Permessi retribuiti per lavoratori dipendenti pubblici e privati

I lavoratori dipendenti hanno il diritto di assentarsi dal lavoro, ma quali e quanti tipi di permessi retribuiti possono chiedere? Quali le differenze tra Commercio, Metalmeccanici, mondo scuola ed enti pubblici?

permessi retribuiti

Se sei un lavoratore dipendente – a contratto a tempo determinato o indeterminato – saprai di certo o devi sapere che puoi richiedere dei permessi retribuiti.

Con la parola permessi si intende un periodo di tempo in cui un dipendente, in qualsiasi settore lavori, può assentarsi dal posto di lavoro conservando la sua retribuzione secondo quanto stabilito dal suo contratto. Le ore di permesso vengono maturate mese dopo mese, sempre in base al CCNL e, per sapere quante sono, basta guardare la parte bassa della busta paga.

Da sapere che, in gergo, si parla di permessi come ROL, sigla che non indica altro che la riduzione degli orari di lavoro. Tale riduzione è appunto determinata su base annua e anche in base alle mansioni che il lavoratore svolge. Vediamo come funziona la richiesta dei permessi per quanto riguarda varie categorie lavorative.

Permessi retribuiti nel mondo della scuola

Sei un insegnante o un dipendente ATA? Se fai parte della prima categoria, devi sapere che il limite annuale di permessi che puoi richiedere ha una validità per anno scolastico e non può superare l’orario settimanale di insegnamento.

Nel dettaglio:

  • un docente di scuola dell’infanzia con orario completo non può superare le 25 ore di permesso in un anno scolastico;
  • un docente di scuola primaria che abbia un orario completo, non può superare le 24 ore di permesso durante l’anno scolastico;
  • un docente di scuola di I e II grado con orario completo non può richiedere né ottenere più di 18 ore di permesso nell’anno scolastico.

Attenzione perché i permessi si riferiscono a unità minime che siano ore di lezione (come sappiamo, infatti le lezioni non durano mai un’ora, ma in genere 50 minuti) e che non è possibile essere assenti da scuola per un periodo che vada oltre la metà dell’orario giornaliero.
Un esempio? Se hai 4 ore di lezione quel giorno, potrai prenderne massimo due e in generale non si possono richiedere più di 2 ore di permesso al giorno.

E se per quel giorno dovessi avere solo un’ora? Non potrai richiedere permesso, se vorrai assentarti dovrai chiedere un giorno di ferie. Per quanto riguarda il mondo scuola c’è, poi, da evidenziare un’altra cosa: i permessi sono concessi in base alle esigenze di servizio e alla possibilità di essere sostituiti da altro personale in servizio. Va da sé che una classe non può essere lasciata scoperta.

Personale ATA

Per quanto riguarda il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) le cose sono leggermente diverse: il numero di permessi per l’anno scolastico non deve essere più di 36 ore e la durata non può superare la metà dell’orario giornaliero, ossia 3 ore. Anche in questo caso vale quanto detto sopra: il chiedere e ottenere dei permessi passa dal fatto che tu possa avere chi ti sostituisca ed è subordinato alle esigenze scolastiche.

Permessi non retribuiti: differenze tra docenti di ruolo e precari

Una differenza sostanziale c’è tra personale di ruolo e personale precario e riguarda i permessi non retribuiti.

I docenti non di ruolo, ma anche il personale ATA assunto a tempo determinato, possono usufruire di permessi non retribuiti per partecipare a concorsi ed esami fino a un massimo di 8 giorni per anno scolastico. Questi permessi comprendono anche l’eventuale spostamento. Possono ancora avere dei permessi non retribuiti, oltre a quelli di cui abbiamo parlato prima, fino a un massimo di 6 giorni per motivi personali e familiari. Tali permessi interrompono la maturazione dell’anzianità di servizio a tutti gli effetti.

Permessi retribuiti CCNL commercio

Le cose sono invece differenti quando si lavora nel settore privato e ovviamente dipendono dalla tipologia di contratto. Nel caso del CCNL commercio, c’è da sapere che ogni mese si maturano dei permessi retribuiti (ROL) che consentono al lavoratore di assentarsi dal posto di lavoro per motivi personali.

Quanti permessi si maturano ogni mese? Dipende da quanti dipendenti ha l’azienda, ma anche dall’anzianità nonché dalla banca ore e altri fattori. Diciamo che a livello più generale funziona così:

Aziende con meno di 15 dipendenti

Il totale di permessi retribuiti CCNL commercio è di 88 ore annue ossia 7,3 al mese che deriva da:

  • 56 ore di permessi retribuiti ROL;
  • 32 ore di permessi da ex-festività.

