Congedo straordinario retribuito: cos’è, come si ottiene e a chi spetta

Stai assistendo un genitore, coniuge o figlio con disabilità grave? Ecco come puoi ottenere il congedo straordinario, quanto dura e quanto è l'importo previsto.

congedo straordinario

Lavori duro, ma nello stesso tempo ti ritrovi ad assistere un familiare con una disabilità grave? Sappi che se sei un lavoratore dipendente è previsto un congedo straordinario retribuito, proprio per venire incontro alle esigenze di assistenza di chi purtroppo non può muoversi in maniera autonoma e indipendente.

Vediamo di capire insieme quali sono le sue caratteristiche, chi può usufruire di questo periodo di congedo, a quanto ammonta l’indennità e come fare domanda.

Congedo straordinario: le caratteristiche

Il congedo straordinario è un periodo retribuito di assenza dal lavoro per chi assiste familiari con disabilità grave, regolato dall’articolo 3, comma 3, legge n.104 del 5 febbraio 1992, quella che è più nota come la Legge 104, entrata in vigore il 18 febbraio dello stesso anno e poi da altre leggi che, come avrai modo di vedere, specificano meglio determinate situazioni.

I principali destinatari sono i disabili, ma si tiene in considerazione il prezioso supporto che viene dai familiari sia sotto forma di servizi che di supporto psicologico, pedagogico ecc..

A chi spetta il congedo straordinario?

Il congedo straordinario previsto per i lavoratori dalla Legge 104 spetta, come abbiamo detto, a lavoratori dipendenti, non a tutti in egual misura, ma in questo ordine di priorità:

  • coniuge convivente o la parte dell’unione civile convivente della persona disabile grave;
  • padre o madre – anche adottivi o affidatari – della persona disabile grave in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente o della parte dell’unione convivente;
  • figlio convivente della persona disabile sempre in situazione di gravità, ma solo esclusivamente se sono mancanti, deceduti o affetti da patologia invalidanti il coniuge convivente o la parte dell’unione convivente o entrambi i genitori della persona con disabilità;
  • fratello o sorella convivente della persona disabile grave, ma sempre appunto che coniuge convivente o parte dell’unione civile convivente, genitori, figli conviventi del disabile siano mancanti, morti o affetti da patologie invalidanti;
  • parente o affine entro il terzo grado convivente della persona disabile in una situazione di gravità, nel caso in cui il coniuge convivente o la parte dell’unione civile convivente, entrambi i genitori, figli conviventi e fratelli/sorelle conviventi del disabile siano sempre mancanti, morti o affetti da patologie invalidanti.

Attenzione perché non possono richiedere il congedo straordinario i seguenti tipi di lavoratori:

  • addetti ai servizi domestici e familiari
  • a domicilio
  • lavoratori agricoli giornalieri
  • lavoratori autonomi
  • lavoratori parasubordinati
  • lavoratori che abbiano un contratto part time verticale durante le pause di sospensione dal contratto

Come funziona il congedo straordinario

Stabilito quali sono le categorie di lavoratori che possono avere il congedo straordinario, vediamo come funziona e quanto dura. È possibile richiedere il congedo straordinario fino a un massimo di 2 anni nell’arco della vita lavorativa, con alcune accortezze a seconda della situazione in cui ci si trova.

Congedo straordinario per assistere i genitori

Tua madre ha purtroppo un handicap grave, tuo padre è venuto a mancare e tu vivi in casa con lei insieme a tua sorella? In questo caso a ottenere il congedo per massimo 2 anni è solo una di voi 2 perché il limite è complessivo per ogni disabile quindi dovreste accordarvi su chi decide di usufruire di questa possibilità.

E se purtroppo i genitori con disabilità sono entrambi? Puoi avere il congedo per ciascuno di essi, ma non dovrai superare i 2 anni complessivi. Insomma non è possibile “raddoppiare”.

La frazionabilità del congedo straordinario

Tale congedo è comunque suddivisibile in giornate: se però prendi un giorno di congedo straordinario il venerdì e ritorni al lavoro il martedì e tu di solito non lavori nel weekend, sappi che ti verranno considerati anche i giorni festivi compresi nelle giornate di assenza e andranno a scalare il monte temporale a tua disposizione (quello dei 2 anni, per intenderci).

