Controlli della Guardia di Finanza: come funzionano?

controlli della guardia di finanza

Controlli della Guardia di Finanza: come funzionano? Quali sono i tuoi diritti? Quali sono i limiti all’azione degli agenti? Come vengono emessi gli accertamenti fiscali? Come fare a prepararti ad un contenzioso tributario? In questo post troverai tutte le informazioni necessarie!

La gran parte delle informazioni qui contenute si basano sullo Statuto dei diritti del contribuente, ossia una serie di norme contenute nella legge n.212 del 27 Luglio 2000, intitolata “Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente”, e per il resto si basano sulla prassi, sulla giurisprudenza in materia fiscale e sull’esperienza di avvocati e associazioni di categoria.

Controlli della Guardia di Finanza: dove possono svolgersi?

I controlli possono essere svolta nei locali di attività commerciali, agricole, artistiche o professionali “sulla base di esigenze effettive di indagini e controllo sul luogo”. Se questo risultato può essere ottenuto con tecniche meno invasive, il Fisco è tenuto ad adottare queste ultime.

Se si tratta di controlli in merito al rispetto delle norme igienico-sanitarie, la competenza è del reparto NAS dei Carabinieri e delle ASL. La Guardia di Finanza può limitarsi solo al controllo della regolarità di licenze ed autorizzazioni. Inoltre il controllo può avvenire, salvo casi di eccezionale gravità, solo durante l’orario d’ufficio, ed in modo da arrecare la minore turbativa possibile all’attività professionale in corso. Ad esempio, se un ristoratore viene visitato durante le ore pasti, è sua facoltà chiedere agli agenti di aspettare il termine del servizio.

Su richiesta del contribuente, l’esame dei documenti amministrativi e fiscali può avvenire anche presso l’ufficio dei verificatori, o quello del suo commercialista.

Cosa fare quando arrivano gli agenti della Guardia di Finanza

Prima di tutto, quando ricevi la visita, devi accertarti che siano realmente agenti della Finanza: come denunciato da trasmissioni televisive e dalle stesse forze dell’ordine, possono avvenire furti e truffe da parte di finti agenti.

Per evitare questo rischio, ancora prima di farli entrare, puoi (e devi) chiedere di mostrare i tesserini, segnarti i loro dati su un foglio, e poi richiedere un documento personale per confrontare i dati stessi ed accertare quindi che siano veri agenti. In caso si rifiutino, va immediatamente chiamata la polizia o i carabinieri, perché appunto potrebbe trattarsi di truffatori.

Cosa fare in caso di controlli della Guardia di Finanza? Cosa fare in caso di controlli della Guardia di Finanza? http://bit.ly/1RywERk via @6sicuro

Controlli della Guardia di Finanza: l’Ordine di Accesso

Per prima cosa va verificata se gli ispettori hanno con loro “l’Ordine di Accesso” di cui devono fornire copia.

L’Ordine di Accesso contiene le seguenti informazioni:

  • quali agenti sono autorizzati ad effettuare l’ispezione;
  • in quali locali, in quale data ed orario deve avvenire l’accesso;
  • che tipo di controllo verrà svolto.

Se gli agenti indicati nel documento non corrispondono a quelli che sono effettivamente venuti, e a cui hai precedentemente chiesto i nomi, puoi rifiutare il controllo.

L’Ordine di Accesso, che può essere rilasciato solo dal “funzionario dirigente dell’ufficio” oppure dal “comandante del Reparto di Guardia di Finanza”, deve contenere le “ragioni giustificative dell’intervento”, specificando quali aspetti e quali periodi d’imposta saranno soggetti a controllo.

Solo i controlli indicati in questo documento possono essere svolti dagli ispettori. Gli ispettori devono comunicare al contribuente che può avvalersi, durante il controllo, dell’assistenza del suo commercialista. Puoi inoltre chiamare almeno 2 testimoni – famigliari o collaboratori – che non possono mai parlare, e puoi filmare e fotografare l’ispezione. Registrare la conversazione, o meglio filmare l’intera ispezione, se sei nei tuoi locali, è caldamente consigliato.

Non sei tenuto ad offrire sedie, tavoli, acqua, caffè o altri generi di conforto.

Quanto possono durare i controlli della guardia di finanza?

Lo statuto del contribuente regola anche la durata massima delle ispezioni: 15 giorni nel caso di lavoratori autonomi e imprese in regime di contabilità semplificata e 30 giorni negli altri casi. Sono da considerare solo i giorni di effettiva presenza degli ispettori in azienda.

Ogni giorno gli agenti devono redigere e rilasciare un “Processo Verbale Giornaliero” ed al termine del controllo, devono rilasciare un “Processo Verbale di Constatazione” (PVC).

Il contribuente è autorizzato a fare domande e i funzionari sono tenuti a rispondere. Le domande e le eccezioni sollevate dal contribuente vanno sempre verbalizzate.

Può essere inserita nel verbale la formula “Prendo atto dei rilievi mossi che mi riservo di chiarire e/o contestare nelle sedi competenti”, e al contrario va evitata la formula simile, ma molto diversa negli effetti “Accetto i rilievi mossi e mi riservo, se del caso, di contestarli”, che potrebbe essere suggerita dagli ispettori.

Tra le associazioni di categoria c’è chi consiglia di non firmare alcun verbale, ma la scelta di non firmare è ininfluente ai fini della validità dell’atto stesso.

Cosa succede dopo l’ispezione?

A partire dalla data di chiusura del PVC, hai 60 giorni di tempo per presentare memorie difensive all’Agenzia delle Entrate. Al termine dei 60 giorni l’Agenzia delle Entrate può emettere un accertamento. Se lo emette prima di questa scadenza, l’atto è nullo.

È superfluo aggiungere che bisogna immediatamente rivolgersi ad un esperto di contenzioso tributario, anche se gli ispettori ti hanno rassicurato e detto di “stare tranquillo”. Nel corso dei 60 giorni in questione, hai facoltà, tramite raccomandata AR all’Agenzie delle Entrate, di chiedere spiegazioni, se il PVC non è chiaro, e di sollevare eccezioni.

In caso di contenzioso tributario, si possono poi sollevare eccezioni procedurali, ad esempio l’illegittimità nell’ottenimento di una qualche prova da parte degli ispettori, o altre violazioni normative. È invece sconsigliato farlo durante l’ispezione o prima dell’accertamento stesso.

In chiusura, il consiglio principale è di imparare e tenere bene a mente tutte queste istruzioni, e comportarsi di conseguenza, in caso avvenga un controllo.

Francesco Tedeschi

Consulente di marketing e comunicazione, scrivo di web, tecnologia, economia, attualità, sport. Telecronista e speaker in autodromo per hobby, amo anche la buona cucina, il buon vino ed i viaggi.

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1 Commento

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    Denise novembre 21, 2016

    Io vorrei mandare la finanza x fare un controllo alla ditta x cui lavoravo fino ad una settimana fa perché nn ero assicurata e mi aveva detto che nn lo faceva..mi potete dire chi chiamare?grazie

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