Beni non pignorabili dal Fisco: quali sono

Cosa succede se non si pagano i debiti con il Fisco e quali sono i beni non pignorabili per legge? Facciamo il punto dopo l'arrivo del nuovo agente di riscossione.

beni non pignorabili

Dal 1 luglio 2017 a occuparsi della riscossione delle cartelle esattoriali è Agenzia delle Entrate – Riscossione. Il nuovo ente prosegue il lavoro fatto fino a fine giugno da Equitalia. A cambiare sono il nome e la natura giuridica dell’agente di riscossione, ma non cambiano le regole relative al recupero dei debiti fiscali. Ecco cosa succede se non si pagano le cartelle esattoriali e quali sono i beni non pignorabili sui quali il Fisco non può rivalersi.

Beni non pignorabili in caso di debito erariale

Il mancato pagamento delle imposte e delle tasse nella maggior parte dei casi non costituisce un reato, ma è sanzionato con il recupero forzoso del debito. Vale a dire che, se non paghi i debiti con il Fisco, l’agente di riscossione incaricato dallo Stato ti invierà una cartella di pagamento per notificarti l’importo da saldare.

Se non paghi la cartella entro i termini, si procede con l’esecuzione forzata che comporta il pignoramento dei beni, l’iscrizione dell’ipoteca sui beni immobili o il fermo dell’auto. La legge stabilisce comunque precisi limiti entro i quali può avere luogo l’esecuzione forzata e individua alcuni casi in cui i beni del debitore non possono essere pignorati o possono essere pignorati solo in parte.

La casa di residenza del debitore

La casa del debitore non può essere pignorata se:

  • è il suo unico immobile di proprietà;
  • è la casa nella quale ha la residenza anagrafica;
  • l’immobile non è accatastato nelle categorie A/8 o A/9, vale a dire che non è una villa, un castello o un palazzo di pregio artistico e storico;
  • la casa è adibita a civile abitazione.

In questi casi, la casa non può essere pignorata, ma se il debito fiscale supera i 20.000 euro Agenzia delle Entrate-Riscossione può comunque iscrivere un’ipoteca sull’immobile.

Gli altri immobili del debitore

Altre case, terreni e immobili di vario tipo intestati al debitore possono essere pignorati solo se il loro valore complessivo supera i 120.000 euro.

Se la casa del debitore è stata inserita in un fondo patrimoniale, l’agente della riscossione può pignorarla per recuperare il debito di natura fiscale.

Le conseguenze del mancato pagamento di un debito erariale sono diverse a seconda dell’importo del debito e dei tipi di bene posseduti dal debitore. Riepilogando, la casa del debitore può essere pignorata o vi si può iscrivere un’ipoteca solo se vengono rispettati precisi limiti:

  • se il debito con il Fisco ha un importo inferiore a 20.000 euro, l’agente di riscossione non può iscrivere l’ipoteca sui beni immobili in alcun caso;
  • se il valore complessivo dei beni immobili del debitore è inferiore a 120.000 euro, gli immobili non possono essere pignorati;
  • se il debito con il Fisco è inferiore a 120.000 euro, la casa non può essere pignorata;
  • se il debito erariale è superiore a 120.000 euro, l’agente di riscossione può pignorare la casa di proprietà del debitore. Prima di farlo deve dare un preavviso di almeno 30 giorni, poi deve iscrivere un’ipoteca sull’immobile e poter eseguire il pignoramento dopo che siano trascorsi almeno 6 mesi;
  • indipendentemente dall’ammontare del debito con il Fisco, la casa non può essere pignorata se è l’unico immobile di proprietà del debitore, se è la casa di residenza ed è accatastata come immobile non di lusso.

Una somma superiore al quinto dello stipendio

Lo stipendio del debitore può essere pignorato per un massimo di un quinto dell’importo. Il pignoramento può avvenire una volta che il salario è stato accreditato in banca oppure può essere comunicato al datore di lavoro. Ad ogni modo, l’ultimo stipendio non può essere mai pignorato.

La pensione sotto il minimo vitale

Se il debitore è in pensione, la pensione può essere pignorata al momento dell’accredito in banca oppure direttamente presso l’istituto di previdenza. Sono pignorabili sia la pensione di vecchiaia sia quella di invalidità.