Questo è quanto è stato chiarito dalla circolare INPS n.64 del 15 marzo 2001 per i lavoratori del settore privato e per quelli del settore pubblico dalla circolare Inpdap n.31 del 12 maggio 2004. Non vengono invece conteggiati eventuali giorni di ferie, periodi di malattia, festività e sabati che cadano tra il congedo straordinario e l’effettiva ripresa del lavoro. Importante: se decidi di prendere il congedo straordinario frazionato in giornate, l’anno viene considerato di 365 giorni.

Come funziona per i lavoratori part time

Per i lavoratori che hanno un part time verticale, la durata del congedo per assistere persone con disabilità grave viene conteggiata in misura proporzionale alle giornate di lavoro prestate durante l’anno e per tutto il periodo di part time. E se il part time è temporaneo? Qualora tu tornassi al full time, il congedo di cui hai usufruito viene nuovamente riproporzionato e detratto dal periodo biennale complessivo in modo da sapere quante giornate hai ancora a disposizione.

Congedo straordinario per i genitori di figli disabili

Quanto al referente unico per chi assiste la persona con disabilità, la situazione è diversa per i genitori, anche adottivi, di figli disabili gravi. A loro viene infatti riconosciuta la possibilità da parte di entrambi di usufruire del congedo anche in maniera alternata. Questo significa che nel giorno in cui la madre decide di usufruire del congedo il padre non può farlo e viceversa.

Congedo straordinario retribuito: quanto spetta?

Il congedo straordinario prevede una retribuzione o meglio una indennità che sostituisce la retribuzione che avresti ricevuto se non avessi dovuto dedicarti al familiare disabile, esclusi però gli emolumenti variabili ed entro un limite massimo di reddito che viene rivalutato annualmente.

Per il 2017 la circolare n. 19 del 31 gennaio 2017 prevede che il massimale annuo per il congedo straordinario retribuito è di 47.446 mila euro annue, l’indennità è di 35.674 mila giornaliero: 97,73.
Attenzione: i periodi di congedo non valgono ai fini della maturazione delle ferie, della tredicesima e del TFR, ma sono validi ai fini dell’anzianità assicurativa. Cosa vuol dire? Che se per esempio prendi un periodo di congedo straordinario di 3 mesi, la tua tredicesima sarà calcolata sui 9 mesi che hai lavorato.

L’indennità per il congedo straordinario richiesto durante la sospensione parziale dell’attività lavorativa con intervento della Cassa Integrazione Guadagni (CIG a orario ridotto) viene calcolata sempre con riferimento all’ultima retribuzione che hai percepito, ma al netto del trattamento integrativo. Questo vale anche se hai un contratto di solidarietà con riduzione dell’orario di lavoro.

Il congedo straordinario contribuisce, come abbiamo accennato, alla pensione tramite i contributi figurativi. Nel caso di congedi usufruiti come settimane intere o giornate, la contribuzione figurativa non può superare il massimo settimanale o giornaliero previsto che abbiamo detto sopra.
L’indennità di congedo straordinario è anticipata dal datore di lavoro con la possibilità di conguaglio con i contributi dovuti all’INPS. Per gli operai agricoli a tempo determinato e a tempo indeterminato, per i lavoratori dello spettacolo saltuari o con contratto a termine l’indennità è invece direttamente pagata direttamente dall’INPS.

Congedo straordinario giornalisti

Sei un giornalista iscritto all’Inpgi? Sappi che dall’8 giugno 2011 con il messaggio n. 12440 è stato chiarito che non avendo più l’Istituto Nazionale di Previdenza Giornalistica la concessione delle autorizzazioni al conguaglio delle indennità di congedo straordinario, tale autorizzazione deve essere richiesta all’INPS.

L’accredito della contribuzione figurativa invece viene sempre effettuato dall’Inpgi, dietro presentazione della domanda con relativa documentazione rilasciata dall’Inps. Se per caso avessi usufruito di indennità nel periodo prima del 2011, tal periodo va ovviamente indicato.

 Congedo straordinario: a chi spetta e per quanto tempoT Congedo straordinario: a chi spetta e per quanto tempo http://bit.ly/2hf6e1c via @6sicuro

Presentazione della domanda

La presentazione delle domande del congedo straordinario (D.lgs 151/2001) deve essere effettuata in modalità telematica attraverso uno di questi canali:

  • sito Inps nella sezione servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN;
  • attraverso i sistemi telematici dei patronati;
  • attraverso il numero 803164 gratuito per chi chiama da telefono fisso e il numero 06164164 con tariffazione a carico per chi chiama da cellulare.

