Lavoro straordinario: regole, retribuzioni, normativa e quante ore

Sapevi che puoi anche rifiutare di fare lo straordinario in certi casi? In questo articolo vediamo quali sono e cosa in genere dice la normativa sullo straordinario, compreso lo straordinario forfettizzato.

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Lavoro straordinario: cos’è e quando il lavoratore è obbligato ad accettare

Il lavoro straordinario, lo dice la parola stessa, è quel “lavoro prestato oltre l’orario normale di lavoro”, che, come previsto dall’art. 1 comma 2 del Dlgs 66/2003 deve essere di quaranta ore settimanali.

Ma è obbligatorio? E in quali casi viene pagato e in quali si tramuta in riposi compensativi? E quante ore di straordinario si possono fare al mese? O all’anno? Vediamo di capire di più in questo articolo.

Lavoro straordinario: caratteristiche e normativa

A regolare il lavoro straordinario e a definirne gli aspetti salienti è l’articolo 5, sempre del Dlgs 66/2003, che precisa che il ricorso a prestazione di lavoro straordinario deve essere contenuto e che tale lavoro è regolato, nella sua esecuzione, dai contratti collettivi nazionali.

Se dunque il tuo CCNL è di 35 ore e tu dovessi fare 5 ore in più e arrivare a 40, sappi che però queste ore verranno considerate “lavoro supplementare”. Questo perché le ore in più non superano il limite di legge che è 40. Se, però, il tuo CCNL è di 35 ore e il lavoro in più sarà di 10, quelle 5 che eccedono le 40 ore diventeranno lavoro straordinario.

Quanto ai contratti colletivi di lavoro in quello straordinario devono essere rispettati i seguenti criteri legali:

  • il lavoro straordinario deve essere compensato con le maggiorazioni retributive previste dal CCNL oppure, in alternativa o in aggiunta al compenso economico, con dei riposi compensativi;
  • il lavoratore deve per ogni 24 ore lavorate, riposare almeno per 11 ore di fila, pertanto la prestazione di lavoro straordinario non può durare continuativamente più di 13 ore compreso l’eventuale straordinario.

Nell’arco temporale di riferimento non si possono superare le 48 ore di lavoro compreso lo straordinario.

Quante ore di straordinario si possono fare al mese e in un anno

Come scritto nell’articolo 5, il lavoro straordinario deve essere “contingentato” e quanto alla sua modalità di svolgimento, deve essere prevista dai contratti collettivi nazionale.

Se non ci sono limiti imposti dai CCNL, il ricorso al lavoro straordinario è possibile solamente per un massimo di 250 ore all’anno. Non c’è dunque una indicazione per quanto riguarda il mese, ma considera che devono essere rispettati tutti i criteri di cui sopra e che in presenza o in assenza di contrattazione applicabile non si può in ogni caso superare le 48 ore, comprese le ore di lavoro straordinario, per ogni periodo di 7 giorni.

Lavoro straordinario metalmeccanici

Per esempio, per quanto riguarda il CCNL metalmeccanici, le ore di straordinario sono così previste: massimo di 2 ore al giorno e 8 ore settimanali. Il limite di ore annuali è di 200, ma per le aziende che hanno fino a 200 dipendenti, il massimo individuale annuo è di 250 ore.

Stesso limite anche per attività di riparazione navale e aereonautica, ma anche di varo mentre per attività di manutenzione, installazione e montaggi si arriva a 260.

Quanto alla maggiorazione della retribuzione, si inizia con il 25% in più per le prime 2 ore, si va al 30% nelle ore successive.

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Lavoro straordinario obbligatorio: è proprio così?

La domanda è d’obbligo perché spesso si crede che il lavoro straordinario non possa essere rifiutato. Invece, ci sono dei casi in cui è anche possibile rifiutare e casi in cui si è costretti ad accettare il lavoro straordinario.
Vediamo quali.

Quando il lavoratore è obbligato allo straordinario

I casi sono i seguenti:

  • quando come detto sopra è previsto dal CCNL che in caso fissa i giorni e i limite di ore
  • per eccezionali esigenze tecnico-produttive e impossibilità di assumere altre persone per farvi fronte;
  • per casi di forza maggiore o casi in cui la mancata esecuzione del lavoro straordinario possa creare un pericolo grave e immediato o un danno alla produzione e alle persone;
  • mostre, fiere, manifestazioni, allestimenti di prototipi, modelli ecc.. purché questo sia comunicato in modo preventivo agli uffici competenti.

Quando il lavoratore può rifiutare lo straordinario

In tutti i casi che non sono elencati sopra, puoi rifiutarti di fare lo straordinario senza ricorrere a sanzioni. In tal caso, datore e lavoratore devono accordarsi per fare delle ore in più sempre restando nei limiti delle 250 ore.

Questo vale anche se sei tu a chiedere di fare delle ore in più: lo straordinario, sia che sia pagato che sia tramutato in riposi compensativi, deve essere concordato con il tuo datore di lavoro.

Come viene retribuito lo straordinario

Come accennato sopra, viene retribuito con una maggiorazione fissata dal CCNL, che può essere sostituita da riposi compensativi o questi possono costituire un’aggiunta rispetto alle ore di lavoro in più.

Lo straordinario forfettizzato

Se il tuo  straordinario è continuativo, il compenso può essere corrisposto in modo forfettario, ossia si stabilisce un forfait che però non dovrebbe mai comportare una perdita di retribuzione rispetto a quello che otterresti con la la maggiorazione ordinaria.

Straordinario forfettizzato: la disciplina

In merito a questa prassi di cui in alcuni casi si abusava, nel 2015 si è espressa la Corte di Cassazione con la sentenza n. 4 del 5 gennaio. La Corte ha stabilito che un compenso forfettario che viene dato come controprestazione allo straordinario deve essere sempre considerato come parte della retribuzione fissa e questo indipendentemente da ciò che viene scritto sulla busta paga.

Tale compenso è da considerare come una sorta di superminimo individuale e come tale una retribuzione stabile e ricorrente nel tempo.

Altre curiosità o domande sul lavoro straordinario? Scrivici tra i commenti.

Cristina Maccarrone

Giornalista e content manager, con una passione per il mondo del lavoro e per l'economia. Leggo di tutto (dalle scritte sui muri ai commenti nelle discussioni social, dai libri agli e-book) e amo le riviste che spaccio poi ad amici e colleghi. Amo chiacchierare a voce e sui social, in particolare Twitter dove mi trovi come @cristinamacca.

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