Apprendistato: contratto, retribuzione e come funziona

Rivolto a chi ha tra i 15 ai 29 anni, l'apprendistato è un contratto a tempo indeterminato con tanti vantaggi per il lavoratore, ma anche per le aziende. Scopriamo insieme quali.

apprendistato

Stai per iniziare un nuovo lavoro e ti hanno proposto un contratto di apprendistato, dicendoti che i vantaggi sono moltissimi. In parte, chi lo dice ha ragione perché a differenza di altri contratti, l’apprendistato è in qualche modo una garanzia: è infatti un contratto a tempo indeterminato parecchio favorevole per chi non ha mai lavorato o ha fatto pochi lavori perché mette insieme la formazione professionale sul campo con quella teorica.

Ma andiamo a vedere quali sono tutte le sue caratteristiche, qual è la retribuzione prevista, come bisogna comportarsi in caso di ferie o di malattia. Insomma, tutto quello che c’è da sapere prima di firmare o anche quando il contratto è già in corso.

Apprendistato: definizione e significato

Intanto, iniziamo con il definire cosa si intende per contratto di apprendistato. Si tratta di un contratto a tempo indeterminato che, come dice la parola stessa, mira alla formazione e all’occupazione dei più giovani.

Un rapporto di lavoro subordinato che possiamo definire “con causa mista” perché, a differenza di un contratto a tempo indeterminato, l’apprendista viene retribuito per il lavoro che svolge all’interno di un’azienda, ma allo stesso tempo riceve una formazione specifica, senza la quale appunto non si potrebbe definire un contratto di apprendistato.

Caratteristiche generali dell’apprendistato

  • È in generale rivolto a giovani che hanno un’età compresa tra i 15 e i 29 anni;
  • Deve essere sempre redatto in forma scritta;
  • Deve essere sempre indicato il piano formativo e la qualifica che l’apprendista riceverà una volta che il contratto sarà terminato
  • l lavoratore può essere inquadrato fino a due livelli inferiori rispetto alla categoria spettante oppure, in alternativa, è possibile che la retribuzione sia determinata in maniera graduale all’anzianità di servizio o che lo stipendio sia quantificato in misura percentuale rispetto ad essa;
  • Deve essere presente un tutore o un referente aziendale che segue l’apprendista;

Contratto di apprendistato: le tipologie e a chi si rivolge

A regolare il contratto di apprendistato è adesso il Decreto Legge n. 34/2014 conosciuto meglio come Jobs Act, anche se di recente sono state apportate delle modifiche dal Governo Renzi. Per quanta riguarda l’apprendistato è suddiviso nelle seguenti 3 tipologie:

Apprendistato per la qualifica professionale

Si rivolge a ragazzi che abbiano compiuto 15 anni fino ai 25. Come si intuisce, serve per fare in modo che chi sta ancora studiando possa avere una esperienza sul campo che lo porti ad avere una qualifica professionale che può essere triennale (quindi valida anche ai fini dell’obbligo di istruzione che è, come sappiamo, fino ai 16 anni) o un diploma professionale.

La durata del contratto dipende dalla qualifica o dal diploma da conseguire e non può superare i 3 anni, a meno che non sia un diploma quadriennale regionale. Per quanto riguarda la parte formativa di questo tipo di contratto, può essere erogata all’interno dell’azienda o da organismi di formazione accreditati in ambito regionali o anche dagli Istituti professionali. Il contratto di assunzione deve essere sempre stipulato in forma scritta e sottoscritto sia dal datore di lavoro che dall’apprendista.

Nel contratto, si deve indicare l’attività lavorativa prestata, la durata del periodo di prova e di formazione, il livello di inquadramento iniziale, intermedio e finale e il titolo di qualifica o di diploma che il giovane acquisisce al termine del rapporto e la relativa qualifica contrattuale.

Apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere

Si rivolge a chi ha tra i 18 e i 29 anni, ma se sei già in possesso di qualifica professionale, come precisato dal Decreto Legislativo 226/2005, puoi anche fare l’apprendistato a 17 anni (questo nelle linee generali, ma in quest’anno, come potrai vedere sotto, è stata introdotta una novità). Nel caso dell’apprendistato professionalizzante la qualifica viene ottenuta attraverso una formazione sul lavoro ed è stabilita dal CCNL della tipologia di lavoro per cui si effettua l’apprendistato.

Anche la durata viene regolamentata nell’ambito del CCNL e in ogni caso non deve essere più di 3 anni (minimo 6 mesi), ma si può arrivare a 5 per gli artigiani. Tale tipo di apprendistato deve essere in forma scritta ed indicare anche la qualifica contrattuale che potrà essere acquisita al termine dell’apprendistato, i profili formativi ossia il mestiere o il ruolo professionale che l’apprendista svolge durante il contratto (alimentare, commercio, edilizia o meccanica).

Apprendistato di alta formazione e ricerca

questo tipo di apprendistato coincide con il secondo per quanto riguarda l’età degli apprendisti, sempre tra i 18 e i 29 anni, per il resto si tratta di un apprendistato molto diverso.

Permette infatti, grazie alla collaborazione tra le imprese, le scuole e le università, di lavorare e allo stesso tempo di: ottenere un diploma di istruzione secondaria, una laurea, un master o un dottorato di ricerca svolgere attività di ricerca e praticantato per accedere a professioni che hanno un ordine professionale acquisire il Certificato di Specializzazione Tecnica Superiore. Quanto alla durata, va da sé che, viste le tante finalità, sia variabile perché dipende dal titolo di studio da conseguire. Sei interessato a fare un apprendistato di ricerca ma non hai un titolo di studio da conseguire? La tua azienda, purché appunto sia evidente l’attività legata alla ricerca, può attivare un contratto di apprendistato.