La quota pignorabile è un quinto dell’importo netto della pensione, a cui va sottratto il valore minimo vitale, pari a una volta e mezzo l’importo dell’assegno minimo. Per il 2017 il minimo vitale non pignorabile è pari a 672,10 euro. La quota della pensione che può essere pignorata è un quinto di ciò che rimane dalla sottrazione tra la pensione netta e il minimo vitale. Se si riceve una pensione di 1.200 euro, la quota pignorabile è pari a 105,58 euro (1.200 – 672,10)/5.

I risparmi

La legge stabilisce inoltre un limite al pignoramento dei risparmi: l’agente di riscossione può pignorare le somme presenti sul conto corrente usato per l’accredito dello stipendio o della pensione solo per la parte che supera il limite di 1.344,21 euro, cioè tre volte l’importo dell’assegno minimo.

Se il conto corrente è usato per accreditare somme diverse dallo stipendio o dalla pensione, Agenzia delle Entrate-Riscossione può pignorare le somme per intero.

L’auto e la polizza vita

L’auto del professionista o dell’imprenditore non può essere pignorata se è strumentale allo svolgimento dell’attività lavorativa. Le polizze vita non possono essere mai pignorate.

Il 50% del conto corrente cointestato

In caso di beni o di conto corrente cointestati, l’agente di riscossione dei debiti fiscali potrà pignorarli per il 50% del loro valore. Se si tratta di beni divisibili, dovrà procedere alla divisione fisica e all’esecuzione forzata della metà di proprietà del debitore. Se i beni non sono divisibili, dovrà procedere alla vendita per intero del bene e all’incasso di metà del valore ricavato. L’altra metà andrà restituita all’altro titolare del bene.

Alcuni beni mobili detti “assolutamente impignorabili”

Vanno poi considerati quei beni non pignorabili per legge, a prescindere dalla natura del debito. Si tratta perlopiù di beni mobili considerati indispensabili da parte del legislatore per il debitore e per la sua famiglia.

Beni non pignorabili

La legge elenca alcuni beni che non possono essere oggetto di esecuzione forzata o che lo sono con alcuni limiti. Si tratta di beni non pignorabili per la loro natura o per la funzione che svolgono. Sono in generale beni che riguardano la sfera privata e affettiva della vita del debitore, ritenuta intoccabile e irrinunciabile, nonché quei beni che sono per loro natura deputati alla sopravvivenza del debitore e del suo nucleo familiare.

Il codice di procedura civile, oltre a descrivere le modalità con le quali l’ufficiale giudiziario deve individuare i beni da pignorare, specifica anche i beni che non possono essere toccati o quelli che possono essere toccati solo in determinate circostanze. Non tutti i beni non pignorabili lo sono, infatti, in maniera assoluta ed identica, ma al contrario vengono dalla legge distinti secondo una gradazione decrescente.

Cose mobili assolutamente non pignorabili

Tra le cose mobili assolutamente non pignorabili ci sono:

  • Oggetti sacri che servono all’esercizio del culto;
  • L’anello nuziale, i vestiti, la biancheria, i letti, i tavoli per la consumazione dei pasti con le relative sedie, gli armadi guardaroba, i cassettoni, il frigorifero, le stufe ed i fornelli di cucina, anche se a gas o elettrici, la lavatrice, gli utensili di casa e di cucina unitamente ad un mobile idoneo a contenerli. Questi oggetti  sono esclusi in quanto indispensabili al debitore ed alle persone della sua famiglia con lui conviventi. Non rientrano però in questa categoria i mobili, tranne i letti, di rilevante valore economico, anche qualora lo siano per pregio artistico o di antiquariato;
  • Gli alimenti e i materiali combustibili necessari per un mese al mantenimento del debitore e delle altre persone della sua famiglia con lui conviventi;
  • Le armi e gli oggetti che il debitore ha l’obbligo di conservare per l’adempimento di un pubblico servizio;
  • Le decorazioni al valore, le lettere, i registri e in generale gli scritti di famiglia, nonché i manoscritti, salvo che formino parte di una collezione.

