Colloquio di lavoro: domande e risposte che fanno la differenza

Ti hanno finalmente chiamato per un colloquio di lavoro, ma quali domande ti faranno? In questo articolo te ne elenchiamo alcune con le migliori risposte oltre a darti alcuni consigli per prepararti al meglio.

domande colloquio di lavoro

Hai mandato tantissimi CV, risposto a diversi annunci di lavoro, scritto tante lettere di presentazione e finalmente è successo: ti hanno chiamato per l’agognato colloquio di lavoro. Ma dopo la contentezza iniziale, ecco che subentra la paura: cosa mi chiederanno? Come mi devo preparare? Devo “studiare” le risposte o devo essere il più naturale possibile?

Per aiutarti, cerchiamo di illustrarti in questo articolo le domande che molto probabilmente ti faranno a un colloquio di lavoro, suggerirti alcune risposte e qualche consiglio per superarlo al meglio.

Colloquio di lavoro: le tipologie

I colloqui sono tutti uguali? Possiamo dire, senza entrare troppo nel merito, che no, non lo sono e ci sono vari tipi di colloquio, anche se non è detto che l’azienda debba farli tutti per sceglierti. Ogni azienda sceglie in base a dei suoi parametri, all’urgenza che ha e ovviamente anche in base a quanto il candidato si aspetta di percepire e a quanto ha ipotizzato di spendere per quella figura.

Restando comunque nelle linee generali, ci sono tre tipi di colloquio: conoscitivo, motivazionale e tecnico. Inoltre il colloquio può anche essere individuale o di gruppo e fatto via telefono o Skype. Nel nostro caso, ci occupiamo del colloquio individuale conoscitivo e motivazionale per i quali le domande possono essere uguali, indifferentemente dalla posizione per cui ci si candida.

Colloquio di lavoro: domande e risposte

Lo dice la parola stessa: questo è un primo colloquio mirato a saperne di più di chi sei, cosa fai e a capire se sei potenzialmente adatto per quel ruolo. Spesso a farlo in azienda è un addetto alle risorse umane – raramente il responsabile, a meno che non sia l’unico nel dipartimento HR – o se ti sei candidato a un annuncio di lavoro tramite un’agenzia di somministrazione lavoro, agenzia di intermediazione lavoro o ricerca e selezione del personale, sarà il personale dell’agenzia a farti delle domande per capire se ti può proporre per un secondo colloquio in azienda o meno.

Domande colloquio conoscitivo

Ma quali sono le domande che hanno l’obiettivo di conoscerti e che ti possono fare al primo colloquio? Vediamone alcune.

Mi parli di lei: chi è e cosa fa?

Questo tipo di domanda viene di solito posta all’inizio e non è solo un primo modo per rompere il ghiaccio – anche se a te potrà sembrare così – ma è soprattutto, da parte del selezionatore, un modo per testare come ti presenti e come valuti te stesso.

Apparentemente innocua, è invece una prima domanda importante, per questo ti consigliamo di  evitare di parlare troppo e parlarti addosso; se vedi che l’interlocutore è solo apparentemente interessato, non continuare.

Cerca invece di ripercorrere cosa stai facendo al momento, dando una definizione chiara e precisa del tuo lavoro e della tua professionalità, dicendo quali sono le qualità o perché hai proprio scelto di fare il content manager o di lavorare in banca o di fare l’architetto (sono solo degli esempi).

Parla dunque delle tue passioni, specie se hanno un collegamento con il lavoro che fai. Inoltre, non ti vantare, ma non essere neanche troppo dimesso. Argomenta senza indugiare troppo e di contro non essere troppo sintetico. “Faccio il lavoro x perché mi è capitato”, per farti un esempio, non è un gran modo di presentarti.

Quali sono le sue esperienze passate?

Questa domanda può arrivare subito dopo la prima o non esserci del tutto. Anche in questo caso, ricordati di cosa hai scritto nel CV e racconta cosa fai in questo periodo e cosa hai fatto in passato.

Racconta, però, le tue esperienze tenendo ben presente il ruolo per cui ti stai candidando. Non sei lì semplicemente perché cerchi un lavoro – magari sì – ma perché cerchi “quel lavoro” quindi quello che hai fatto in passato e che fai attualmente deve avere attinenza con la posizione ricercata dall’azienda.

