Regime forfettario 2016: come funziona e chi ne ha diritto

Il regime forfettario 2016 è ormai l'unico regime fiscale agevolato per chi decide di aprire la partita IVA. Ma attenzione, riguarda anche chi è già in attività da prima del 2016. Cos'è, come funziona e quali sono i requisiti per richiederlo.

regime forfettario 2016

Regime forfettario 2016: come funziona?

Il regime forfettario è stato introdotto con la Legge di Stabilità 2015 e modificato con la Legge di Stabilità 2016 che ne ha tracciato le linee guida per l’anno in corso.

A partire dal 1° gennaio 2016 è stata abrogata qualsiasi altra forma di regime fiscale agevolato, come quello dei “nuovi minimi”, e il regime forfettario è diventata l’unica alternativa al regime ordinario. Il regime forfettario riguarda sia le nuove partite IVA sia i soggetti che hanno già un’attività aperta prima del 2016. Di seguito i vantaggi fiscali derivanti da tale regime:

  • il regime forfettario è il regime naturale dei soggetti che possiedono i requisiti che illustreremo in seguito, ciò significa che chi è già in attività vi accede automaticamente senza alcuna comunicazione aggiuntiva;
  • il reddito imponibile non si determina sottraendo i costi effettivamente sostenuti dai ricavi, bisogna infatti applicare ai ricavi un coefficiente di redditività diverso a seconda dell’attività che si esercita (i coefficienti dipendono dal codice ATECO scelto per la propria attività);
  • al reddito imponibile così ottenuto si sottraggono i contributi previdenziali conteggiati sullo stesso;
  • sul reddito viene poi applicata l’imposta sostitutiva pari al 15% (che comprende IRPEF, addizionali comunali e regionali e IRAP);
  • se si percepiscono altri redditi, si avrà diritto anche alle detrazioni e deduzioni fiscali;
  • se l’unico reddito riguarda l’attività in regime forfettario, non sarà possibile accedere alle detrazioni (ad esempio a quelle per figli a carico).

I vantaggi di questo regime riguardano anche una serie di semplificazioni. Coloro che vi accedono o che ne hanno diritto, sono esonerati da:

  • registrazione delle fatture emesse/corrispettivi;
  • registrazione degli acquisti;
  • tenuta e conservazione dei registri e dei documenti (questa previsione non vale per le fatture di acquisto e le bollette doganali);
  • dichiarazione e comunicazione annuale IVA;
  • comunicazione delle operazioni rilevanti IVA (lo spesometro, insomma);
  • comunicazione black list;
  • registrazione e tenuta delle scritture contabili;
  • applicazione degli studi di settore e dei parametri;
  • applicazione le ritenute alla fonte in qualità di sostituto d’imposta;
  • applicazione della ritenuta alla fonte sui ricavi/compensi conseguiti.

Hanno diritto ad accedere a tale regime anche coloro che svolgono un’attività di lavoro dipendente. Dal 2016, infatti, è stata abrogata la norma che concedeva l’accesso al regime forfettario ai soli contribuenti che avevano conseguito redditi nell’attività d’impresa, arte o professione in misura prevalente rispetto ai redditi di lavoro dipendente o assimilati eventualmente percepiti.

Regime forfettario 2016: i requisiti

Vediamo adesso quali sono i requisiti che garantiscono l’accesso al regime forfettario 2016:

  • ricavi o compensi devono rientrare entro determinati limiti che variano a seconda del codice ATECO (codice ISTAT che identifica le diverse attività economiche) prescelto;
  • i limiti dei ricavi/compensi variano tra i 15mila e i 40mila euro;
  • nel caso in cui il contribuente eserciti più attività, con codici ATECO differenti, si prende in considerazione il limite più elevato tra quelli fissati per ciascuna delle attività esercitate;
  • spese complessivamente non superiori a 5.000 euro lordi per lavoro accessorio, lavoro dipendente e per compensi erogati ai collaboratori, anche assunti per l’esecuzione di specifici progetti;
  • il costo complessivo dei beni strumentali, non deve superare alla data di chiusura dell’esercizio, i 20.000 euro;
  • dal limite sopra illustrato vanno esclusi i beni immobili, comunque acquisiti, e anche se detenuti in locazione, utilizzati per l’esercizio dell’impresa, arte o professione.
  • non esiste per questo regime una scadenza temporale, non se ne perde il diritto entro un limitato numero di anni; il diritto si perde esclusivamente se manca almeno uno dei requisiti sopra elencati.
Regime forfettario 2016: come funziona e chi ne ha dirittoRegime forfettario 2016: come funziona e chi ne ha diritto http://bit.ly/1WVXk5u via @6sicuro

Regime forfettario 2016: le cause di esclusione

È necessario sapere che vi sono delle cause di esclusione che agiscono anche nel caso siano rispettati tutti i requisiti illustrati nel paragrafo precedente. Sono pertanto esclusi dal regime forfettario 2016:

  • i soggetti che si avvalgono di regimi speciali ai fini IVA  (ad esempio cessione di oro) o di regimi forfettari per la determinazione del proprio reddito;
  • i soggetti non residenti, ad eccezione di quelli che risiedono negli Stati UE, o in uno dei Paesi che hanno siglato l’Accordo sullo Spazio economico europeo, e producono il 75% del proprio reddito nel nostro Paese;
  • coloro che hanno come oggetto della propria attività la cessione di fabbricati (o porzioni di fabbricati o terreni edificabili) e lo fanno in via esclusiva o prevalente;
  • coloro che hanno come oggetto della propria attività la vendita di mezzi di trasporto nuovi nell’ambito dei Paesi UE;
  • i contribuenti soci di società di persone, associazioni professionali, SRL con ridotto numero di soci che abbiano optato per la trasparenza fiscale (dunque soci di SRL con tassazione in capo al socio e non alla società);
  • i lavoratori dipendenti che nell’anno precedente hanno percepito un reddito superiore a 30.000 euro, a meno che il rapporto di lavoro da cui deriva detto reddito non sia cessato.

Il diritto al regime forfettario decade nell’anno successivo a quello in cui viene meno uno dei requisiti richiesti o si verifica una delle cause di esclusione.

Regime forfettario 2016: le startup

Detto tutto questo, occorre fare un breve discorso a parte per le attività di nuova apertura. Questo perché se vengono rispettati ulteriori requisiti, è possibile applicare un’imposta sostitutiva ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività.
Di seguito i requisiti per averne diritto:

  • il soggetto non deve aver esercitato, nei 3 anni precedenti l’apertura della nuova partita IVA, un’attività d’impresa o lavoro autonomo;
  • l’attività non deve costituire mera prosecuzione di attività precedente; in sostanza non bisogna rivolgersi alla stessa clientela e con le stesse modalità operative rispetto ad attività precedenti;
  • nel caso in cui si rilevi un’attività svolta da altri, l’ammontare dei ricavi del periodo precedente non deve superare il limite dei ricavi previsto per il regime forfettario.
Michela Calculli

Dagli studi professionali tra Milano e Torino al blog personale, passando per un'esperienza televisiva che ha segnato la svolta. Tre grandi passioni: la scrittura, il fisco, la semplicità. Sempre in equilibrio tra famiglia e professione tra comunicazione e aggiornamento fiscale.

Commenti Facebook

0 Commenti

ancora nessun commento!

Non ci sono commenti, potresti essere il primo!

rispondi

La tua mail non sarà pubblicata. I campi contrassegnati con l'asterisco sono obbligatori.*