Stufe a pellet: confronto su costi, consumi e caratteristiche

Le stufe a pellet sono un’ottima soluzione per riscaldare casa: sono efficienti, belle ed economiche. Ecco le loro caratteristiche e qualche consiglio per scegliere quella giusta.

stufe a pellet

Stufe a pellet: le caratteristiche

Le stufe a pellet negli ultimi anni sono entrate in migliaia di case in Italia e si sono affermate come una solida alternativa alle caldaie a metano, alle stufe e ai caminetti a legna per il riscaldamento degli ambienti domestici. Ma come funzionano le stufe a pellet? Conviene fare questo investimento oppure è meglio orientarsi verso altri sistemi di riscaldamento?

Ci sono diversi buoni motivi per scegliere le stufe a pellet: hanno consumi minori rispetto alle caldaie a metano, sono più ecologiche, offrono una grande autonomia e una personalizzazione dei consumi. Ma c’è anche qualche piccolo svantaggio che è bene considerare: funzionano solo con l’elettricità, non sono adatte a riscaldare grandi ambienti e hanno bisogno di manutenzione periodica.

Stufe a pellet: come funzionano

Le stufe a pellet hanno un funzionamento del tutto simile alle stufe a legna. Producono aria calda, attraverso la combustione del pellet, piccoli cilindri ottenuti pressando trucioli, segatura e materiali di scarto della lavorazione del legno.

Le stufe hanno un serbatoio nel quale viene caricato in anticipo il pellet che poi sarà consumato man mano. Attraverso un termostato si possono programmare l’orario di accensione e l’orario di spegnimento e regolare la temperatura. Si tratta quindi di un sistema di riscaldamento con una buona autonomia, che può essere programmato in anticipo e che riscalda la casa gradualmente.

Quando viene installata, la stufa a pellet viene collegata all’impianto elettrico e a una canna fumaria, che assicura l’uscita dei fumi prodotti dalla combustione del pellet. La stufa va collegata anche a una presa d’aria, che serve a bilanciarne il consumo di ossigeno.

È importante tenere la stufa a pellet lontana da elementi infiammabili (come travi, pannelli in legno, mobili e tende) e posizionarla ad almeno 5 centimetri di distanza dal muro. Gran parte del calore prodotto da una stufa a pellet rimane concentrato nella stanza in cui si trova, per questo motivo è consigliabile posizionare la stufa in una stanza centrale o comunque in una stanza sufficientemente grande.

Per distribuire il calore prodotto dalle stufe a pellet anche nelle altre stanze della casa si può creare un sistema canalizzato che, attraverso appositi tubi, irradia il calore in tutta la casa.

Stufe a pellet: confronto tra le tipologie in commercio

In commercio esistono decine di modelli di stufe a pellet, diversi per dimensione, potenza e design. A seconda del sistema di funzionamento, le stufe a pellet si dividono in due gruppi:

  • le stufe a pellet ad aria, indicate per riscaldare piccoli ambienti domestici
  • le stufe a pellet ad acqua (anche dette termostufe), che riscaldano l’aria e producono acqua calda sanitaria.

Mentre le stufe a pellet ad aria riescono a riscaldare adeguatamente soltanto gli ambienti e gli appartamenti di piccole dimensioni (monolocali e bilocali), le stufe a pellet ad acqua vengono allacciate all’impianto idraulico e in questo modo alimentano i caloriferi di tutta la casa. Inoltre, producono acqua calda sanitaria e possono essere integrate ad altri sistemi di riscaldamento, come i pannelli solari.

Entrambi i modelli di stufe a pellet vanno puliti quotidianamente. Va svuotato il cassetto che raccoglie la cenere, va pulito il vetro esterno e va aspirato il braciere (con un aspirapolvere o un apposito aspiracenere). I modelli più avanzati sono dotati di un sistema autopulente che semplifica notevolmente le operazioni di manutenzione ordinaria.

Stufe a pellet: confronto su costi, consumi e caratteristicheStufe a pellet: confronto su costi, consumi e caratteristiche http://bit.ly/2hL29jR via @6sicuro

Stufe a pellet: costi e consumi

I costi delle stufe a pellet variano molto in funzione della dimensione, della potenza e dal rendimento.

Orientativamente, i prezzi delle stufe ad aria – la cui potenza è compresa solitamente tra i 5 e i 15kW – vanno da circa 900€ per i modelli più piccoli ad oltre 2.000€ per i modelli più grandi. Nel caso delle stufe ad acqua – la cui potenza arriva fino a 35kW –  i costi sono invece più alti, arrivando fino a 5.000€.

Al costo d’acquisto della stufa bisogna poi sommare i costi per l’acquisto del pellet e i costi per la manutenzione periodica. La manutenzione va fatta almeno una volta all’anno. Bisogna controllare lo stato dei tubi, della canna fumaria e l’efficienza generale dell’impianto.

I consumi di pellet variano molto in base alle ore di utilizzo, alla dimensione della stufa e alla qualità dello stesso pellet. In media, i costi annui stimati per l’acquisto del pellet partono da un minimo di 350€ e possono anche superare i 1.000€.

A differenza di quanto accade con le stufe a legna, per le quali la legna va acquistata in anticipo e immagazzinata occupando spazio, il pellet non occupa spazio e può essere acquistato anche in piccole quantità. Viene infatti venduto in sacchetti da 15kg, disponibili in supermercati, ipermercati, punti vendita di materiali per la casa, negozi per il fai da te, ecc. Il costo medio per sacchetto di pellet oscilla tra i 4,50€ e i 6€. La qualità del pellet si può valutare in base a due parametri principali, indicati entrambi sulla confezione: il potere calorico e il residuo di cenere.

Stufe a pellet: come fare una scelta

Per poter fare una scelta tra i tanti modelli di stufe a pellet bisogna considerare soprattutto due cose: la dimensione della propria casa e le esigenze di riscaldamento.

Dal momento che richiedono solo il collegamento con la canna fumaria, le stufe a pellet rappresentano un’ottima soluzione per riscaldare gli ambienti privi di un impianto di riscaldamento. Le stufe a pellet possono essere usate per il riscaldamento della casa di abitazione, di una seconda casa o anche di un ufficio.

Prima di comprare la stufa è bene controllare anche le informazioni riportate sull’etichetta. Per legge (la normativa di riferimento è contenuta nella norma UNI EN 14785 2006), ogni modello deve riportare:

  • il marchio CE;
  • il nome della ditta produttrice;
  • la potenza in kW;
  • il rendimento espresso in percentuale;
  • le emissioni di anidride carbonica.

Oltre a tutte queste informazioni, bisogna considerare anche l’aspetto estetico delle stufe a pellet. I produttori offrono tantissimi modelli tra cui scegliere, in grado di adattarsi a ogni stile d’arredo. Ci sono modelli dallo stile retrò, ideali per le case più classiche, modelli con rivestimenti in metallo perfetti per gli ambienti più moderni e contemporanei, modelli colorati, modelli rivestiti in ceramica… Le stufe a pellet si dimostrano insomma molto versatili non solo sul piano dei consumi ma anche su quello del design.

Luana Galanti

Ho una laurea specialistica in Consulenza e direzione aziendale e, da sempre, un legame indissolubile con le parole scritte. Le mie due anime – quella creativa e quella pragmatica – si confondono nel mio lavoro di web writer e business writer freelance.

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