Oli a confronto in cucina: come scegliere l’olio migliore

Quale olio è consigliabile portare sulla tua tavola? In questo articolo mettiamo gli oli a confronto per scegliere il più adatto alle tue esigenze.

miglior olio confronto

Negli ultimi anni negli scaffali dei supermercati è notevolmente aumentato il numero di varietà di olio che è possibile acquistare. L’offerta si è talmente diversificata che sta diventando sempre più difficile scegliere l’olio più adatto da mettere a tavola: con questo articolo cercheremo di mettere gli oli a confronto e di fare luce sui benefici e sugli aspetti negativi delle varie tipologia.

Oli a confronto: il contenuto di acidi grassi

La maggior parte degli oli vegetali contengono in prevalenza grassi mono e polinsaturi, e pochi grassi saturi. Gli acidi grassi insaturi sono da preferire decisamente rispetto ai grassi saturi. Gli insaturi, infatti, hanno effetti benefici sulla salute cardiovascolare, mentre gli acidi grassi saturi sono decisamente nocivi. Qual è, pertanto, la composizione dei principali oli che possiamo acquistare per la nostra tavola? Vediamolo in questa tabella.

Oli a confronto: gli acidi grassi
Tipo di olio Saturi/insaturi Tipo di acido grasso
Olio di girasole Insaturi Polinsaturi
Olio di mais Insaturi Polinsaturi
Olio di soia Insaturi Polinsaturi
Olio di arachidi Insaturi 70% Mono e 30% Poli
Olio di semi di colza Insaturi 70% Mono e 30% Poli
Olio di semi di colza e girasole
con molto acido oleico
Insaturi Monoinsaturi
Olio di semi di colza pressato a freddo Insaturi Monoinsaturi
Olio extravergine di oliva Insaturi Monoinsaturi
Olio vergine di oliva Insaturi Monoinsaturi
Olio di oliva Insaturi Monoinsaturi
Olio di semi di lino Insaturi Polinsaturi
Olio di noce Insaturi Polinsaturi
Olio di semi di sesamo Insaturi 60% Mono e 40% Poli
Olio di nocciola Insaturi Monoinsaturi
Olio di palma Saturi Saturi
Olio di cocco Saturi Saturi

Da questa tabella si desume che gli oli di cocco e palma siano i meno salutari. Attenzione però: meno salutari non significa dannosi. Tutti gli oli sono lipidi (cioè grassi) quindi ingerirne alte quantità non è mai salutare per il nostro organismo, a prescindere dal tipo di olio scelto. Resta inteso che gli oli ricchi di acidi grassi saturi si debbano consumare con più moderazione rispetto ad altri.

Oli a confronto: il migliore per la frittura

Un olio di qualità per il suo consumo a crudo (o in cotture a temperature non elevate) spesso non è però il migliore per una frittura. Infatti, per un buona frittura è preferibile utilizzare oli ricchi di acidi grassi monoinsaturi e che abbiano subito processi di raffinazione. In questo modo, la loro stabilità al calore (e il punto di fumo) saranno più alti, e non si degraderanno con l’utilizzo alle alte temperature.

Per una buona frittura, quindi, preferite l’olio di oliva raffinato non vergine, l’olio di arachidi, così come gli oli di colza e girasole, molto oleici, e quindi più stabili, che possono essere riutilizzati più a lungo degli oli ricchi di polinsaturi, come l’olio di mais e di girasole regolare.

Oli a confronto in cucina: come scegliere l'olio miglioreOli a confronto in cucina: come scegliere l’olio migliore http://bit.ly/2dsCUSc via @6sicuro

Caratteristiche per il miglior olio: la pressatura a freddo

Una delle caratteristiche che deve avere un olio per essere consumato a tavola è che si stato spremuto (o pressato) a freddo. Perché è così importante questa caratteristica? Perché la pressatura a freddo ci dà alcune garanzie:

  • la materia prima utilizzata deve essere di ottima qualità: con la pressatura a freddo non intervengono altre lavorazioni che consentano di migliorare il prodotto, pertanto se la materia prima non è buona lo si capisce al primo assaggio;
  • la pressatura a freddo ci dice che il prodotto non ha subito interventi quali l’uso di solventi per l’estrazione, la decolorazione chimica o la deodorazione.

In generale, l’olio extravergine di oliva (EVO), per forgiarsi della denominazione di extravergine, deve essere sempre spremuto e lavorato a freddo. Gli oli di oliva non extravergine e gli oli di semi, invece, sono speso estratti a calda con lunghe e poco salutari lavorazioni. Ecco perché, nel caso in cui si volesse scegliere un olio di semi, è necessario accertarsi che l’estrazione sia avvenuta a freddo. Ricordiamo, infatti, che un buon olio di semi estratto a freddo può arrivare a costare quanto un buon olio extravergine di oliva (EVO).

Oli a confronto: esiste l’olio “leggero”?

Una delle dicerie più diffuse in materia di olio è la credenza che l’olio di semi sia più “leggero” dell’olio di oliva. A causa di questa credenza, molte persone lo scelgono per l’alimentazione di bambini e anziani. In realtà, tutti gli oli sono costituiti di di lipidi (grassi) e hanno tutti la stessa composizione chimica. Non esiste, pertanto, un olio più “leggero” di altri, ma solo oli di buona o cattiva qualità, che siano di semi o di oliva.

Concludendo: l’olio che apporta i maggiori benefici per la salute dell’uomo è l’olio extravergine di oliva, che è sempre da preferire per la nostra alimentazione, soprattutto se usato a crudo. Per la frittura, si possono utilizzare oli diversi, che hanno un punto di fumo più alto e corrono meno rischi di subire la degradazione. In ogni caso, qualunque sia la nostra scelta, per il consumo a crudo ricordiamoci di scegliere solo oli spremuti a freddo. Più costosi di altri, ma decisamente più salutari per i consumatori.

Sonia Milan

Formatrice, consulente di comunicazione digitale, copywriter, storyteller e blogger.

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3 Commenti

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    Emiliano Alberici ottobre 31, 2016

    Scusate, am dite che per la frittura è preferibile l’olio di oliva raffinato non vergine. Ma nella tabella avete inserito L’olio di oliva vergine ed extravergine come moninsaturi. Nonostante questo non sono quindi da utilizzare? Inoltre l’olio di oliva raffinato non vergine quale sarebbe? Quello che nella tabella descrivete come “Olio di Oliva”? Grazie

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    Emiliano ottobre 31, 2016

    Un’altra domanda: in questo articolo dite che gli olii adatti alla frittura sono, oltre all’olio di oliva raffinato e non vergine, l’olio di arachidi e quello di colza e girasole perchè sufficientemente monoinsaturi. Però in questo articolo http://www.6sicuro.it/cucina/olio-di-semi consigliate l’olio di girasole per la frittura e non dite nulla per l’olio di arachidi. Inoltre in quest’articolo http://www.6sicuro.it/cucina/olio-di-colza sconsigliate vivamente l’olio di colza.
    Perchè allora queste notizie apparentemente discordanti?
    Grazie

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    IO novembre 04, 2016

    Incredibile, abbiamo scoperto quello che si sa da sempre. Quello che sapevano le nostre nonne, le nostre bisnonne, l’intero popolo di area mediterranea dagli antichi greci.
    Il prossimo passo: burro e uova. Stai a vedere che non sono per niente dei veleni? Stai a vedere che, come si fa da 3.000 anni, si possono mangiare? Evvai con i premi Nobel.

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