Controlli, licenziamento e reato penale

Per ottenere il congedo retribuito è necessario ottenere la certificazione di handicap grave della persona che si sta assistendo, altrimenti il congedo non può essere concesso. E se un lavoratore quando prende una giornata di congedo la usa per fini suoi, per divertirsi o altro? Ovviamente si tratta di un abuso che prevede il licenziamento disciplinare, per giusta causa e senza preavviso. Certo, tale abuso va chiaramente provato.
Ma non c’è solo il licenziamento: in un caso come questo, si può anche subire una denuncia per indebita percezione del trattamento economico ai danni dell’INPS con una reclusione che va dai 6 mesi ai 3 anni.

Se la somma è inferiore ai 3.999,96 euro c’è solo la sanzione amministrativa che va da un minimo di 5.164 euro a un massimo di ben 25.882, non può comunque superare il triplo del beneficio conseguito.

Congedo straordinario non retribuito: di cosa si tratta

Ci sono dei casi in cui, come disciplinato dal Decreto Ministeriale Dipartimento per la Solidarietà Sociale del 21 luglio 2000, è possibile avere una aspettativa di 2 anni non pagata per eventi e cause particolari, ossia per gravi motivi familiari e personali. Un congedo cui ovviamente ci si rifà qualora si abbiano esigenze che non rientrano nel campo di applicazione del congedo retribuito.

Un esempio di esigenza? La persona che devi assistete non abita con te: in questo caso, come abbiamo visto su, non è previsto il congedo retribuito, ma appunto è possibile prendere questo periodo di aspettativa.

In concreto è possibile farlo:

  • quando muore un parente;
  • quando bisogna prestargli cura e assistenza;
  • quando sei tu stesso, in qualità, di lavoro dipendente a trovarti in una situazione di grave disagio personale. Questo a esclusione della malattia.

Per parenti si intendono quelli della famiglia anagrafica in primo luogo e in secondo luogo coniugi, figli legittimi, legittimati, adottivi, genitori, generi, nuore, suoceri, fratelli e sorelle.
Sono poi incluse tra le possibilità le patologie acute o croniche che:

  • riducono o portano a perdere l’autonomia personale, coomprese le affezioni croniche di natura congenita, reumatica, neoplastica, infettiva, dismetabolica, post traumatica, neurologica, neuromuscolare, psichatrice derivantri da dipendente, a carattere evolutivo o che si riacutizzano periodicamente;
  • richiedono un’assistenza continua o frequenti monitoraggi clinici, strumentali ed ematochimici
  • richiedono la partecipazione attiva dei familiari nel trattarle.

Inoltre, sono incluse anche le patologie legate all’infanzia e all’età evolutiva. Si può anche chiedere il congedo non retribuito anche per la morte del coniuge, anche se si è separati, o di un parente anche entro il secondo grado.

Come abbiamo detto, questo tipo di congedo non è retribuito e ha una durata massima di 2 anni, non è valido né ai fini previdenziali né per anzianità di servizio però si può riscattare o si possono versare i contributi figurativi.

In questo periodo, importante, non puoi lavorare per qualcun altro.

Il congedo può essere utilizzato per un periodo, di seguito o frazionato, non superiore a 2 anni nell’arco della vita lavorativa.

Le frazioni di congedo inferiori al mese si sommano tra di loro e si considera raggiunto il mese quando la somma delle frazioni corrisponde a 30 giorni.

Quanto al datore di lavoro che riceve questa richiesta di congedo non retribuito, deve dare una risposta entro 10 giorni. Il lavoratore che vuole rientrare prima rispetto a quanto previsto, deve dare un preavviso di almeno una settimana.

Cristina Maccarrone

Giornalista e content manager, con una passione per il mondo del lavoro e per l'economia. Leggo di tutto (dalle scritte sui muri ai commenti nelle discussioni social, dai libri agli e-book) e amo le riviste che spaccio poi ad amici e colleghi. Amo chiacchierare a voce e sui social, in particolare Twitter dove mi trovi come @cristinamacca.

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