avvalgono dei fondi strutturali europei:

  • Fondo Sociale Europeo (FSE);
  • Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR);
  • Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR);
  • Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP).

Maternità obbligatoria e facoltativa

Con il decreto si riconosce alle libere professioniste non iscritte agli albi professionali, il diritto di percepire l’indennità di maternità obbligatoria, che spetta per i due mesi che precedono il parto e per i successivi tre, il tutto senza l’obbligo di astenersi effettivamente dall’attività lavorativa.

Questo provvedimento punta a sanare la disparità di trattamento tra le professioniste iscritte alla gestione separate e quelle iscritte alle cassa professionali private.  Per quanto concerne il congedo parentale, detto anche maternità facoltativa, l’indennità può essere corrisposta per un periodo massimo di sei mesi entro i primi tre anni di vita del bambino.

 Statuto dei lavoratori autonomi: ecco tutte le novità Statuto dei lavoratori autonomi: tutte le novità http://bit.ly/1PwhkqV via @6sicuro

Malattia e infortunio

In caso di attività prestata in via continuativa per il committente, il decreto prevede la possibilità, in caso di gravidanza, malattia o infortunio, di sospendere il rapporto per un periodo non superiore a 150 giorni, senza diritto al corrispettivo.

È contemplata inoltre, nel caso in cui malattia o infortunio siano di gravità tale da impedire lo svolgimento dell’attività lavorativa per oltre 60 giorni, la sospensione del versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi per l’intera durata della malattia o dell’infortunio fino a un massimo di 2 anni. Particolari tutele sono dedicate alle malattie oncologice e alle relative terapie.

Clausole abusive

Stretta sui committenti che modificano i contratti con clausole abusive. Nel dettaglio si legge che “si considerano abusive e prive di effetto le clausole che attribuiscono al committente la facoltà di modificare unilateralmente le condizioni del contratto o, nel caso di contratto avente ad oggetto una prestazione continuativa, di recedere da esso senza un congruo preavviso, nonché le clausole mediante le quali le parti concordano termini di pagamento superiori a 60 giorni”.

Si precisa che il contratto deve essere scritto, dunque ai fini della tutela non valgono gli accordi verbali o di altro tipo.
A margine si segnala una particolare attenzione alle invenzioni dei professionisti. La norma stabilisce che i diritti di utilizzo economico relativi competano al professionista, e non al committente, che al massimo potrà trarne vantaggio.

Michela Calculli

Dagli studi professionali tra Milano e Torino al blog personale, passando per un'esperienza televisiva che ha segnato la svolta. Tre grandi passioni: la scrittura, il fisco, la semplicità. Sempre in equilibrio tra famiglia e professione tra comunicazione e aggiornamento fiscale.

Commenti Facebook

0 Commenti

ancora nessun commento!

Non ci sono commenti, potresti essere il primo!

rispondi

La tua mail non sarà pubblicata. I campi contrassegnati con l'asterisco sono obbligatori.*