Nuovi voucher: Libretto famiglia e PrestO

Introdotti dal 10 luglio, i nuovi voucher presentano diverse novità. Tra queste: differenza tra tipologia di datore di lavoro, nuovi compensi e modalità di pagamento per i lavoratori.

nuovi voucher

Come saranno i voucher nel 2018? Dopo le polemiche che ci sono state lo scorso anno e dopo essere stati in parte aboliti, nel marzo 2017 sembra che i voucher siano destinati profondamente a cambiare.

 

Dal 10 luglio è infatti entrata in vigore una tipologia di voucher che sarà valida anche per tutto il 2018 e che riguarda 2 tipologie di datori di lavoro: le imprese e le famiglie che potranno utilizzare buoni lavoro differenti.

Vediamo in cosa consistono i nuovi voucher, chi può utilizzarli e in cosa differiscono da quelli precedenti.

Nuovi voucher 2018: cosa sono

Addio ai vecchi voucher, da adesso in poi il lavoro occasionale sarà gestito in modo completamente diverso rispetto a prima e sostanzialmente in due modi:

  • tramite il Libretto Famiglia (Lf) quando il datore di lavoro è una persona fisica, per esempio una famiglia che ha bisogno di assistenza domiciliare per i genitori anziani o di una babysitter;
  • tramite il Contratto di prestazione occasionale (Cpo) – che non è proprio una novità nel modo del lavoro, ma in questo caso gli si dà una nuova connotazione – quando il datore di lavoro è un’impresa o un libero professionista.

Chi può usare i voucher 2018 e per quali lavori

Per quanto riguarda gli ambiti in cui i voucher 2018 verranno utilizzati, c’è da fare, come dicevamo, una distinzione. Vediamole insieme.

Libretto famiglia

Può usarlo una persona fisica che non eserciti attività professionale o imprenditoriale, almeno non per il lavoro che sta richiedendo. Nel dettaglio il libretto famiglia può essere usato per:

  • lavori domestici
  • lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione
  • assistenza domiciliare a bambini e persone anziane, ammalate o con disabilità
  • ripetizioni private

Voucher PrestO: cos’è e come funziona

In questo caso, i datori di lavoro possono essere aziende, liberi professionisti, lavoratori autonomi, associazioni, enti, fondazioni e altri enti di natura privata così come imprese del settore agricolo e istituzioni.

Ovviamente, trattandosi di lavori che sono fuori dall’ambito domestico, le aziende useranno il contratto di prestazione occasionale per le varie esigenze lavorative. Con delle importanti limitazioni. Vediamo chi può usarli e chi no.

Chi può utilizzare il voucher PrestO

Chi può usare i voucher 2018 Presto:

  • imprese che hanno massimo 5 dipendenti assunti a tempo indeterminato, ma con dei limiti, vediamo quali.

Chi non lo può utilizzare

I voucher 2018 PrestO non possono essere infatti utilizzati da:

  • datori di lavoro che hanno più di 5 lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato
  • da imprese che operano nell’edilizia o hanno attività di escavazione e le imprese nel settore delle miniere, cave e torbiere.
  • da aziende per eseguire appalti di opere e servizi
  • da datori di lavoro che, con la persona cui vorrebbero affidare una prestazione occasionale o anche un lavoro domestico, hanno avuto nei sei mesi precedenti un rapporto di lavoro subordinato o di lavoro coordinato e continuativo. Se, cioè, un datore di lavoro ti ha assunto a tempo determinato, il contratto si è concluso da qualche giorno, non potrà proporti subito i nuovi voucher ma dovrà aspettare almeno sei mesi.

Limiti di utilizzo

Non solo limiti da parte degli utilizzatori, ma anche di utilizzo. Nel dettaglio:

  • ogni lavoratore, con riferimento alla totalità dei datori di lavoro, può ricevere un compenso massimo di 5mila euro lordi l’anno
  • il limite è di 2500 euro per ogni singolo datore di lavoro. Avere, quindi, un datore che ti paga 3mila euro lorde e l’altro 2mila non è possibile;
  • limite di 5 mila euro anche per il datore di lavoro che appunto non può avere, rispetto alla totalità dei lavoratori, collaboratori pagati con i nuovi voucher che vadano oltre 5 mila euro. Che è poi anche il limite previsto per i collaboratori per chi ha una partita Iva con regime forfettario
  • la prestazione, in un anno solare (ossia dall’1 gennaio al 31 dicembre), non può durare più di 280 ore.

