Libro unico del lavoro: dal 2017 diventa telematico

Novità per i datori di lavoro: dal 2017 il Libro unico del lavoro diventa telematico. Registrazioni e aggiornamenti saranno digitali e conservati presso il Ministero del lavoro.

libro unico del lavoro

Libro unico del lavoro: novità dal 1 gennaio

Il Libro unico del lavoro (LUL) dal 2017 diventa telematico. Il libro che dal 2009 ha sostituito i preesistenti libro paga, libro matricola e gli altri libri tenuti dalle imprese, fa un’ulteriore evoluzione e a partire dal 1 gennaio 2017 sarà tenuto esclusivamente in modalità telematica e presso il Ministero del lavoro.

La novità è stata introdotta dal decreto semplificazioni del Jobs Act. Sono tenuti alla compilazione del Libro unico del lavoro tutte le imprese e i datori di lavoro che hanno dipendenti, collaboratori o associati. La registrazione riguarda solo queste figure, pertanto sono esclusi eventuali tirocinanti, stagisti o lavoratori in somministrazione.

Nella registrazione, oltre ai dati anagrafici del dipendente o del collaboratore, vanno indicate le informazioni precedentemente indicate nel libro matricola e nel libro paga. Tra le altre:

  • la qualifica e il livello di inquadramento;
  • la retribuzione di base;
  • l’anzianità di servizio;
  • il calendario delle presenze;
  • le trattenute operate e le detrazioni godute;
  • l’importo per gli assegni familiari dovuti al dipendente.
 Libro Unico del Lavoro: dal 2017 diventa telematico
Libro Unico del Lavoro: dal 2017 diventa telematico http://bit.ly/2cnKh82 via @6sicuro

Libro unico del lavoro: le sanzioni previste in caso di irregolarità

La novità coinvolge tutti i datori di lavoro che dovranno aggiornare e modificare le informazioni registrate nel Libro unico del lavoro esclusivamente in modalità digitale. Sono esclusi dalla tenuta del LUL:

  • i datori di lavoro domestico;
  • le imprese familiari per il lavoro del coniuge, dei figli, dei parenti e affini;
  • le società cooperative di produzione e lavoro (a meno che non si abbiano situazioni di lavoro subordinato);
  • le società e le ditte individuali, anche artigiane, che non hanno dipendenti;
  • le pubbliche amministrazioni.

In presenza di irregolarità nelle informazioni inserite i datori di lavoro possono essere sanzionati. In particolare, sono previste sanzioni in caso di omessa o infedele dichiarazione. L’importo della sanzione varia a seconda del numero di dipendenti per i quali si sono riscontrate anomalie e per la durata dell’errore:

  • è prevista una sanzione compresa tra 150€ e 1.500€ se il datore di lavoro non inserisce tutte le informazioni richieste entro il mese successivo a quello di riferimento;
  • l’importo della sanzione sale a un minimo di 500€ fino a un massimo di 3.000€ se l’ispettorato nazionale del lavoro rileva irregolarità nelle informazioni inserite nel LUL per più di 5 dipendenti e per un periodo superiore a 6 mesi;
  • la sanzione è compresa tra 1.000€ e 6.000€ nel caso in cui le irregolarità riguardino più di 10 dipendenti e proseguano per più di 12 mesi.

Bisogna però aspettare ancora per conoscere le modalità operative che regoleranno le registrazioni e la tenuta del libro unico del lavoro. Il ministero avrebbe dovuto emanare il decreto attuativo entro lo scorso 24 marzo ma non ha ancora provveduto. È certa comunque l’entrata in vigore dell’obbligo di tenuta del LUL in forma telematica a partire dal 1 gennaio 2017.

Luana Galanti

Ho una laurea specialistica in Consulenza e direzione aziendale e, da sempre, un legame indissolubile con le parole scritte. Le mie due anime – quella creativa e quella pragmatica – si confondono nel mio lavoro di web writer e business writer freelance.

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