Olio di colza nell’alimentazione: fa bene o male?

L'olio di colza viene usato prevalentemente come lubrificante industriale, ma recentemente sta sostituendo l'olio di palma nell'industria alimentare. Farà male? Scopriamolo in questo articolo.

olio di colza

L’olio di colza si ricava dai semi del frutto dalla pianta della colza, un arbusto diffuso in Cina, Giappone, India, Pakistan, Bangladesh, Australia, Canada e in alcuni Paesi dell’Europa centrale (soprattutto Francia e Germania). In Italia non è molto diffusa e la sua presenza è limitata alle regioni settentrionali.

Olio di colza: le proprietà

L’olio che si ricava dalla colza viene usato prevalentemente come lubrificante a livello industriale e in misura minore nell’alimentazione umana, soprattutto a causa della grande quantità di acido erucico in esso contenuto. L’acido erucico, un lipide considerato cardiotossico, ha effetti negativi sulla crescita, sul fegato e sul cuore tanto che per legge detta sostanza non può superare il 5% del totale degli acidi grassi negli oli di semi vari e nelle margarine.

L’olio di colza non è un olio spremuto a freddo (come l’olio EVO o altri olii di semi) e si ottiene tramite processi di raffinazione che prevedono l’impiego di calore e solventi.

L’olio di colza fa male?

Considerato il difficile utilizzo dell’olio di colza nell’alimentazione umana, in Canada è iniziata da diversi anni la produzione di una nuova versione dell’olio di colza, il canola oil, proveniente dalla varietà di colza denominata Canadian Brassica, un olio di colza con una percentuale minore di acido erucico (il termine canola deriva dalle iniziali di “Canadian Oil Low Acid”).

Questa versione “alleggerita” dell’olio di colza viene usata nell’industria alimentare, soprattutto in sostituzione dell’olio di palma, ma anche l’olio di canola non sembra essere esente da problematiche: alcune ricerche concludono che l’olio di canola possa causare cancro al polmone, perdita della vista, anemia, disturbi al sistema nervoso centrale, aumento del rischio cardiovascolare.

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Olio di colza per l’alimentazione

All’estero, soprattutto in Francia, Germania e Stati Uniti, il canola oil (o olio di canola) è un olio molto diffuso, ed è possibile trovarlo negli scaffali dei supermercati: viene utilizzato per la preparazione casalinga di torte, biscotti e altri prodotti da forno, è utilizzato nella ristorazione come olio da frittura e viene impiegato all’interno di preparazioni alimentari industriali.

Il consumo di quest’olio viene sostenuto grazie alla pubblicizzazione della sua ricchezza in Omega 3, acidi grassi benefici per la salute. In realtà, come abbiamo visto prima, gli aspetti negativi di quest’olio sono tali da rendere insignificante la salutare presenza di Omega 3 al suo interno.

Olio di colza: dove si trova

Difficilmente troveremo la dicitura “olio di colza” tra gli ingredienti di una preparazione industriale. Sarà più probabile trovate l’indicazione “olio di canola” ma, più in generale, l’olio di colza si troverà sotto la generica dicitura “olii vegetali”. Se vogliamo, quindi, evitarne il consumo, leggiamo attentamente l’etichetta, soprattutto se il prodotto riporta l’assenza di olio di palma (che viene spesso sostituito con olio di colza).

Concludendo: il panorama degli olii vegetali è vasto non esente da luci e ombre. Quando dobbiamo scegliere un olio vegetale, ricordiamoci di acquistare solo olii spremuti a freddo, gli unici che ci garantiscono un prodotto di qualità. L’olio di colza, purtroppo, non è un olio che possa essere spremuto a freddo, ma che subisce lavorazioni aggressive e dannose.

Sonia Milan

Formatrice, consulente di comunicazione digitale, copywriter, storyteller e blogger.

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1 Commento

  1. Avatar
    marco ma ottobre 12, 2016

    BO NON SO SULLA SALUTE COSA FACCIA.
    MA USATO COME GASOLIO AUTO È FORMIDABILE MA ORA CHE ARRIVA IL FREDDO È MEGLIO POCO.

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