Cose mobili relativamente non pignorabili

Appartengono a questa categoria:

  • Gli oggetti che il proprietario di un fondo tiene presso lo stesso per il servizio e la coltivazione del medesimo. Sono beni che possono essere pignorati separatamente dall’immobile soltanto in mancanza di altri mobili. Anche in questo caso, tuttavia, il giudice dell’esecuzione, se il debitore ne fa richiesta e sentito il creditore, può escludere dal pignoramento quelle tra le cose citate che sono di uso necessario per la coltura del fondo, oppure può permetterne l’uso, anche se pignorate, con le opportune cautele per la loro conservazione e ricostituzione. Le stesse disposizioni possono essere date relativamente alle cose destinate dal coltivatore al servizio o alla coltivazione del fondo.
  • Gli strumenti, gli oggetti e i libri indispensabili per l’esercizio della professione, dell’arte o del mestiere del debitore. Questi beni possono essere pignorati, nei limiti di un quinto, quando il valore di realizzo stimato degli altri beni rinvenuti dall’ufficiale giudiziario o indicati dal debitore non appare sufficiente per la soddisfazione del credito. Attenzione però: questo limite non opera per i debitori costituiti in forma societaria e, in ogni caso, se nelle attività svolte dal debitore risulta una prevalenza del capitale investito rispetto al lavoro da lui prestato.

Cose pignorabili in particolari circostanze di tempo

Fanno parte di questa terza categoria i seguenti beni mobili:

  • I frutti non ancora raccolti o separati dal suolo. Questi non possono essere pignorati separatamente dall’immobile a cui accedono, se non nelle ultime sei settimane precedenti il tempo della loro maturazione, almeno che il creditore pignorante si assuma le maggiori spese della custodia.
  • I bachi da seta. Possono essere pignorati solo quando sono nella maggior parte sui rami per formare il bozzolo.

Che cos’è il pignoramento

Con la parola pignoramento si indica quella formalità con cui viene iniziata l’espropriazione forzata di un bene. A darne una definizione generica, salvi i casi particolari, è l’art. 492 del codice di procedura civile: il pignoramento è l’ingiunzione con cui l’ufficiale giudiziario intima al debitore di astenersi da qualsiasi atto che possa sottrarre alla garanzia del credito i beni che si assoggettano all’espropriazione forzata, nonché i loro frutti.

Dunque il presupposto del pignoramento è l’esistenza di un debito, che sia stato attestato in maniera formale, attraverso una sentenza, un decreto ingiuntivo o un altro provvedimento del giudice, oppure con titoli di credito. Tutti questi atti costituiscono dei titoli esecutivi, che legittimano la procedura esecutiva che ha inizio con il pignoramento, il cui scopo ultimo è far recuperare in maniera forzosa il credito che il debitore non ha potuto o voluto soddisfare, mediante la vendita o l’assegnazione dei beni pignorati.

L’atto di pignoramento viene notificato presso la residenza, domicilio dichiarato o sede legale del debitore ed in esso vengono normalmente richiamati gli atti precedenti che ugualmente devono essere stati notificati, cioè il titolo esecutivo e il precetto, un atto che ricapitola le somme dovute e le diverse voci.

L’ufficiale giudiziario notifica il pignoramento al debitore ed esegue l’accesso presso il luogo in cui  i beni sono conservati. Se i si tratta di beni mobili e più di uno, durante questo accesso procede anche ad identificare concretamente i beni su cui viene esercitata l’esecuzione, che dunque vengono sottratti alla disponibilità del debitore, elencandoli nell’apposito verbale. La scelta cade sui beni rinvenuti, di proprietà del debitore e che appaiano idonei, per valore e possibilità di realizzo, a soddisfare il creditore. Vengono poi trasportati in luogo adatto alla  conservazione o affidati ad appositi custodi.

Conversione del pignoramento

Nel momento in cui viene eseguito l’accesso dell’ufficiale giudiziario per il pignoramento, il debitore deve tassativamente essere anche informato, mediante dichiarazione verbalizzata, della possibilità di sostituire ai beni o ai crediti pignorati un versamento di somme, che sia comprensivo della cifra dovuta per capitale, degli interessi, delle spese, nonché delle spese generate dall’esecuzione.

Tale sostituzione, per essere effettuata validamente, deve essere iniziata con il deposito di un’istanza in tale senso e di una somma, non inferiore ad un quinto della cifra complessivamente dovuta, presso il Tribunale, entro l’assegnazione dei beni pignorati o prima che ne sia disposta la vendita.

