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Orto sul balcone: suggerimenti e novità

Orti in casa

Coltivare l’orto sul balcone non è più una moda, ma un nuovo stile di vita: in parte a causa della crisi, un po’ per la maggiore attenzione a ciò che mangiamo, i “contadini” italiani sono ormai numerosi. Un hobby per risparmiare e combattere lo stress, che per molti è diventato addirittura un vero e proprio lavoro: non si contano le start-up agricole nate negli ultimi anni.

Organizzare un orto sul balcone/terrazzo di casa non è impossibile: bisogna solo ricordare che gli ortaggi hanno bisogno di luce e la soluzione migliore sarebbe quella di trovare un angolo orientato a sud-est, che assicuri una buona illuminazione al mattino. L’alternativa è quella di spostare le piantine nelle zone più soleggiate (almeno un paio di volte al giorno).

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Orto sul balcone e non solo: ecco le novità

In mancanza di balconi, basta sfruttare il tetto: il progetto OrtiAlti (impresa sociale di recentissima formazione) si propone proprio questo obiettivo. In particolare: “realizza e gestisce orti sui tetti piani di edifici di vario genere (scuole, biblioteche, condomini, edifici per uffici, edifici produttivi, supermercati), tramite il coinvolgimento diretto delle comunità che li abitano o li utilizzano”. Un sistema che, tra l’altro, consente di proteggere i palazzi dal freddo e dal caldo, con un risparmio energetico che può arrivare al 30%.

E se, invece,  il balcone c’è, ma è molto piccolo e permette solo di affacciarsi, ma non di poggiare vasi? No problem, la soluzione è l’orto in verticale: esistono in commercio contenitori specifici da applicare sulle ringhiere, in geotessuto 100% riciclabile e con due o tre tasche capienti, per coltivare verdure di diverso tipo, anche dalle profonde radici. In pratica s’inserisce il terriccio e si scelgono gli esemplari da piantare. Un’idea sicuramente utile per chi desidera avere erbe aromatiche a portata di mano senza occupare l’area calpestabile del balcone (spesso davvero esigua o addirittura inesistente).

Altre soluzioni per spazi micro? Le Grown Bottle per coltivare basilico (basta aprirle, lasciarle al sole e innaffiarle di tanto in tanto), riutilizzabili, dopo un risciacquo, con altri semi.

Per tutti i digital addicted ricordiamo l’esistenza di Grown the Planet, il sito creato appositamente per realizzare un orto fai-da-te. Grazie a un sistema di geolocalizzazione, è possibile entrare in contatto con altri coltivatori in un raggio di circa 30 Km, costruire relazioni (come un qualsiasi altro social network) e scambiarsi frutta e verdura del proprio balcone. In questo modo si risparmia e si ha la certezza di mangiare prodotti a Km zero. Inoltre, esiste la possibilità di scambiare i semi e organizzare veri e propri gruppi di coltivazione.

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Vivi sostenibile, coltiva un orto in casa! http://bit.ly/1qYUVCG @6sicuro

Orto in casa: potrebbe essere a rischio?

Una notizia rimbalzata in Rete negli ultimi giorni ha creato un certo allarme tra i piccoli orticoltori, ma si tratta di un discorso già sentito e riguarda una proposta, presentata il 6 maggio 2013 dalla Commissione Europea,  relativa a nuove regole sul commercio dei semi: il titolo, in breve, è “Plant Reproductive Material Law”.

Ancora oggi, il timore generale è quello di ritrovarsi un orto illegale in casa, con conseguente blocco degli scambi di sementi tra i piccoli coltivatori. Si tratta di una paura giustificata?
In verità, no. La proposta avanzata dalla Commissione Europea, infatti, si rivolge unicamente a tutti coloro che si occupano di agricoltura a livello professionale, al fine di tutelare qualità e sicurezza nella coltivazione dei prodotti destinati all’alimentazione.

Il campo di applicazione riguarda:

  • La produzione ai fini della messa a disposizione sul mercato di materiale riproduttivo vegetale
  •  La messa a disposizione sul mercato di materiale riproduttivo vegetale

Di conseguenza, i coltivatori privati che gestiscono un orto per la propria alimentazione personale, possono stare tranquilli.

La dimostrazione è rintracciabile all’art.2 del regolamento in versione italiana (punto d):

Articolo 2
Esclusioni

Il presente regolamento non si applica al materiale riproduttivo vegetale:

  • a) destinato esclusivamente a scopi sperimentali o scientifici
  • b) destinato esclusivamente a fini di selezione
  • c) destinato esclusivamente a, e mantenuto da, banche genetiche, organizzazioni e reti di conservazione di risorse genetiche oppure persone appartenenti a tali organizzazioni o reti
  • d) scambiato in natura tra persone diverse dagli operatori professionali
Chiara Casablanca

Sono una comunicatrice sociale, copywriter e digital PR freelance. Studio strategie, scrivo, promuovo, creo iniziative di sensibilizzazione e workshop per aziende, professionisti, organizzazioni non profit.

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1 Commento

  1. Avatar
    vito mecca luglio 19, 2015

    Da molto tempo mi diverto a coltivare sul balcone varie spezie con grande soddisfazione: Vedere crescere e maturare ed utilizzare in cucima basilico.origano.menta.peperoncino mi fanno sentire positivo e propositivo nel senso che con piccola predisposizione si ottemgono grandi soddisfazioni.

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