Cartelle esattoriali inviate tramite PEC: sono nulle

Tutte le cartelle esattoriali inviate tramite PEC sono nulle nel caso in cui l'atto sia allegato in formato .pdf. Mancano firma digitale e attestato di conformità.

cartelle esattoriali

Un errore nella procedura di notifica rischia di tradursi nell’annullamento di migliaia di cartelle esattoriali inviate tramite PEC. Equitalia prima e ora Agenzia delle Entrate – Riscossione hanno inviato le cartelle allegandole in .pdf, un formato che è privo della firma digitale e dell’attestato di conformità richiesti dalla legge.

Cartelle esattoriali: sono nulle se notificate in formato .pdf

Se hai ricevuto una cartella esattoriale nella tua casella di posta elettronica certificata controlla il formato del file allegato dall’agente di riscossione. Nel caso in cui la cartella sia racchiusa in un file .pdf puoi fare ricorso e ottenere il suo annullamento.

Sono numerosi i giudici che hanno emesso negli ultimi mesi sentenze in questo senso (le commissioni tributarie provinciali di Milano, La Spezia, Reggio Emilia e Savona, solo per citarne alcune). Tutti sono giunti alla stessa conclusione: le cartelle trasmesse in un file .pdf non sono valide perché prive dei requisiti richiesti dalla legge.

Il formato .pdf rappresenta una semplice copia del documento originale, priva dell’attestazione di conformità da parte di un Pubblico Ufficiale. Il codice di procedura civile richiede che il documento inviato al contribuente includa la firma digitale, in modo che possa essere identificato l’autore del file.

Cartelle esattoriali inviate tramite PEC: sono nulleCartelle esattoriali inviate tramite PEC: sono nulle http://bit.ly/2gE2Op5 via @6sicuro

Cartelle esattoriali inviate tramite PEC: va usato il formato .p7m

Quando vengono inviate tramite PEC, le cartelle esattoriali vanno trasmesse in formato .p7m. Questo formato è l’unico a contenere la firma digitale e quindi a garantire l’immodificabilità e l’integrità del documento.

Per poter leggere i file con estensione .p7m bisogna usare un computer sul quale è installato un apposito software. All’apertura del documento si possono verificare sia la firma sia l’identità del mittente.

La cartella inviata in allegato a un messaggio PEC è dunque legittima solo se viene notificata in formato .p7m, un documento digitale conforme all’originale. In tutti gli altri casi l’intero atto può essere giudicato nullo, senza possibilità di sanatoria.

Luana Galanti

Ho una laurea specialistica in Consulenza e direzione aziendale e, da sempre, un legame indissolubile con le parole scritte. Le mie due anime – quella creativa e quella pragmatica – si confondono nel mio lavoro di web writer e business writer freelance.

Commenti Facebook

0 Commenti

ancora nessun commento!

Non ci sono commenti, potresti essere il primo!

rispondi

La tua mail non sarà pubblicata. I campi contrassegnati con l'asterisco sono obbligatori.*