Pagamento all’ufficiale giudiziario

Il debitore che si vede costretto a subire un pignoramento e che desideri salvare i propri beni, ha anche una soluzione più immediata di quella prevista nel caso di conversione appena esaminato: può offrire un versamento di somme direttamente nelle mani dell’ufficiale giudiziario, secondo le modalità e i termini previsti dall’art. 494 del codice di procedura civile.

L’articolo prevede due ipotesi:

  • il debitore evita il pignoramento se è in grado di versare immediatamente, nelle mani dell’ufficiale giudiziario, una somma pari all’importo del credito o dei crediti fatti valere, più l’importo delle spese maturate. In questo caso, il debitore dà all’ufficiale giudiziario l’incarico di consegnare le somme al creditore ed evita così che i propri beni diventino oggetto della procedura. In ogni caso, il debitore può formulare e far mettere a verbale dall’ufficiale giudiziario il fatto che si riserva di agire per la restituzione della somma versata;
  • il debitore corrisponde all’ufficiale giudiziario una somma pari all’importo del credito o dei crediti, delle spese, il tutto aumentato di due decimi. In questo caso, la somma non viene data da consegnare al creditore, ma viene data come somma oggetto del pignoramento al posto dei beni.

Pignoramento di altri beni e riduzione del pignoramento

L’ufficiale giudiziario, nel momento in cui accede al luogo in cui si trovano i beni da pignorare, effettua una prima valutazione o stima degli stessi. Ciò, soprattutto quando si tratta di beni mobili, occorre anche perché la legge gli impone di indirizzarsi verso gli oggetti che paiono garantire un più rapido realizzo e una facile liquidazione. In ogni caso deve preferire, ove esistenti, i contanti, gli oggetti preziosi e i titoli di credito.

Può capitare che giudichi i beni rinvenuti non sufficienti a soddisfare il credito per cui sta agendo. Deve allora fare richiesta al debitore di indicargli altri beni che possano essere oggetto di pignoramento e del luogo in cui questi si trovano, con precisazione se si trovino presso terzi. Di questa richiesta dell’ufficiale giudiziario, come della risposta fornita dal debitore e di ogni altra sua dichiarazione resa durante l’accesso per pignoramento, viene dato atto nel citato verbale redatto dall’ufficiale giudiziario.

E cosa fare se, al contrario, l’ufficiale ha per errore pignorato beni per un valore complessivo che supera il credito e le spese per cui si agisce? Il legislatore ci ha pensato e ha risolto con la riduzione del pignoramento: una facoltà riconosciuta al debitore, che la può chiedere con un’istanza al giudice incaricato della procedura. Ma anche un dovere di controllo del giudice stesso, che di fatto può rilevarla anche d’ufficio, anche quando il debitore non abbia detto nulla in merito. In entrambi i casi, sentiti i creditori, il giudice può concludere riducendo il pignoramento a quei soli beni o somme che sono sufficienti a coprire il credito azionato.

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Pignoramento da parte di più creditori

Sempre secondo il codice di procedura civile, è ammesso che più creditori possano aggredire, con un solo pignoramento, il medesimo bene. Ugualmente, un bene che sia già stato aggredito con un pignoramento da parte di un creditore, può successivamente essere fatto oggetto di pignoramento da parte di altri creditori. Insomma, l’esistenza di un pignoramento su un bene non esclude che lo stesso possa essere di nuovo pignorato.

Anche il pignoramento eseguito non ha comunque effetto in eterno. L’art. 497 del codice di procedura civile, che è titolato proprio “Cessazione dell’efficacia del pignoramento”, prevede che il pignoramento perda di efficacia quando dalla sua esecuzione, con le modalità sopra descritte, siano trascorsi 45 giorni senza che ne sia stata chiesta l’assegnazione o la vendita dei beni.

I beni oggetto di pignoramento mobiliare e immobiliare

A seconda del tipo di bene o di diritto che è fatto oggetto del pignoramento, si distingue tra pignoramento mobiliare e immobiliare. Mentre la seconda categoria è intuitivamente abbastanza chiara, sotto la prima possono ricadere diversi beni. Innanzi tutto i beni più propriamente mobili, come arredi, oggetti vari, opere d’arte. Ma anche macchinari, quando ad esempio il pignoramento avvenga presso la sede di un’impresa, o altri strumenti di esercizio di quella specifica attività.