Aziende sopra i 15 dipendenti

Il totale di permessi retributi CCNL commercio è di 104 ore annue, ossia 8,66 al mese che deriva da:

  • 72 ore di permessi retribuiti ROL;
  • 32 ore di permessi da ex-festività.

Su questo però influisce “l’anzianità”: ai nuovi assunti, a prescindere da quanti dipendenti ha l’azienda, sono riconosciuti comunque 32 ore di permesso ex festività.

Dai due ai quattro anni di anzianità i permessi aumentano e cambiano in base a quanti dipendenti ha l’azienda: 32 ex festività +28 (cioè 60 ore per aziende fino a 15 dipendenti) e 32 ex festività +36 (cioè 68 ore per aziende oltre i 15 dipendenti). Una volta che un dipendente ha compiuto i 4 anni di anzianità, il lavoratore avrà a disposizione il 100% delle ore, ossia 88 per aziende con meno di 15 dipendenti e 104 per aziende con più di 15.

Se si passa dal tempo determinato o apprendistato all’indeterminato, l’anzianità decorre comunque dal primo giorno di assunzione, indipendentemente dal contratto.

Da ricordare: riguardo ai permessi maturati e non goduti, sono da pagare entro 18 mesi dall’anno in cui sono maturati.

Permessi retribuiti per la nascita del figlio

A questi permessi si aggiungono i giorni di congedo di paternità per la nascita di un figlio. Si tratta del congedo obbligatorio, entro i 5 mesi dalla nascita del figlio, per un padre che svolge lavoro da dipendente che consiste in un giorno e può essere anche preso in concomitanza con quelli della madre.

Mentre per quanto riguarda il congedo facoltativo di due giorni, è subordinato alla scelta del coniuge (la madre anch’essa lavoratrice) di non fruire di altrettanti giorni del proprio congedo di maternità, con conseguente anticipazione del termine finale del periodo post partum di astensione obbligatoria. Se il padre, insomma, prende due giorni di permesso facoltativo, la madre dovrà rientrare al lavoro due giorni prima rispetto a quanto previsto.

Permessi retributi per enti locali

Per quanto riguarda invece i permessi per chi lavora negli enti locali, sono regolati dal’’art. 19 del CCNL, in base alla quale chi lavora per un ente locale può assentarsi in maniera del tutto legittima per lutto, matrimonio, partecipazione a concorsi ed esami o particolari motivi familiari.

I permessi sono calcolati in giorni per l’anno e non sono frazionabili in ore lavorative che possono essere accumulate, tranne il caso in cui si debba prestare assistenza ai portatori di handicap grave (legge 104). In quest’ultimo caso, infatti, a chi ha una disabilità grave spettano 2 ore al giorno o 3 giorni al mese che appunto sono frazionabili anche in ore.

In più, chi è genitore di bambino affetto da grave da grave disabilità può prolungare il periodo di astensione o usufruire di 2 ore di permesso al giorno, o 3 giorni al mese, fino al compimento dei 3 anni. Su questo, poi si è pronunciata la circolare Brunetta nel 2010 che ha così definito la questione:

“la legittimazione alla fruizione dei permessi per assistere una persona in situazione di handicap grave spetta al coniuge e ai parenti ed affini entro il secondo grado


Per parenti di secondo grado si intendono nonna e nonno, nipote (figlio del figlio e della figlia), fratello o sorella. I dipendenti pubblici hanno poi diritto a permessi per lutto, fino a 3 giorni, per ogni persona purtroppo deceduta entro il secondo gradi di parentela, compreso il coniuge (anche se si è separati legalmente). A differenza di come avviene nel privato, i giorni vanno presi in maniera continuativa.

Nel comparto Regioni ed Enti Locali, il permesso per lutto è valido anche per il decesso degli affini entro il primo grado (suoceri). I tre giorni possono essere usufruiti anche per grave infermità di un componente della famiglia, purché avvenga entro 7 giorni da quando è stato accertato da quando è avvenuta l’infermità.

Per quanto riguarda i motivi personali, chi lavora negli enti locali può usufruire di 3 giorni di permesso retribuiti all’anno. Tale richiesta va formulata in accordo con l’Ufficio Personale dell’azienda che valuterà quale sia la motivazione e se concederli, in accordo con le esigenze dell’azienda.

Se nasce un figlio? In questo caso, chi lavora negli enti locali ha diritto a 3 giorni di permessi retribuiti. Altri permessi possono essere chiesti e ottenuti quando si devono sostenere concorsi ed esami e il massimo è 8 giorni. Se non se ne beneficia nel corso dell’anno solare, questi permessi non potranno essere cumulati con quelli spettanti per l’anno successivo. Per avete tali permessi, è necessario presentare al proprio datore di lavoro una certificazione rilasciata dalla Commissione d’esame.

