Partite IVA: novità per autonomi e PMI

La manovra finanziaria porta con sé novità anche per le partite IVA. Dalla riduzione dell'aliquota contributiva per gli iscritti alla gestione separata INPS all'IRI per le PMI.

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Partite IVA: per gli autonomi aliquota previdenziale ridotta al 25%

Tra i provvedimenti introdotti dalla legge di Bilancio ce ne sono diversi che riguardano il “popolo” delle partite IVA. Le novità che saranno introdotte dal 2017 sono relative sia al sistema di tassazione sia a quello contributivo.

Viene innanzitutto ridotta l’aliquota contributiva per gli autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS. L’aliquota scende al 25% – attualmente è al 27% ma in base a quanto stabilito dalla legge Fornero a partire dal 2018 sarebbe dovuta salire fino al 33% del fatturato.

Nel corso degli scorsi mesi il primo ministro Renzi aveva promesso, accanto alla riduzione della quota contributiva, anche l’aumento della quota da destinare al finanziamento delle prestazioni assistenziali, come malattia e maternità. Secondo le anticipazioni, si dovrebbe passare dall’attuale 0,72% a una quota compresa tra l’1 e l’1,5%.

Bisogna dunque attendere il testo definitivo della legge di Stabilità per poter stimare con precisione l’impatto di questa novità. La riduzione dell’aliquota è comunque una buona notizia per tutti i professionisti senza cassa e albo, circa 500.000 contribuenti.

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Partite IVA: IRI al 24% per ditte individuali e piccole imprese

Un’altra novità introdotta dalla manovra riguarda le ditte individuali, gli artigiani e le piccole imprese. Viene introdotta l’IRI, l’imposta sul reddito d’impresa, applicata con un’aliquota fissa al 24%. L’IRI è alternativa all’IRPEF  e prevede l’applicazione del principio di cassa anziché quello di competenza.

Con l’introduzione dell’IRI i piccoli imprenditori e gli artigiani potranno dunque veder tassati i propri redditi con la stessa aliquota applicata ai redditi delle società. Anche l’IRES è stata infatti ridotta al 24% (era al 27,5%). Il passaggio da un’aliquota di tipo progressivo a un’aliquota di tipo proporzionale dovrebbe tradursi in un risparmio fiscale per molti. Ma non per tutti: l’IRI verrà applicata infatti a quei redditi che vengono reinvestiti nell’attività d’impresa e non al reddito generato complessivamente. La quota che l’imprenditore preleva e utilizza a scopo personale continuerà a essere tassata in base allo scaglione IRPEF di riferimento.

Luana Galanti

Ho una laurea specialistica in Consulenza e direzione aziendale e, da sempre, un legame indissolubile con le parole scritte. Le mie due anime – quella creativa e quella pragmatica – si confondono nel mio lavoro di web writer e business writer freelance.

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