Maternità con partita IVA: pagata senza smettere di lavorare

Buone notizie per le neomamme con partita IVA non iscritte ad ordini professionali. Avranno diritto ad un assegno di maternità pari all'80% degli ultimi redditi mensili percepiti anche se non intendono sospendere del tutto la propria attività per cinque mesi dell'aspettativa.

maternità con partita iva

I media lo chiamano già il “Jobs Act delle partite IVA” e si tratta del disegno di legge sul lavoro autonomo che verrà presentato dal Governo proprio nelle prossime settimane e che, tra i diversi provvedimenti diretti ad armonizzare le tutele nei confronti di chi lavora in proprio, figura il pagamento dell’assegno di maternità a tutte le lavoratrici autonome.

Maternità con partita IVA: come funziona oggi?

Attualmente tutte le lavoratrici autonome hanno diritto alla maternità obbligatoria, consistente in cinque mensilità retribuite all’80% del reddito professionale dichiarato nel secondo anno antecedente alla data del parto.
Ma ci sono delle sostanziali differenze tra le lavoratrici, infatti:

  • le libere professioniste iscritte alla gestione separata hanno diritto all’indennità solo in caso di effettiva astensione dall’attività lavorativa;
  • le lavoratrici autonome artigiane e commercianti, e le libere professioniste iscritte agli albi professionali hanno invece diritto all’indennità relativa alla maternità obbligatoria ma non sono tenute all’astensione effettiva dal lavoro.

Maternità con partita IVA: le novità del disegno di legge

Il disegno di legge punta all’eliminazione di questa notevole disparità di trattamento. In sostanza anche le libere professioniste non iscritte agli albi professionali avranno diritto a percepire l’assegno di maternità, senza l’obbligo di astenersi dall’attività.
La maternità obbligatoria di cinque mesi diventerà così un diritto di tutte le madri lavoratrici senza alcuna distinzione.

Maternità con partita IVA: pagata senza smettere di lavorareMaternità con partita IVA: pagata senza smettere di lavorare http://bit.ly/1ZWHkz8 via @6sicuro

Il nuovo congedo parentale per le autonome

Fra le novità del disegno di legge di cui sopra, anche un significativo innalzamento del periodo di congedo parentale garantito alle lavoratrici autonome. Si passa infatti da tre a sei mesi e riguarderà anche i padri. Il congedo parentale sarà utilizzabile entro i tre anni di età del bambino, mentre oggi il limite è un anno.

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Michela Calculli

Dagli studi professionali tra Milano e Torino al blog personale, passando per un'esperienza televisiva che ha segnato la svolta. Tre grandi passioni: la scrittura, il fisco, la semplicità. Sempre in equilibrio tra famiglia e professione tra comunicazione e aggiornamento fiscale.

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1 Commento

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    Kat aprile 13, 2016

    Salve, una curiosità: ma se ci si iscrive all’albo professionale e si apre la partita iva quando si è in astensione anticipata o obbligatoria per maternità, quali sono i criteri per ricevere l’indennità e a chi va richiesta? Se lavoro comunque tramite p.iva (un lavoro che posso svolgere da casa ad es o tenere delle lezioni ) durante l’astensione, continuo a percepire l’indennità?
    Grazie

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