Altri permessi riguardano: le cariche elettive (massimo 24 ore lavorative al mese, che diventano 48 nel caso in cui si diventi presidente della provincia, sindaco ecc…), donazione di sangue (intera giornata per il prelievo), permessi studio (150 ore in un triennio che possono diventare 250 se il titolo riguarda la scuola dell’obbligo) oltre ai permessi giornalieri per singoli esami.

Contratto a tempo determinato e permessi non retribuiti

Per chi ha un contratto a tempo determinato, possono essere concessi permessi non retribuiti fino a un massimo di 15 giorni, eccezion fatta per il matrimonio per cui si ha diritto a 15 giorni consecutivi. I dipendenti a tempo determinato non hanno diritto ai permessi per lutto, ma possono usufruire nel limite di tre giorni annui, del permesso retribuito previsto dall’art. 4 della legge n. 53 del 2000, in caso di decesso oppure di grave infermità del coniuge, di un parente entro il secondo grado o del convivente anagrafico. Per chi è a tempo determinato non sono inoltre previsti gli 8 giorni per partecipare a concorsi ed esami.

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Permessi retribuiti metalmeccanici

Se hai un contratto CCNL Metalmeccanici Industria sono 104 le ore di permesso che ti spettano per ogni anni di lavoro  di cui riconosciuti a titolo di riduzione dell’orario 72 e 32 in sostituzione delle festività abolite.

Inoltre, a chi ha questo contratto e fa turni (15 o più turni settimanali, compresi notturni, sabato e domenica) vengono date altre 8 ore di permesso annue. C’è inoltre da sapere che per i lavoratori addetti al settore siderurgico sono previste, sempre annualmente, 15,5 giornate di ore 8 di permesso retribuito pari a 124 ore.

Per i lavoratori appartenenti ai sotto-settori: fonderia di seconda fusione, metallurgia non ferrosa, lavorazioni di forgiatura, fucinatura e pressofusione,elettromeccanica pesante, aeronautica, telecomunicazioni, informatica  ecc… Oltre le 104 ore esistenti per tutti si aggiungono altre 8 ore annue. I permessi vanno richiesti con un preavviso di almeno 15 giorni e comunque vengono concessi compatibilmente con le esigenze aziendali. Chi non fa turni, può inoltre chiedere permessi per gruppi di 4 ore.

La situazione è invece diversa per i metalmeccanici artigiani: le ore di permesso spettanti a chi ha un contratto simile sono 16 all’anno che diventano 24 se si opera in regime di flessibilità individuale (la possibilità, cioè, di recuperare tutte le ore di straordinari e tradurre la quantità di ore in più in riposi) a cui si aggiungono 32 ore ex festività.

Se sei uno studente lavoratore sappi che hai diritto a permessi retribuiti per ogni giorno di esame e a 20 ore l’anno retribuite per la preparazione Inoltre hai un monte ore di 150 per 3 anni per frequentare corsi di studio.

Il lavoratore ha poi diritto a 3 giorni di permesso retribuito in caso di decesso o grave infermità del coniuge, anche con cui è separato legalmente, e convivente purché risulti una convivenza da due anni. Stesso periodo vale anche per un parente con cui non si convive.

Il lavoratore ha diritto a tre giorni di permesso retribuito l’anno in caso di decesso o di documentata grave infermità del coniuge, anche legalmente separato, del convivente, purché risulti una stabile convivenza da almeno due anni con certificazione anagrafica, di un parente entro il secondo grado anche non convivente e dei soggetti che compongono la famiglia anagrafica del medesimo lavoratore. Nel caso di richiesta di permesso per grave infermità, dovrai presentare, entro 10 giorni dalla ripresa dell’attività lavorativa, certificazione rilasciata da un medico del SSN o ad esso convenzionato, da ospedale o clinica dove è stata ricoverata la persona. Tali giorni di permesso, in entrambi i casi, possono essere utilizzati entro 7 giorni dal relativo evento, non calcolando, ovviamente, i giorni festivi e quelli non lavorativi.

Per quanto riguarda il congedo facoltativo per la nascita di un figlio, vale quanto detto per il contratto commercio.

Permessi retribuiti e legge 104

Una sezione a parte meritano i permessi retruibuiti per la legge 104 ossia per lavoratori dipendenti che hanno tali caratteristiche:

  • sono disabili in situazione di gravità;
  • sono genitori, anche adottivi o affidatari, di figli disabili in situazione di gravità;
  • hanno coniuge, parenti o affini entro il 2° grado di familiari disabili in situazione di gravità. Il diritto può essere esteso ai parenti e agli affini di terzo grado soltanto qualora i genitori o il coniuge della persona con disabilità grave abbiano compiuto i 65 di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti (L. 183/2010).