Oggetto di pignoramento possono essere anche dei diritti di credito, che il debitore vanta a propria volta verso terzi. Appartengono a questa categoria i canoni o gli affitti per locazioni, le somme a vario titolo dovute al debitore da altri soggetti (ad esempio, per il pagamento di fatture) e i conti correnti bancari o postali o i depositi esistenti a nome del debitore.

In tutti i casi citati, come in molte altre ipotesi in cui il bene oggetto di pignoramento, pur essendo di proprietà del debitore, sia nel possesso di una terza persona, si parla di pignoramento presso terzi. In questo caso, l’atto di pignoramento e la citazione all’udienza per l’assegnazione o la disposizione della vendita, vanno portati a conoscenza anche del terzo, il quale è chiamato a dichiarare, con raccomandata o p.e.c., di quali beni o crediti del debitore è titolare, indicandone scadenza o termine per la consegna ed individuando eventuali sequestri sugli stessi di cui sia già a conoscenza, o cessioni del credito che gli siano già state notificate.

Crediti impignorabili

Tra i crediti che possono essere oggetto di esecuzione presso terzi, risulta escluso o limitato il pignoramento di:

  • Crediti alimentari. Non possono essere pignorati, tranne che l’esecuzione sia a sua volta svolta per cause di alimenti, e sempre con l’autorizzazione del presidente del tribunale o di un giudice da lui delegato e, comunque, per quella parte che il medesimo ha fissato con proprio decreto.
  • Crediti aventi per oggetto sussidi di grazia o di sostentamento a persone comprese nell’elenco dei poveri, oppure sussidi dovuti per maternità, malattie o funerali da casse di assicurazione, da enti di assistenza o da istituti di beneficenza. Tutti questi crediti non possono essere pignorati.
  • Somme dovute da privati a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego comprese quelle dovute a causa di licenziamento. Queste somme possono essere pignorate per soddisfare crediti alimentari nella misura autorizzata dal presidente del tribunale o da un giudice da lui delegato. Possono essere anche pignorate nella misura di un quinto per tributi dovuti allo Stato, alle province ed ai comuni, ed in ugual misura per ogni altro credito. Nel caso di pignoramento per il simultaneo concorso delle cause indicate, questo non può estendersi oltre alla metà dell’ammontare delle somme citate. Sono comunque fatte salve le speciali disposizioni di legge.
  • Somme, da chiunque dovute, a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione o di altri assegni di quiescenza. Questi crediti non possono essere pignorati per un ammontare corrispondente alla misura massima mensile dell’assegno sociale, aumentato della metà. La parte eccedente tale ammontare è pignorabile, nei limiti previsti per gli stipendi e da speciali disposizioni di legge.

Le somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nonché a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione, o di assegni di quiescenza, possono essere pignorate anche quando siano state accreditate, su conto bancario o postale intestato al debitore, in data anteriore al pignoramento.

In questo caso, però, sono pignorabili soltanto per l’importo eccedente il triplo dell’assegno sociale. Quando l’accredito invece ha luogo alla data del pignoramento o successivamente, le predette somme possono essere pignorate nei limiti previsti sopra, nonché dalle speciali disposizioni di legge.

Viste le previsioni citate, è importante tenere a mente che l’importo dell’assegno sociale è stato fissato dall’INPS per il 2017 in 448,07 euro per tredici mensilità, per un totale annuo di 5.824,91 euro.

Il pignoramento, eseguito sulle somme sopra menzionate e in violazione dei divieti o oltre i limiti previsti dal codice di procedura civile e dalle speciali disposizioni di legge, è parzialmente inefficace. L’inefficacia può essere rilevata dal giudice anche d’ufficio.

Impignorabilità del diritto di uso e abitazione

Tra i diritti che hanno ad oggetto un immobile e non possono essere fatti oggetto di pignoramento, troviamo invece il diritto di abitazione e di uso, che possono essere sanciti, ad esempio, con un provvedimento giudiziario, come può accadere in un giudizio di separazione di coniugi. In questo caso la tutela dal pignoramento non è fissata per legge, ma è stata elaborata nel tempo dalla giurisprudenza, sulla base della considerazione che si tratta di diritti che rispondono ad esigenze di natura familiare  e che hanno carattere personalissimo.

Per quanto riguarda il diritto di abitazione, da considerare che esso può essere fatto valere anche qualora l’immobile a cui si riferisce venga pignorato: essenziale, in questo caso, verificare che l’atto costitutivo del diritto sia stato trascritto precedentemente al pignoramento.