Che cosa fa nel tempo libero?

Questa domanda ovviamente è a risposta aperta, quello che ti possiamo dire è che anche qui, sì, conviene essere sinceri, ma selezionare anche le passioni che hanno un impatto formativo.

Ecco alcuni esempi: dire che leggi libri su un determinato argomento, che ascolti film in lingua, che fai un corso di lingua o ancora che ti dedichi alla programmazione di un software open source o scrivi su un blog possono essere tutte cose positive.

L’ultimo libro che ha letto/ultimo film visto al cinema?

Sono domande personali che ti vengono fatte per verificare non tanto la tua cultura quanto la tua prontezza nel rispondere. Anche qui, visto che al colloquio subentra l’emozione, preparati qualche risposta: probabile che tu abbia finito un libro giusto ieri e non ti ricordi neanche il titolo. La memoria, in questi casi, fa brutti scherzi.

Che tipo di stipendio si aspetta? Quanto vorrebbe guadagnare?

Domanda insidiosa e spesso non di facile risposta. Una domanda che ti può essere posta in un primo colloquio, ma anche in un secondo.

Preparati così: cerca di capire qual è lo standard di mercato e qual è lo stipendio per quel determinato ruolo. Se hai modo di sapere – perché conosci qualcuno che ci lavora o ci ha lavorato – qual è il CCNL applicato in quell’azienda, puoi farti un’idea di quanto guadagna una figura del tuo livello e tarare la tua risposta su questo.

In generale però, rispondi con sincerità e in base alla tua esperienza e professionalità. Va da sé che se è stata l’azienda a corteggiarti, puoi anche puntare molto in alto: l’interesse c’è e probabilmente la nuova azienda, pur di averti, sarà disposta a pagarti uno stipendio vicino a quanto richiesto e a pagarti eventuale periodo di preavviso, se vuole averti subito.

Quali sono i suoi pregi e difetti?

Domanda che un tempo veniva fatta spesso, ora molto meno, comunque ci devi arrivare preparato. Come? Prima del colloquio dividi un foglio di carta a metà e da un lato metti i tuoi pregi e dall’altro i tuoi difetti. Per ogni pregio indica anche un esempio concreto, per ogni difetto pensa a come può essere trasformato in pregio o comunque come fare per superarlo.

Esempi: sono critico quindi tendo a non fermarmi mai al primo risultato, ma a dare il meglio. O ancora: sono particolarmente pignolo e questo fa sì che non mi scappi neanche un refuso. Scrivere ti aiuterà a fissare questi aspetti e a ricordarli durante il colloquio.

Queste sono alcune delle domande che potrebbero farti in un primo colloquio. Potrebbe anche succedere che l’azienda ti faccia un unico colloquio che è conoscitivo e motivazionale insieme e pertanto che ti faccia altre domande, molto più spinose.

Vediamo quali sono.

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Domande colloquio di lavoro motivazionale o secondo colloquio

Sono quelle domande che servono a testare la tua motivazione a fare proprio quel lavoro, a entrare proprio in quell’azienda e a dare il tuo contributo. Eccone alcune.

Perché ha lasciato il lavoro/vuole lasciare il suo lavoro attuale?

Questa domanda ovviamente viene posta a chi ha già una certa esperienza, non a chi è alla prima occupazione. È una domanda difficile, ma serve a testare il motivo per cui vuoi lavorare in quell’azienda.

Ovvio che rispondere “per soldi” non è la risposta migliore, anche se magari vera, punta invece sulla sfida che pensi l’azienda ti darà modo di affrontare, su quello che tu puoi dare e che magari fino a quel momento sei riuscito a realizzare. E ancora sul settore. Se lavori da anni nel food e vuoi specializzarti anche nel beverage o cambiare completamente, spiega cosa della tua esperienza passata puoi portare in quella nuova.

Perché vuole lavorare in questa azienda?