Purtroppo la legge 104 non spetta ai lavoratori a domicilio, a chi fa lavori domestici e familiari, ai lavoratori agricoli che sono occupati a giornata con contratto a tempo  né per se stessi né per i parenti, ai lavoratori autonomi, ai lavoratori parasubordinati.

Permessi e riposi

Chi è in una situazione di grave disabilità può avere riposi orari giornalieri di 1 o 2 ore (dipende dall’orario di lavoro), 3 giorni di permesso mensile (frazionabili in ore). Mentre per quanto riguarda i genitori, dipende dall’età dei figli, così come riportato sul sito dell’INPS.

Altri permessi: donazione di sangue, donazione midollo, visite mediche

Permessi per visite mediche. Tutti i lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati, possono assentarsi dal lavoro per sottoporsi a visite mediche o per effettuare cure terapeutiche solo in situazioni ben determinate e nei casi di tossicodipendenza e di soggetti portatori di handicap. Di solito, i lavoratori possono avvalersi dei permessi anche in forma oraria.

Permessi per donatori di sangue e di midollo osseo. I lavoratori dipendenti che donano il  sangue (quantità minima 250 grammi) hanno diritto ad astenersi dal lavoro per l’intera giornata in cui effettuano la donazione e questo senza perdere la retribuzione. In totale possono riposare 24 ore e per ottenere tale permesso devono portare al datore di lavoro  un certificato medico che attesti la donazione.

Ricorda: per usufruire del permesso devi effettuare il prelievo presso un centro trasfusionale o  un centro di produzione di emoderivati, regolarmente autorizzati dal Ministero della Sanità.

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Cristina Maccarrone

Giornalista e content manager, con una passione per il mondo del lavoro e per l'economia. Leggo di tutto (dalle scritte sui muri ai commenti nelle discussioni social, dai libri agli e-book) e amo le riviste che spaccio poi ad amici e colleghi. Amo chiacchierare a voce e sui social, in particolare Twitter dove mi trovi come @cristinamacca.

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5 Commenti

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    Gaetano Foresta agosto 14, 2016

    Buon giorno Cristina, sono Gaetano Foresta ( dipendente Pubblico ), ho letto con molto interesse il suo articolo relativo ai permessi retribuiti dei dipendenti. A tal proposito avrei un’interrogazione da fare: circa 2 mesi fa ho avuto un incidente extra lavorativo con intervento chirurgico ad un braccio, dopo circa un mese di congedo per malattia, i medici mi indirizzano presso una struttura per una lunga degenza riabilitativa. La domanda che pongo è la seguente: considerato che lo scrivente ha ripreso a lavorare, nonostante l’inidonietà al 100%, posso utilizzare delle ore di permesso speciale, per potermi assentare ed eseguire la terapia consigliatami dai dottori?
    Ringraziandola anticipatamente, sarei molto grato per una sua celere ed esplicita risposta.

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    vincenzo agosto 17, 2016

    Buonasera quello che non mi è chiaro sui permessi retribuiti è che se io chiedo un permesso 15 giorni prima l’azienda per motivi di lavoro può rifiutare il suddetto? grazie
    lavoro in una azienda grafica con più di 15 dipendenti quindi industria

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    angelo agosto 18, 2016

    Sono turnista solo 1° e 2° niente notte niente sabati e domenica, ho diritto alle 8 ore in più di permesso annuali come da voi descritto, grazie.

    Se hai un contratto CCNL Metalmeccanici Industria sono 104 le ore di permesso che ti spettano per ogni anni di lavoro di cui riconosciuti a titolo di riduzione dell’orario 72 e 32 in sostituzione delle festività abolite.

    Inoltre, a chi ha questo contratto e fa turni (15 o più turni settimanali, compresi notturni, sabato e domenica) vengono date altre 8 ore di permesso annue. C’è inoltre da sapere che per i lavoratori addetti al settore siderurgico sono previste, sempre annualmente, 15,5 giornate di ore 8 di permesso retribuito pari a 124 ore

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    leonardo agosto 18, 2016

    ma se uno dona sangue al livello pensionistico lo deve ricuperare quel giorno …grazie

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      Cristina Maccarrone ottobre 08, 2016

      No, Leonardo, quel giorno viene considerato anche a titolo pensione. L’importante è che porti al tuo datore di lavoro una certificazione di avvenuta donazione.
      Cristina

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