Luana Galanti

Ho una laurea specialistica in Consulenza e direzione aziendale e, da sempre, un legame indissolubile con le parole scritte. Le mie due anime – quella creativa e quella pragmatica – si confondono nel mio lavoro di web writer e business writer freelance.

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34 Commenti

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    giuseppe giugno 12, 2016

    Salve vorrei sapere una cosa,Equitalia mi ha messo il fermo amministrativo nell’unico bene mobile che ho è cioè l’auto.
    Può farlo? Non è un fermo amministrativo Anti costituzionale? Attendo con ansia una vostra risposta.

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      Sara Bolzani agosto 09, 2016

      Ciao Giuseppe,
      mi spiace ma attualmente la misura in sé è valida. Il fatto che sia il tuo solo bene purtroppo non incide, in questo caso. In bocca al lupo per la risoluzione della tua vicenda.

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      Luisa giugno 09, 2017

      Se si legge bene cosa c’è scritto sopra c’è chiaramente scritto che prima casa,auto, mobili,biancheria ecc non possono essere pignorabili. Non può farlo e si può fare ricorso al giudice

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        Ugo luglio 23, 2017

        Anch’io ero sulle prime rimasto un po’ interdetto ma forse le cortesi redattrici Bolzani/Galanti vorranno chiarirci se ciò dipende dal fatto che un “fermo amministrativo” non è un pignoramento ma solo un rendere non pienamente fruibile il bene mobile, che resta del proprietario e peggio ancora sotto la sua custodia con conseguente responsabilità. O sbaglio?

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    Hilpold Marlene giugno 29, 2016

    Dopo 16 anni dal Fallimento Equitalia mi chiede 23mil euro io vivo con la reversibile di 1.300 eu non ho altri sostentamento o averi

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      Sara Bolzani agosto 09, 2016

      Buonasera,
      quello che mi racconti non è sufficiente per darti qualche consiglio in merito, se non quello di verificare bene il fondamento di questa richiesta, la tempestività (cioè che non ci sia stata prescrizione) e, se proprio non fosse possibile altro, la rateazione della somma dovuta.

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    danilo pasi agosto 18, 2016

    BUONGIORNO AVVOCATO, SONO UN ARTIGIANO CHE HA PROBLEMI CON EQUITALIA. VORREI CHIEDERLE SE E IN QUALE PERCENTUALE POSSONO PIGNORARMI LE MATERIE PRIME E IL PRODOTTO FINITO CHE CUSTODISCO NEL MAGAZZINO. INOLTRE NEL CASO QUESTO AVVENGA, SE POSSONO POI TORNARE IN FUTURO PER RIPETERE L’EVENTUALE OPERAZIONE. LA RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE.

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      Sara Bolzani agosto 23, 2016

      Ciao Danilo,
      per i beni strumentali dovrebbe valere il limito de 1/5 ed in ogni caso si valuta se anche questa misura consente all’artigiano, per quel residua, di lavorare oppure no. Insomma, in caso di beni strumentali si tutela la necessità del proprietario di lavorare, se quei beni sono indispensabili. Inoltre sono aggredibili soltanto se non vi è altro da pignorare.

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    salvatore d'ascoli ALIFE (caserta) settembre 01, 2016

    Buona sera avvocato ho seri problemi con Equitalia ho una società SRL di cui sono amministratore unico ,il 3 marzo mi hanno fatto un pignoramento di tutto il parco macchine cioè 36 auto ,io sto in uno stato economico di fallimento perchè ho esaurito tutti i miei fondi da premettere che ho fatto anche opposizione per avere la sospensiva ,tenga presente che ivg mi sta minacciando tutti i giorni hanno fissato le vendite 3 giorni prima dell’udienza e legale tutto questo???

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      Sara Bolzani settembre 28, 2016

      Ciao Salvatore,
      non posso darti un parere senza conoscere la tua situazione nel dettaglio e senza visionare la documentazione che ti riguarda. Non mi scrivi a cosa hai fatto opposizione né per cosa è l’udienza, non riesco quindi a darti una risposta. Fammi sapere.

