Navigatore GPS o Waze Social?

Confronto Navigatore GPS e Waze

Quando si parla di confronti, vengono alla mente migliaia di comparazioni interessanti e curiose. Sul confronto ad esempio basiamo le nostre scelte di acquisto e si fanno ricerche di mercato, dal momento che l’economia stessa è spinta dalla competizione, intesa come forma di visione comparativa.
In base a come interpretiamo un prodotto rispetto ad un altro (oggettivamente o meno) lo compriamo oppure no, lo consigliamo oppure no, lo regaliamo oppure no.
Ora che siamo in estate ci sono cose che saltano all’occhio in maniera più palese rispetto ad altri periodi dell’anno: ci sono infatti oggetti che per le ferie diventano, almeno in parte, il centro delle nostre vite.
Prendiamo ad esempio i navigatori satellitari: da loro dipendono ormai gran parte dei nostri spostamenti fuori porta e sempre da loro, di conseguenza, dipende la nostra sanità mentale durante le vacanze con la nostra famiglia.
I navigatori che tutti possiedono sono sostanzialmente di due tipi, ovvero quelli “classici” da automobile e quelli integrati nel cellulare.
Quali sono i migliori? I primi in quanto “nativi” oppure i secondi, più performanti e costantemente aggiornati?

Facciamo un esempio pratico: io ho un Garmin Nuvi 2595 LM di ultima generazione. Ottima macchina con caratteristiche davvero peculiari. Un grande diplay a 5” lo rendere ottimamente visibile da ogni posizione e l’angolazione di visuale non è mai un problema, con o senza il sole, inoltre può essere anche facilmente orientato in verticale.
Il gingillo in questione integra la mappa di 45 Paesi europei con un abbonamento particolare, che permette 4 aggiornamenti all’anno per la tutta la durata del dispositivo stesso. Di fatto, possiamo usarlo per sempre e averlo sempre aggiornato.
Non manca ovviamente il Bluetooth integrato per interfacciare il Nuvi 2595LM con lo smartphone e ricevere chiamate in viva-voce. Molto interessante anche la tecnologia di assistenza alla guida come le “figure a vista” degli svincoli: in pratica il navigatore sdoppia l’immagine in vicinanza di un bivio e mostra “la foto” dello svincolo che dobbiamo seguire, con immagini foto-realistiche, per far si che non si possa assolutamente sbagliare uscita, a meno di non essersi addormentati. Ma lì il problema sarebbe un altro…
Inutile dire che il suddetto navigatore ti porta a destinazione senza problemi, che i tempi di percorrenza calcolati sono incredibilmente vicini alla realtà e che se si ricerca un dispositivo “accendi e vai”, un navigatore di questo tipo è il top.
Unico vero neo: la parte software di interfaccia tra il Web e il navigatore stesso, spesso poco chiara o farraginosa.

Dall’altra parte abbiamo Waze, il software di navigazione che tutti conosciamo e che, a differenza di quello di cui abbiamo appena parlato, è appunto un software che va installato su un qualunque dispositivo iPhone o Android.
Di fatto si tratta del primo “navigatore social” che basa la propria peculiarità proprio sulla socialità dell’applicazione e sul fatto che il telefono sta sempre nella tasca delle persone.
In pratica funziona in questo modo: una volta fatta partire l’app sullo smartphone, la stessa si collega con tutte le altre app aperte negli smatphone delle persone vicino a noi, sulla rete stradale.
In questo modo non solo siamo in grado di andare da un punto A a un punto B come se avessimo un qualsiasi altro navigatore, ma possiamo anche sapere se sulla strada che abbiamo scelto c’è traffico o meno. E quanto scorrevole, dettaglio non di poco conto. L’app infatti da la possibilità di segnalare rallentamenti, code, lavori, incidenti e ogni cosa che possa essere un rallentamento stradale, dandoci la possibilità di sapere quale strada scegliere non in base alla distanza dal suddetto punto B ma del tempo per raggiungerlo.
E’ sufficiente segnalare con un pulsante la presenza di una coda per incidente sul nostro smartphone che tutti gli altri nelle vicinanze saranno avvisati: un gran numero di segnalazioni danno il metro oggettivo del rallentamento. In fondo, se siamo fermi in coda, non ci costa nulla premere il bottone per avvisare gli altri di non avventurarsi sulla nostra stessa strada.

A questo punto, quale scegliere?
Waze è gratuito e può essere installato su un qualsiasi smartphone, ma la spesa a questo punto è quella dello smartphone. Il Garmin costa ma è un pezzo di hardware che se tutto va come deve andare, aggiornamenti inclusi, durerà diversi anni.
C’è da sottolineare anche che vari aspetti della performance di Waze dipendono da quale supporto utilizziamo: chiaro che un Android di ultima generazione andrà meglio che non uno smartphone da 100 euro.
Waze è completo di socialità, ma proprio questa caratteeristica rende il suo utilizzo più complesso di un navigatore tradizionale: il Garmin lo accendi, punti e vai. Waze lo accendi, non è in italiano ed è certamente meno intuitivo di un navigatore tradizionale, se non altro per l’elevato numero di funzioni aggiuntive che lo contraddistingue.

Insomma, io li ho entrambi e da molto tempo li uso entrambi, ma devo dire che la soluzione più veloce, comoda e semplice è, a mio avviso, l’uso del navigatore tradizionale.
Il supporto da parabrezza per il telefono non tutti ce l’hanno ed è un’ulteriore spesa da considerare, il cellulare non si vede bene contro sole quanto un navigatore, e la chiarezza delle mappe di quest’ultimo (nato per quello specifico scopo) è difficilmente eguagliabile da uno smartphone.
Devo anche dire, di contro, che spesso mi capita di accendere il Garmin, puntarlo, partire e poi accendere Waze per capire se la strada che sto facendo è o meno un inferno di auto in coda.
Abbiamo in definitiva due prodotti che fanno la stessa cosa, con risultati simili ma che sono sostanzialmente diversi: uno è un software puro e l’altro è un software installato su dell’hardware definito, che lo connota particolarmente.
Il Waze, per essere completo, dovrebbe essere installato su di un Garmin, o un Tom Tom… ma questa è un’altra storia 😉

Rudy Bandiera

Giornalista e consulente in ambito Web, docente di “online marketing e comunicazione Web” presso master universitari e aziende. Fondatore ed amministratore delegato di NetPropaganda, una “social media agency” che si occupa di Web e di comunicazione non convenzionale.

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