Giorni festivi in Italia: quali sono e come vengono pagati

Lo sapevi che se un giorno festivo cade di domenica hai diritto a una maggiorazione dello stipendio? E cosa succede se invece la festa è infrasettimanale? Scopri tutto in questo articolo.

giorni festivi in italia

I giorni festivi come vengono pagati quando hai un contratto di lavoro? Se sei stato assunto di recente o se ti capita di tanto in tanto di guardare la tua busta paga, ti sarai sicuramente reso conto che a seconda di quanti giorni festivi ci sono sul calendario, anche il tuo stipendio subisce delle variazioni.

Questo perché i giorni festivi rappresentano delle giornate in cui, se hai un contratto di lavoro dipendente sia nel settore pubblico che privato, vieni retribuito pur non andando al lavoro. Ma vediamo di capirci di più.

Giorni festivi in Italia: quali sono

Per giorni festivi in Italia si intendono quei giorni che sono per l’appunto segnati in rosso sul calendario e che sono tali per motivi religiosi o perché rappresentano dei giorni dedicati a commemorazioni a carattere nazionale. Giorni in cui, a meno che non ci siano situazioni particolari che vedremo in seguito, non devi recarti al lavoro. E questo senza chiedere né ferie né permessi.

Le festività nazionali e infrasettimanali sono individuate dalla Legge 27 maggio 1949 n. 260, dalla Legge 5 marzo 1977 n. 54 e dal D.P.R. 28 dicembre 195 n. 792. Ma quali sono le festività previste in Italia e riconosciute dalla Legge? Eccole mese per mese:

Gennaio

1 e 6, rispettivamente Capodanno ed Epifania

Marzo o aprile

Pasquetta o Lunedì dell’Angelo

Aprile

anniversario del 25 aprile 1945, giorno della Liberazione

Maggio

1, festa dei Lavoratori

Giugno

2, festa della Repubblica

Agosto

15, giorno dell’Assunzione, di origine antica risale agli antichi Romani che chiamavano Feriae Augusti una festa istituita dall’imperatore Augusto, poi ripresa in età fascista

Novembre

1, festa di Ognissanti, festa cristiana che celebra la gloria e l’onore di tutti i Santi

Dicembre

  • 8, festa dell’Immacolata Concezione, anch’essa festa cristiana che la Chiesa dedica alla Madonna immune dal peccato originale;
  • 25 Natale, festa cristiana per la nascita di Cristo;
  • 26 Santo Stefano, festa in cui si celebra Santo Stefano, primo martire del Cristianesimo secondo il Nuovo Testamento.

Da queste feste non è esclusa a caso Pasqua perché cade comunque sempre di domenica. Per le feste che cadono di domenica, dal punto di vista della retribuzione, ci sono infatti delle differenze da fare, come vedrai sotto.

Le feste patronali

Se vivi a Milano probabilmente starai pensando che il Giorno di Sant’Ambrogio che è il 7 dicembre o se vivi a Roma, la festa di San Giovanni e Paolo del 29 giugno sono in effetti dei giorni festivi. In questi casi si tratta sì di feste, ma sono considerate a livello locale e non nazionale.

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Giorni festivi in Italia: come vengono retribuiti

Per quanto riguarda i giorni di festa ecco come vengono pagati:

  • Se il giorno di festa coincide con un giorno lavorativo e tu ricevi uno stipendio fisso, sarai pagato come se avessi lavorato, ossia non perdi nulla.
  • Se il giorno di festa è sempre in un giorno lavorativo, ma tu sei pagato a ore, in questo caso ottieni una maggiorazione pari a 1/6 della tua paga settimanale.
  • Se il giorno di festa è invece di domenica, sia che tu abbia un lavoro pagato in modo fisso che non, otterrai una maggiorazione sullo stipendio per avere perso un giorno di riposo. In entrambi i casi, alla retribuzione giornaliera si deve sommare l’ulteriore quota di 1/6 dell’orario settimanale. Questo succede perché, in un giorno festivo che cade di domenica, il dipendente a conti fatti perde un giorno di cui avrebbe usufruito, se fosse stato durante la settimana lavorativa. Insomma: se di domenica non è previsto che tu lavori, in questo modo hai già diritto al risposo, festa o non festa.
    In busta paga questa festività sarà aggiunta come “festività non goduta” e vedrai appunto che ti sarà pagata in più. È il caso per esempio della Pasqua che è sempre di domenica così come se il 6 gennaio dovesse venire di domenica. Questo solo per fare qualche esempio.
  • Se la giornata di festa è invece di sabato, a chi è retribuito in modo fisso non spetta nessuna quota aggiuntiva, a meno che non sia espressamente definito nel contratto. Tale modus operandi vale anche per quelle aziende che sono aperte dal lunedì al venerdì e che hanno dunque il sabato non lavorativo.

Queste nelle linee generali, ovviamente, per completezza di informazioni e caso per caso, devi consultare il CCNL di riferimento.

Giorni di festa per chi è in cassa integrazione

Se sei in Cassa Integrazione e Guadagni (Cig), per i giorni festivi funziona così:

  • sono a carico dell’azienda o del datore di lavoro se si tratta di lavoratori a orario ridotto e cioè che lavorano parte della settimana e anche per chi è sospeso a zero ore settimanali, purché appunto la retribuzione non sia fissa ma all’ora.
  • sono invece a carico della Cassa, ma sempre nei limiti, per i lavoratori retribuiti in misura fissa mensile.

Giorni festivi in Italia: i diritti del lavoratore

E se il tuo datore di lavoro ti chiede di lavorare il giorno di festa? Puoi tranquillamente dirgli di no, senza avere conseguenze né sulla retribuzione né sul rapporto di lavoro (insomma non è un motivo perché possa procedere verso un licenziamento).

A dirlo è stata la Corte di Cassazione con la sentenza 22481 depositata il 4 novembre scorso che ha ribadito che si tratta di un diritto di natura individuale e che come tale non è rimesso alla disponibilità delle parti che stipulano accordi collettivi, ma può essere ceduto dal lavoratore solo sulla base di un accordo sottoscritto personalmente con l’azienda.

In altre parole, il datore di lavoro può chiedere al dipendente di lavorare durante i giorni festivi se il CCNL lo prevede, ma il dipendente può rifiutarsi di farlo.

Certo, poi sappiamo bene come tra quello che dice la Legge e quello che succede nella realtà c’è sempre un abisso e come un datore di lavoro può iniziare a fare mobbing nei confronti del dipendente o a “fargliela pagare”. Resta però il fatto che la Cassazione ha così ribadito la posizione del lavoratore.

E se decidi di lavorare in un giorno festivo? Oltre al compenso giornaliero che ti spetta hai le maggiorazioni previste per il lavoro festivo. Stessa cosa vale anche per chi lavora part time.

Se il datore di lavoro non paga i giorni di festa

Il datore di lavoro è costretto a pagare i giorni festivi, pena una multa che va dai 700 ai 4.645 euro.

Cristina Maccarrone

Giornalista e content manager, con una passione per il mondo del lavoro e per l'economia. Leggo di tutto (dalle scritte sui muri ai commenti nelle discussioni social, dai libri agli e-book) e amo le riviste che spaccio poi ad amici e colleghi. Amo chiacchierare a voce e sui social, in particolare Twitter dove mi trovi come @cristinamacca.

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