      Rispondi
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    Massimo settembre 29, 2016

    Sono un ambulante lavoro con lauto unico mezzo con cui carico merce e,ombrelloni, banchi e faccio mercati ,possono pignorarmi il mezzo rimanendo senza poter più lavorare?grazie massimo marasca

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      Sara Bolzani settembre 30, 2016

      Ciao Massimo,
      se si tratta del tuo unico bene, strumentale (cioè indispensabile), per lo svolgimento della tua attività, hai una ragione per contestare un eventuale pignoramento o fermo amministrativo. Non posso però garantirti che la procedura di pignoramento non venga avviata nei confronti del tuo mezzo. Un saluto.

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    ANTONIO novembre 03, 2016

    ABITO IN UN PAESE E PER ANDARE A LAVORARE HO BISOGNO DELL’AUTO VOLEVO SAPERE SE POSSONO PIGNORARE L’AUTO TRA L’ALTRO VECCHIA

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      Luana Galanti maggio 25, 2017

      Ciao Antonio, sì, l’auto è pignorabile a meno che non sia necessaria per lo svolgimento di un’attività di tipo professionale (per esempio per imprenditori, agenti, rappresentanti, ecc.).

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    RAFFAELE novembre 12, 2016

    buonasera avv.sono raFFAELE IO LAVORO 4 MESI AĹLANNO DOVREI PERCEPIRE SOLO UN STIPENDI DI 700.OO EURO .MA EQUITALIA HA MANDATO UNA PEC ALLA COPERATIVA DICENDO CHE NON DEVE PAGARMI . MA IO COME FACCIO A VIVERE ADESSO VIVO INMACCHINA. GRAZIE

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    nicola febbraio 19, 2017

    salve io nel 2010 un rgurdo una causa al giudice di pace,il mio avvocato non si e’ presentato alle udienze ,e il giuduce ha nominato un avvocato d ufficio, mandandomi una parcella di 4000€, mi e’ venuto l’ufficiale giudiziaro per il pignoramento ma con esito negativo,perche la casa e’ indestata a mia suocera.sono dissocupato come mi devo comportare?

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    salvatore febbraio 19, 2017

    buonasera avvocato a me sa cosa mi e capitato ,a ottobre scorso e venuta a mancare mia sorella e ci a lasciato a me e l”altra mia sorella Il TFR la liquidazione perche lavorava da 20 anni . e quindi o dato il mio iban al datore e lui mi a fatto il versamento dopo 6 giorni Equitalia mi a svuotato il conto dove cerano i soldi in posta e tutto normale grazie

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      pincode maggio 10, 2017

      dopo quanto tempo EQUITALIA ti ha prelevato i soldi dal giorno che li hai ricevuti ?

      esempio ricevuti il 30 febbraio e prelevati il 15 marzo

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    antonio marzo 21, 2017

    salve avvocato volevo sapere se equitalia puo pignorare i sal maturati dai sub appaltatori in un lavoro pubblico per crediti della ditta madre
    grazie antonio

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    Paolo maggio 10, 2017

    Le stesse cose valgono per l’autorità giudiziaria?

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    simone bambi maggio 10, 2017

    Simone
    Buongiorno, circa un mese fa è stata emessa la sentenza n° 499/2017della Commissione Tributaria Regionale della Toscana che, oltre alla prima casa, ha sentenziato anche l’auto come impignorabile in quanto bene essenziale e non voluttuario. Vorrei gentilmente sapere se è vero.
    Grazie
    Simone

    Rispondi
  13. Avatar
    simone maggio 10, 2017

    Simone
    Buongiorno, circa un mese fa è stata emessa la sentenza n° 499/2017della Commissione Tributaria Regionale della Toscana che, oltre alla prima casa, ha sentenziato anche l’auto come impignorabile in quanto bene essenziale e non voluttuario. Vorrei gentilmente sapere se è vero.
    Grazie

    Rispondi
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    Romano De Simone maggio 10, 2017

    Io ho una singolare situazione, e precisamente che, mentre ero in attività professionale come ingegnere ed ero tornato da viaggi esteri e mi ero reiscritto all’ordine professionale, ed al Tribunale di Velletri, per svolgere l’attività di CTU, che esercito fin dal 1978, mio fratello mi ha attivato un processo di interdizione dichiarando falsamente al tribunale di prove evidenti della mia pazzìa, ed il tribunale di Velletri, senza rispettare la procedura di controllo delle sue affermazioni, mi ha sottoposto al procedimento, facendomi un danno enorme, che ha comportato il blocco e la rovina sia della mia tranquiillità, che del mio buon nome, oltre a tutte le spese per dovermi difendere. Ora lo Stato mi viene a richiedere le tasse, che in parte ho pagato come ritenute sulla minipensione, che persepisco da alcuni anni. Ho chiesto già due volte il risarcimento, con denuncia di falso e relative prove, e le mie due denunce sono state di fatto archiviate, per cui lo stato mi sta progressivamente impoverendo. Sono proprietario dell’appartamento in cui vivo. Possono togliermi anche il diritto di abitazione e farmi sloggiare ?

