Cartelle amiche Equitalia: sono 300mila e stanno arrivando

Arrivano le cartelle amiche di Equitalia. Il 1° luglio 2016 è la data stabilita per l'avvio di un'operazione che cambierà il rapporto tra contribuenti ed agente della riscossione.

cartelle amiche equitalia

Cartelle amiche: cosa sono?

Insieme all’accorpamento di Equitalia Sud, Centro e Nord in un’unica entità denominata Equitalia servizi di riscossione Spa, arrivano le cartelle amiche. Le nuove cartelle riguarderanno tutto il territorio nazionale dopo la sperimentazione su Varese, Firenze e Lecce.

Le cartelle amiche si differenziano dalle cartelle esattoriali tradizionali per un fondamentale elemento: contengono già la proposta di rateazione. Questo significa che contribuente ed agente della riscossione saltano un passaggio, eliminando i relativi costi. Basti pensare al tempo necessario per fare una richiesta di dilazione di pagamento, soprattutto se si sceglie di recarsi direttamente presso lo sportello locale di Equitalia.

L’amministratore delegato di Equitalia, Ernesto Maria Ruffini, spiega

“abbiamo voluto inserire nella cartella uno strumento semplice in cui sono indicate le varie possibilità per poter pagare a rate il proprio debito. Vogliamo fare il possibile per ridurre al minimo la burocrazia e dialogare con una società che rappresenta l’ultima occasione per mettersi in regola”.

Per accettare la proposta di dilazione, sarà sufficiente firmare il modulo contenuto nella cartella e consegnarlo usando una delle seguenti modalità:

  • fisicamente recandosi allo sportello;
  • via posta con raccomandata con ricevuta di ritorno;
  • via PEC (posta elettronica certificata).

Cartelle amiche: ci sono dei limiti

Le cartelle amiche, va precisato, non riguardano tutti i debiti dei contribuenti. La proposta di rateazione, infatti, viene inserita soltanto in cartelle con importi compresi fra i 600 e i 50mila euro. Questo significa che per debiti inferiori o superiori ai limiti stabiliti, bisogna seguire il vecchio iter di richiesta di dilazione.

La dilazione proposta in cartella potrà arrivare ad un massimo di 72 rate (in sostanza 6 anni), mentre la rata mensile dovrà essere di minimo 50 euro. Quest’ultima è una novità interessantissima per il contribuente, poiché con le vecchie procedure la rata minima ammonta a 100 euro. La riduzione della rata mensile rientra dunque in quel processo volto al maggior dialogo con i contribuenti e ad una revisione totale dell’approccio dell’agente di riscossione.

Facendo dei veloci conteggi, emerge dunque che le rate da 50 euro riguarderanno i debiti inferiori a 3.600 euro (3.600 euro divisi per 72 rate fa proprio 50 euro). Le rate si attesteranno tra i 50 e 100 euro per debiti inferiori a 7.200 euro e andranno poi a crescere per i debiti di importo superiore. Ad esempio per una cartella pari a 36mila euro, avremo delle rate mensili da 500 euro “spalmate” su 6 anni.

Michela Calculli

Dagli studi professionali tra Milano e Torino al blog personale, passando per un'esperienza televisiva che ha segnato la svolta. Tre grandi passioni: la scrittura, il fisco, la semplicità. Sempre in equilibrio tra famiglia e professione tra comunicazione e aggiornamento fiscale.

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5 Commenti

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    francesco luglio 03, 2016

    ma le cartelle di equitalia riguarto a spazzatura e acqua, non vanno in prescrizione dopo 5 anni?

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    pippo luglio 03, 2016

    chi trova un amico trova un tesoro! Qui chissà se sarà proprio così, se l’amico trovato ti aiuta a continuare a campare in modo decoroso o se ti lascia per strada con berrettino e chitarra? Il problema brutto è che questo “amico” parte dal concetto sbagliato che stai evadendo… alla maggior parte delle persone piacerebbe pagare il giusto, il guaio è che non li ha per campare, e campare vuol dire mangiare, pagare le bollette, e le spese primarie e necessarie… vedremo chi campa e chi…

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    Domenico Laurenzi luglio 03, 2016

    Per la rateizzazione, credo (e soprattutto spero), abbiamo trovato, finalmente, una possibile soluzione (almeno in teoria, vedremo poi in pratica) alle lungaggini fin qui ancora in atto. Per quanto riguarda eventuali ricorsi, non ritengo sufficiente il termine di gg. 30 entro i quali si è costretti a procedere al pagamento ovvero ricorrere. Spesso si preferisce procedere al pagamento (si fa prima) anziché, prendere i necessari contatti con commercialisti, addetti ai lavori, ricercare la giusta documentazione necessaria per poi poter procedere al ricorso. Da non trascurare che un eventuale ricorso è sempre e comunque disincentivato. Qualora nel ricorso si dovesse riconoscere anche una sola piccola parte di ragione dell’ente, ci si verrebbe a trovare nella condizione che poiché sono trascorsi i famosi 30 gg. andresti a pagare il triplo della sanzione.

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    Maxi Mari luglio 10, 2016

    Io tutta qs amicizia non la vedo proprio
    1° perchè un debito è tale se qualcuno ti ha prestato dei soldi, ma lo stato non presta mai per primo ma pretende solo finendo per non considerarti neppure come un suo prezioso cliente contribuente…
    2° perchè non considera se un cittadino è disoccupat, esodato, cassaintegrato o senza alcun sostegno al reddito e se deve pagare una cartella, significa togliersi il pane letteralmente di bocca e non vivere più.
    Inoltre il fisco pensa che i soldi debba averli per forza quindi che debbano essere cercati in prestito presso parenti o amici, se ce li hanno.
    Proprio in qs giorni mi è arrivata una cartella Equitalia per un ruolo dell’Ag. Entrate in cui mi richiedono un pagamento di una cifra dove gli oneri e diritti rappresentano il 30% del totale.
    Scoprendo inoltre che è il ricalcolo del TFR di 5 anni prima che il fisco fa facendo una media delle aliquote nei 5 anni successivi a quando il TFR fu erogato. Sadismo fiscale e pazzia pura considerando che fui licenziato nel 2011 e da allora disoccupato senza sostegno al reddito o pensione o altro, nonostante sia invalido civile al 50%.
    Ma non esiste paese al mondo che chieda denaro 5 anni dopo perchè fa una media delle aliquote. Potevano detrarli subito un po di più a quel momento e festa finita. Pagarli ora a tale distanza diventa un peso non indifferente e gravoso in tutti I sensi oltre che scandaloso.
    Tutto per mantenere in piedi questo carrozzone di persone ed enti intoccabili…..

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    Giulio settembre 28, 2016

    La mia cartella esattoriale riguardo a un debito di 4,500€ per assegni che avevo emesso senza copertura, come di solito si fa nel commercio, ma che comunque li o pagati, ma non o fatto in tempo a ritirare gli assegni dal notaio e quindi protestato, l’agenzia delle entrate mi mette questa multa. La multa passa ad equitalia e ad oggi devo di ritorno 11,000€. Tra interessi, more e aggio. La legge del 2014 dove si poteva pagare solo il debito e l’aggio senza mora e interessi, era ottima, me la cavavo con 6,500€ ma il tempo a disposizione di qualche mese era poco per raccimolarli, mi mancavano altri 1,800€. Spero che questa legge verrà riproposta e pubblicizzata con largo anticipo così potrò mettermi a posto.

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