Tale contratto va stipulato in forma scritta e deve essere precisato: il tipo di attività lavorativa da svolgere in azienda, durata del periodo di prova e formazione, livello inquadramento iniziale, intermedio e finale e ovviamente il titolo di studio o di alta formazione che sarà acquisito alla conclusione del percorso e del rapporto di lavoro.

Tutti e 3 i tipi di apprendistato sono attivabili nell’ambito di Garanzia Giovani.

Apprendistato professionalizzante per i disoccupati

Hai più di 29 anni? Se sei disoccupato e benefici di un trattamento legato a tale condizione come NASPI, Asdi, Dis-Coll o sei in mobilità, puoi ottenere un contratto di apprendistato, senza limiti di età.

L’articolo 47 sulle disposizioni finali in materia di apprendistato recita: “Ai fini della loro qualificazione o riqualificazione professionale è possibile assumere in apprendistato professionalizzante, senza limiti di età, i lavoratori beneficiari di indennità di mobilità o di un trattamento di disoccupazione”.

Se però hai già ottenuto la qualifica che dovresti ottenere alla fine dell’apprendistato, tale tipologia di contratto è nulla. Puoi invece avere un contratto di apprendistato professionalizzante se ne avevi avuto un altro in passato ed era per una qualifica differente.

Apprendistato: la retribuzione

Ok sulle tipologie ci siamo, sull’età pure, ma qual è la retribuzione per l’apprendista?

Continuando a mantenere la suddivisione di prima:

  • apprendistato per la qualifica professionale: in questo caso l’apprendista percepisce un’indennità annua di circa 2mila euro se minorenne e di 3mila se ha compiuto 18 anni;
  • apprendistato professionalizzante: in questo caso viene dato un vero e proprio stipendio così come stabilito dal CCNL di riferimento e riguarda il tipo di apprendistato, la qualifica da conseguire e il livello di inquadramento che deve essere massimo due livelli in meno rispetto a un altro lavoratore assunto con un contratto diverso ma con la stessa qualifica. Quanto alla retribuzione, in linea di massima si parte dal 60% fino ad arrivare al 100% di quelli di pari livello. Può infatti crescere durante gli anni e raggiungere quella di un lavoratore di pari livello andando così a colmare il dislivello con gli altri;
  • apprendistato di alta formazione: anche qui appunto dipende dal contratto stipulato tra gli enti e le aziende per il fine formativo e dipende dal CCNL e dal livello di inquadramento.
Apprendistato: contratto, retribuzione, e come funzionaApprendistato: contratto, retribuzione e come funziona http://bit.ly/2gPjLIM via @6sicuro

Apprendistato: ferie, contributi e malattia

Come abbiamo detto, il contratto di apprendistato è un “contratto vero” e come tale agli apprendisti sono riconosciute tutte le tutele che hanno gli altri lavoratori. Gli apprendisti hanno dunque:

  • assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali,
  • indennità di malattia (per un massimo di 180 giorni nell’anno solare se coperti da idonea certificazione);
  • assicurazione contro l’invalidità e la vecchiaia;
  • la maternità;
  • gli assegni familiari;
  • l’indennità di disoccupazione NASPI (dall’1 maggio 2015).

Per quanto riguarda le ferie, gli apprendisti, come tutti gli altri lavoratori, hanno diritto a 4 settimane l’anno, mentre per chi ha meno di 16 anni sono 30 giorni. Quanto ai contributi quelli che il datore lavoro deve versare sono ridotti rispetto a quelli degli altri lavoratori dipendenti. I contributi obbligatori a carico dell’apprendista sono il 5,84% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali.

Apprendistato e licenziamento

Quanto alla chiusura del contratto di lavoro, durante il periodo di apprendistato il lavoratore non può essere licenziato: il datore di lavoro infatti può recedere dal contratto solo una volta e a conclusione del periodo formativo, ossia il giorno in cui termina l’apprendistato a meno che non ci sia una giusta causa o un giusto motivo.

Tale recesso deve essere fatto con preavviso ma senza obbligo di motivazione. Se questo non avviene, il rapporto prosegue come rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

Il preavviso vale anche per l’apprendista che vuole dimettersi durante l’apprendistato, può farlo – a differenza del datore di lavoro – in ogni momento. I termini sono quelli previsti dal livello di inquadramento e dal CCNL. Va da sé che se non li rispetti, dovrai pagare l’indennità di mancato preavviso.

I vantaggi per le aziende

Ma quali sono i vantaggi per un’azienda che assume? Il datore di lavoro che assume un apprendista può avere dei ragazzi a un costo del lavoro più vantaggioso. Fino al 31 dicembre, le aziende che hanno fino a 9 dipendenti e assumono apprendisti hanno uno sgravio contributivo del 100% per i primi 3 anni di contratto e del 10% della remunerazione imponibile ai fini previdenziali nel successivo quarto anno.

LE aziende che assumono apprendisti in mobilità, possono beneficiare di un regime contributivo agevolato, pari al 10% del salario per 18 mesi di contratto più un incentivo pari al 50% dell’indennità di mobilità, se percepita dal lavoratore, per un periodo di 12 mesi (24 se il lavoratore ha più di 50 anni).

Cristina Maccarrone

Giornalista e content manager, con una passione per il mondo del lavoro e per l'economia. Leggo di tutto (dalle scritte sui muri ai commenti nelle discussioni social, dai libri agli e-book) e amo le riviste che spaccio poi ad amici e colleghi. Amo chiacchierare a voce e sui social, in particolare Twitter dove mi trovi come @cristinamacca.

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