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    Kirsten Dahl maggio 10, 2017

    già fatto.

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      Ugo luglio 23, 2017

      sig. Kirsten, scusi se mi intrometto a distanza di 2 mesi, ma siccome il suo caso (esposto con facebook il 10 Maggio) è interessante, potrebbe chiarire a cosa si riferisce con questo “Già fatto” ? Forse ci siamo persi una puntata o lei voleva rispondere a qualche altro utente?
      Grazie e scusi il disturbo

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    patrizio Addattilo maggio 10, 2017

    buona sera ho ricevuto una comunicazione di futuro fermo amministrativo, siccome sono un artigiano e presidente di una cooperativa posso far valere la disposizione di non esecuzione” per L’auto del professionista o dell’imprenditore non può essere pignorata se è strumentale allo svolgimento dell’attività lavorativa” e come in caso positivo
    Grazie

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    riccardo cipolli maggio 11, 2017

    salve,sono sposato con la comunione dei beni,possono pignorare anche lei?per i miei debiti con equitalia?

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    salvatore maggio 12, 2017

    Salve Avvocato, grazie per questo spazio che mi dedica, volevo sapere se possono pignorarmi l’unica auto , ho una pensione inail per incidente sul lavoro con handicap del 20% e che naturalmente mi serve per terapia ed altro ( non posso più esercitare il mio lavoro ). Grazie

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    giuseppe maggio 12, 2017

    buon pomeriggio, AVV. ho un fermo amministrativo su di auto che è da rottamare in quanto non più funzionante.
    il fermo è del 2002. Premesso che sono passati 15 anni, volevo sapere se innanzitutto c’erano i presupposti di una prescrizione in merito e inoltre, capire come fare a demolire l’auto in quanto non più marciante. Oltretutto mi continuano a arrivare avvisi per il pagamento del bollo. in questi casi considerato che trattasi di un mezzo senza possibilità di riparazione come si procede?

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    Luca maggio 22, 2017

    Sera Avvocato la mia storia mi sta disperando sono un ambulante che ero nella morsa di persone che o continuato a pagare per 20 anni per continuare a pagare merce che ingrossava solo il fornitore dopo più di 400 mila euro tirati fuori senza guadagnare niente io e la mia famiglia ci siamo ribelati e ora che mancano 40 mila euro al creditore veniamo minacciati. Può perdersi i posti di lavoro licenza ambulante.che è del demanio del comune .e la cosa che mi preme di più saluti

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    mauro giugno 13, 2017

    sono in comunione di beni con mia moglie.Lei non e’ la parte debitrice ed ha un libretto postale intestato insieme al figlio. Volevo sapere se il libretto e’ soggetto a pignoramento da parte di equitalia. grazie.

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    gino luglio 12, 2017

    salve volevo sapere se e pignorabile un indennizzo ricevuto dall’ Inail relativo a un danno biologico permanente?

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    Paolo Gattegno luglio 20, 2017

    Buongiorno,
    Sono un agente di commercio ed ho dei debiti con equitalia.
    Adesso devo chiudere la partita iva perché il lavoro è praticamente nullo.
    Ho un occasione di prendere in gestione un bar, quindi devo rifare una partita iva, volevo sapere se equitalia può rivalersi su questa mia nuova attività.
    Grazie per la disponibilità

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    roberto luglio 23, 2017

    Salve Avv.to. Il mio quesito è importante.
    Dopo avere aderito alla Rottamazione delle cartelle nei termini ed approvata da equitalia per circa 8000€, all’uopo ho chiesto un prestito per iniziare a pagare la prima rata il 31 luglio 2017. Di recente, ho ricevuto una email ordinaria dove indica che il mio debito è di circa 17000€ , stessa email è stata anche invita al gabinetto del Ministro. E’ regolare o hanno sbagliato conteggio e quindi posso fare ricorso?
    Grazie

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