Anche in questo caso ti devi preparare studiando le particolarità dell’azienda, i risultati che ha ottenuto, i suoi valori e tutto quanto ti possa servire ad argomento come ti possa tu inserire in un nuovo contesto. È importante, dunque, informarti prima su cosa fa questa società, che tipo di professionalità cerca e quali sono i ruoli al suo interno.

Come reperire queste informazioni?

  • sito aziendale con un occhio alle case history;
  • blog aziendale puntando in particolare sugli articoli in cui l’azienda racconta come ha risolto determinati problemi;
  • social network aziendali: LinkedIn, Facebook, ma anche Twitter e Pinterest;
  • Google Alert con il nome dell’azienda: così saprai le ultime notizie sull’azienda, potrai leggere le interviste ai manager ecc…

Studia dunque le risposte, arriva con un minimo di preparazione e dimostra quanto meno di sapere a cosa vai incontro.

Si sta candidando anche per altre aziende?

Domanda insidiosa perché non si sa mai cosa rispondere. Il consiglio è far capire che sì. lo stai facendo in modo che il selezionatore capisca che sei impegnati nella ricerca, inoltre avere sostenuto altri colloqui fa percepire che c’è interesse da parte di altri nei tuoi confronti e che, essendo tu particolarmente richiesto, hanno fatto bene a contattarti.

Cos’ha lei che altri non hanno?

Elenca i tuoi punti di forza e i risultati raggiunti, magari visibili anche sul web. Chi ti ha selezionato avrà avuto già modo di cercarti su Google e saprà già cosa hai fatto, ma una domanda simile ti dà l’occasione di raccontarlo nel migliore dei modi.

Le domande che tu puoi fare al colloquio di lavoro

E tu: hai qualche domanda? Se il selezionatore te lo chiede, non rispondere di no! Fare domande denota interesse e curiosità quindi preparatele già prima del colloquio o pensaci mentre il selezionatore ti sta parlando. Puoi sia aspettare che sia lui/lei a chiedertelo o farle tu stesso durante il colloquio.

Qualche esempio? Puoi chiedere: quali sono le sfide che l’azienda sta affrontando in questo momento o gli obiettivi che si è posta o ancora fare domande sul team e sulle persone con cui dovresti lavorare se ti assumessero.

In questa fase, soprattutto se è un primo colloquio, non fare domande sul tuo stipendio.

Tutti questi quesiti sono per così dire “legali” ossia non ledono i tuoi interessi né invadono la tua sfera personale, ci possono essere però dei casi in cui vengono fatte delle domande che non sono adeguate. Se vuoi sapere quali sono e come rispondere consulta l’articolo Colloquio di lavoro: 10 domande illegali che puoi ricevere.

Colloquio di lavoro: i consigli per affrontarlo al meglio

Cerca su Google “domande colloquio di lavoro + nome dell’azienda”: potresti trovare qualcuno che racconta com’è andato il colloquio di lavoro, anche se questo è più probabile in una grossa azienda che in una piccola. In caso negativo, puoi però cercare sul motore di ricerca cosa si dice di quell’azienda per scoprire qual è la sua reputazione e cosa racconta chi ci ha lavorato.

Maggiori risultati otterrai sicuramente se googli colloquio di lavoro + la professione. Esempio: colloquio di lavoro assistente amministrativo e così via, potrai così sapere a grandi linee cosa viene richiesto quando si sta assumendo quella figura ben specifica.

Infine, oltre a quanto detto:

  • leggi bene la job description e preparati a parlare di te mettendo in evidenza le cose che l’azienda sta cercando;
  • esercita in ciò che dirai;
  • vai al colloquio con un abbigliamento adeguato, sobrio, ma non troppo serioso;
  • sorridi e guarda il tuo interlocutore negli occhi, specie quando rispondi.

Ti hanno fatto queste domande al colloquio di lavoro o te ne hanno fatte altre?

Raccontalo tra i commenti.

Cristina Maccarrone

Giornalista e content manager, con una passione per il mondo del lavoro e per l'economia. Leggo di tutto (dalle scritte sui muri ai commenti nelle discussioni social, dai libri agli e-book) e amo le riviste che spaccio poi ad amici e colleghi. Amo chiacchierare a voce e sui social, in particolare Twitter dove mi trovi come @cristinamacca.

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