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Certificazione energetica casa

Nuove norme in materia di “certificazione energetica”. Il decreto legislativo n. 192 del 19 agosto 2005 è stato completamente rinnovato con  la conversione in legge del D.L. 63/2013: tra gli obiettivi della  Legge 90/2013entrata in vigore il 4 agosto, c’è quello di migliorare le prestazioni energetiche degli edifici, oltre a favorire lo sviluppo, la valorizzazione e l’integrazione delle fonti rinnovabili all’interno dei medesimi. Verifichiamo insieme le principali modifiche e i criteri di valutazione della classe energetica.

Il nuovo Attestato di Prestazione Energetica (APE)

Ecco la prima novità: l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) sostituisce l’Attestato di Certificazione Energetica (ACE). Tale documento (che dovrà essere rilasciato da esperti qualificati e indipendenti), ha lo scopo di attestare il livello di prestazione energetica di un edificio, fornendo anche raccomandazioni utili per accrescerne l’efficacia.
L’APE  interessa numerose tipologie di edifici ed è obbligatorio nei seguenti casi:

  • Nuove costruzioni
  • Importanti interventi di ristrutturazione
  • Locazione e compravendita
  • Richiesta di incentivi statali o regionali

Tale obbligo viene meno se è già disponibile un attestato in corso di validità, rilasciato conformemente alla direttiva 2002/91/CE.

Secondo il nuovo provvedimento, gli edifici di nuova costruzione e quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti, devono essere dotati di un Attestato di Prestazione Energetica prima del rilascio del Certificato di Agibilità: il documento dev’essere rilasciato dal costruttore se si tratta di un nuovo edificio, oppure dal proprietario dell’immobile se si tratta di edifici esistenti.

La validità temporale massima dell’APE è di 10 anni a partire dal suo rilascio e il documento dev’essere aggiornato:

a ogni intervento di ristrutturazione o riqualificazione che modifichi la classe energetica dell’edificio o dell’unità immobiliare” (art.6, comma 5)
Importante, inoltre, è  il nuovo comma 3-bis (art.6): “L’attestato di prestazione energetica deve essere allegato al contratto di vendita, agli atti di trasferimento di immobili a titolo gratuito o ai nuovi contratti di locazione, pena la nullità degli stessi contratti.”

Detrazioni: cosa propone la Legge 90/2013?

Rispetto al D.L. 63/2013, la Legge 90/2013  presenta alcune novità e definisce meglio alcuni punti. Rimangono confermate le proroghe al 31 dicembre 2013 delle detrazioni del 65% per interventi di riqualificazione energetica degli edifici e delle detrazioni del 50% relative a ristrutturazioni importanti.

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La Legge 90/2013 conferma detrazioni del 65% per la riqualificazione energetica: http://bit.ly/19WwuyX via @6sicuro

La detrazione del 50% è anche estesa all’acquisto di mobili ed elettrodomestici destinati all’immobile oggetto di ristrutturazione (c.d. Bonus Mobili): in particolare, per le ristrutturazioni edilizie il tetto massimo di spesa è di 96.000 euro, per l’acquisto di mobili è di 10.000.
In entrambi i casi, il 50% previsto è detraibile in 10 anni e i beneficiari sono coloro che hanno sostenuto tali spese a partire dal mese di giugno 2012. Sono ammessi agli incentivi anche interventi destinati a migliorare l’efficienza idrica e le spese per l’installazione di pompe di calore, impianti geotermici a bassa entalpia e scalda-acqua a pompa di calore (prima esclusi).

Classe energetica: nuovi parametri per definire l’efficienza

La certificazione energetica è utile a determinare il valore di un immobile e permette di assicurare casa dal rischio di spese future improvvise, perché si è in grado di capire subito quali interventi siano necessari per migliorare l’efficienza complessiva e ridurre i costi delle bollette gas e luce.

Seguendo i valori della scala energetica che, da un punto di vista puramente grafico, somiglia a quella visibile sulle etichette di frigoriferi e lavatrici, si è sempre stabilito il consumo di un immobile associandolo ad una classe di riferimento: dalla G (la peggiore) fino alla A+ (più efficiente).
La tabella in questione, infatti,  indica  il consumo annuo in Kwh/mq per ogni classe energetica (necessario per riscaldare o raffreddare un fabbricato), delineando quindi l’IPE (Indice di Prestazione Energetica). Normalmente, per calcolare la spesa energetica annua si moltiplicava il consumo totale per il costo di un Kwh che, in regime di maggior tutela, varia in media da 0,20 €/kWh a 0,40 €/kWh (tenendo conto anche degli scaglioni di prezzo e della potenza impegnata).

Definire il costo di un kWh nel mercato libero è difficile, perché le offerte sono numerose e in continuo aggiornamento. Proviamo comunque a fare un esempio. Per ottenere la spesa energetica annua si moltiplica il consumo totale per il costo di un chilowattora: quindi, per un appartamento di 100 mq classe A, con un consumo totale di 3.400 Kwh, la spesa annua è di 680 € (supponendo un costo medio per Kwh di 0,20 €).

Con l’avvio della nuova normativa e con il passaggio dall’ACE all’APE, la certificazione energetica sarà realizzata con nuove metodologie di calcolo e i decreti attuativi che le definiranno saranno emanati entro 180 giorni dall’entrata in vigore della Legge stessa.

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Dall’ACE all’APE: nuove metodologie di calcolo in arrivo: http://bit.ly/19WwuyX via @6sicuro

 

 

Chiara Casablanca

Sono una comunicatrice sociale, copywriter e digital PR freelance. Studio strategie, scrivo, promuovo, creo iniziative di sensibilizzazione e workshop per aziende, professionisti, organizzazioni non profit.

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