C’è però un’eccezione: la retribuzione può essere aumentata del 25% quindi arrivare a 6250 euro all’anno per queste categorie di lavoratori

  • Studenti iscritti alle superiori o all’università,purché abbiano meno di 25anni;
  • Pensionati ma solo se titolari di un assegno pensionistico di vecchiaia o invalidità;
  • Disoccupati;
  • chi ha un reddito d’inclusione o altre prestazioni di sostegno al reddito.

Voucher 2018: attivazione

Come si attivano i nuovi voucher 2018? Ecco cosa deve fare il datore di lavoro per attivare i nuovi voucher:

  • registrarsi alla nuova piattaforma Inps
  • versare una cifra – che varia a seconda di quante persone pensa di utilizzare con i nuovi voucher – che sarà il cosiddetto portafoglio elettronico con cui andrà a pagare il lavoratore, i contributi (ricordiamo che i voucher li hanno) e gli oneri di gestione
  • comunicare l’avvio dell’attività lavorativa con due differenze: se si tratta di Libretto famiglia, potrà farlo anche dopo l’inizio o anche a conclusione dell’attività purché entro il 3 del mese successivo. Esempio: l’attività finisce il 27 luglio, deve comunicarlo entro il 3 agosto.
    Se invece è una prestazione occasionale, la comunicazione va fatta almeno 60 minuti prima che inizi il tutto.

E se la prestazione non avviene? Nessun problema: può essere revocata entro 3 giorni. Ma se il lavoratore dichiara il contrario, cioè che è avvenuta, vale la sua parola.

 Nuovi voucher: cosa sono, chi può usarli e cosa cambia per il lavoratore Nuovi voucher: cosa sono, chi può usarli e cosa cambia per il lavoratore http://bit.ly/2ucFO4A via @6sicuro

Voucher 2018: come vengono pagati al lavoratore

E il lavoratore? Anche lui deve registrarsi alla piattaforma Inps. Perché? Perché all’atto della registrazione dovrà fornire mail e numero di cellulare attraverso cui riceverà la comunicazione da parte dell’Inps che il datore di lavoro ha dichiarato l’inizio dell’attività lavorativa.

Inoltre: deciderà come ricevere il compenso. Addio ai cambi nei tabacchi o nelle banche: i voucher saranno “virtuali”, i lavoratori potranno infatti scegliere se farsi pagare con addebito su conto corrente (fornendo l’Iban), libretto postale, carta di credito, bonifico domiciliato presso gli uffici postali (per chi non ha un conto ma in questo caso dovrà sostenere i costi del servizio).

Questo pagamento avverrà entro il 15 del mese successivo a quando si è svolta la prestazione. E a effettuarlo sarà direttamente l’Inps. Questo probabilmente per avere un maggiore controllo sull’utilizzo.

Voucher 2018: l’importo

Ok, tutto chiaro, ma come avviene il pagamento? Cosa cambia rispetto a prima? Anche qui ci sono delle importanti novità da tenere a mente e dovute differenze da fare.

Pagamento libretto famiglia

Il compenso minimo è di 10 euro all’ora così suddivise:

  • 8 euro per chi effettua il lavoro
  • 1,65 per la Gestione Separata Inps
  • 0,25 assicurazione
  • 0,10 oneri di gestione

Pagamento voucher PrestO

La prestazione non può avere un compenso giornaliero al di sotto dei 36 euro, retribuzione minima per 4 ore di lavoro.

Nota bene: questo vale anche se lavori meno, ossia 3 ore, non puoi comunque essere pagato meno di 36 euro. Oltre le 4 ore il costo del voucher è di 12.29 euro di cui:

  • compenso per il lavoratore 9 euro
  • 2,97 vanno alla gestione separata Inps
  • 0,32 all’assicurazione
  • addizionale dell’1%  per oneri di gestione.

Questo invece varia per chi svolge un lavoro agricolo che varia a seconda dell’area di appartenenza del lavoratore, ed è commisurata alla paga oraria minima prevista dal contratto collettivo per gli operai agricoli e i florovivaisti.

Nel dettaglio questi sono gli importi minimi:

  • per l’area 1  7,57 euro;
  • per l’area 2 6,94 euro;
  • per l’area 3 6,52 euro.
Cristina Maccarrone

Giornalista e content manager, con una passione per il mondo del lavoro e per l'economia. Leggo di tutto (dalle scritte sui muri ai commenti nelle discussioni social, dai libri agli e-book) e amo le riviste che spaccio poi ad amici e colleghi. Amo chiacchierare a voce e sui social, in particolare Twitter dove mi trovi come @cristinamacca.

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