Olio EVO: cos’è e quali sono i suoi benefici

Scopriamo cos'è l'olio EVO, perché si chiama così, quali sono i suoi benefici e quali sono le differenze gli altri olii.

olio evo

Olio EVO: cos’è?

L’olio EVO altro non è che l’olio extra vergine di oliva. L’acronimo EVO è stato coniato dall’agronomo Marco Epifani per poter più facilmente distinguere questo tipo di olio da quello non extravergine (comunque di oliva). Le differenze tra i due olii, infatti, non sono poche.

L’olio EVO (o extravergine di oliva) si ricava da olive sane e viene lavorato esclusivamente con metodi meccanici. È ottenuto da olive raccolte senza aver mai toccato il terreno e che non subiscono alcun trattamento (a parte il lavaggio e la rimozione delle foglie).

L’olio d’oliva, invece, è una miscela di olio d’oliva vergine e altri olii raffinati (cioè trattati con sostanze chimiche).

Olio EVO: proprietà e benefici

L’olio EVO è ricco di acidi monoinsaturi: risulta quindi molto utile per elevare i valori del colesterolo HDL (il cosiddetto “colesterolo buono”) che attiva la funzione pulitrice delle arterie, mentre i fitosteroli in esso presenti contribuiscono ad abbassare il colesterolo LDL (ovvero il “colesterolo cattivo”).

Una ricerca condotta in Francia su soggetti anziani ha dimostrato come il consumo regolare di olio extra vergine di oliva (EVO) sia in grado di ridurre del 41% il rischio di ictus. L’olio EVO aiuta a tenere a buoni livelli la pressione arteriosa e a ridurre del 30% il rischio di infarto oltre a dare grande giovamento ai soggetti affetti da artrite reumatoide e osteoporosi.

Olio EVO: dove si compra?

È possibile acquistare l’olio EVO ovunque: supermercati, rivendite, aziende agricole, ma anche negozi online. In fase di acquisto è necessario porre grande attenzione alle certificazione dell’olio che si sta per acquistare.

Certificazione DOP (Denominazione di Origine Protetta): garantisce che l’olio sia stato prodotto con olive coltivate nella zona indicata, raccolte e lavorate nella zona di coltivazione dell’oliva e che abbia specifici livelli nutritivi.

Olio EVO biologico: olio ottenuto con almeno il 95% delle olive provenienti da colture biologiche (in etichetta può essere presente la dicitura “biologico” oppure “bio”).

 

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Olio EVO: il prezzo

I prezzi di un buon olio EVO oscillano dai 12 a 40 euro al litro. Quest’oscillazione dipende da numerosi fattori: la confezione (le latte da cinque litri sono mediamente più vantaggiose delle bottiglie da un litro), ma soprattutto le certificazioni che gli agricoltori devono ottenere per poter mettere in vendita il loro prodotto.

Altri fattori che incidono sul prezzo sono la modalità con cui si produce l’olio, cioè quanti litri d’olio si ricavano da un quintale di olive (più olio si ricava e più si abbassa la qualità, oltre ai costi), il tempo che intercorre dalla raccolta delle olive alla spremitura, la modalità di raccolta e il modo in cui viene conservato.

Lo scandalo dell’olio extra vergine di oliva (EVO) falso.

Lo scorso novembre, sette aziende italiane (Carapelli, Sasso, Bertolli, Santa Sabina, Coricelli, Primadonna e Antica Badia) sono state coinvolte nello scandalo del falso olio extravergine di oliva. Le imprese avrebbero dichiarato in confezione che l’olio venduto era olio extravergine di oliva (EVO), mentre in realtà era olio vergine, ottenuto da olive difettose acquistate all’estero (in un periodo in cui la produzione italiana era particolarmente ridotta a causa della crisi provocata dalla xylella, un batterio responsabile del disseccamento delle piante di olivo). Le indagini sono durate mesi, e nei prossimi giorni è attesa la sentenza dei giudici.

Prime condanne per l’olio EVO falso.

Aggiornamento del 22-06-2016: È stata comminata la prima condanna nell’indagine dell’olio extra vergine di oliva “falso”. La catena distributiva LIDL, che vendeva l’olio Primadonna risultato poi solo “olio vergine” (e non extravergine) è stata condannata a pagare una multa di 550 mila euro per pratica commerciale scorretta. L’inchiesta, nata nel maggio 2015, hai coinvolto di versi marchi (Carapelli, Sasso, Bertolli, Santa Sabina, Coricelli, Primadonna – distribuito da Lidl –  e Antica Badia – distribuito da Eurospin).

Nella sentenza si legge che

“L’indicazione dell’appartenenza dell’olio alla categoria extravergine quando, in realtà, lo stesso presenta le caratteristiche di un olio vergine, risulta contraria alla diligenza professionale ed idonea a falsare il comportamento economico del consumatore medio che essa raggiunge e costituisce, pertanto una pratica ingannevole”.

Una condanna molto pesante rispetto ad altre violazioni simili. I giudici hanno tenuto conto del fatturato dell’azienda, dell’ampia distribuzione del prodotto ma, soprattutto, del fatto che la violazione era ancora in atto e perdurava da diverso tempo. Si legge infatti che “la pratica commerciale è stata posta in essere dal 16 giugno 2015 ed è ancora in corso”.

Per le stesse motivazioni anche è stata inflitta una multa da 300mila euro alla società spagnola Deoleo, proprietaria dei Marchi BertolliSasso Carapelli, rispettivamente per i prodotti Bertolli gentileSasso classico e Carapelli il frantolio.

Non rimane che attendere le sentenze relative agli altri marchi coinvolti.

 

Sonia Milan

Formatrice, consulente di comunicazione digitale, copywriter, storyteller e blogger.

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2 Commenti

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    giuseppe luglio 12, 2016

    ho letto del falso olio evo Primadonna venduto dalla lidl, di cui sono affezionato e felice cliente. come è possibile che ancora è in vendita sugli scaffali con la dicitura extravergine ?
    che poi, se dicessero che è olio vergine, e se al sapore e all’olfatto ci soddisfa, quale sarebbe il problema? verrebbe comprato ugualmente.
    La cosa che mi aveva insospettito e che, ultimamente, il prezzo dell’olio extravergine è quasi uguale a quello del vergine.
    saluti a tutti

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      Sonia Milan luglio 12, 2016

      Ciao Giuseppe, hai ragione. Si tratta di una questione di correttezza, non di salute. Se un cliente apprezza un olio vergine, lo acquisterà, senza la necessità di ingannarlo con etichette scorrette.
      Per quanto riguarda l’olio Primadonna, ho da poco aggiornato l’articolo: LIDL è appena stata condannata ad una multa pesantissima, anche in virtù del fatto che hanno continuato a vendere l’olio “falso” mentre c’erano le indagini in corso.
      Speriamo che in futuro le aziende pongano in essere condotte più corrette.

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