Aprire la partita IVA: costo e calcolo

Hai superato il limite dei 5.000 euro per le prestazioni occasionali (i lavori in ritenuta d’acconto) e devi aprire la partita IVA? Ecco un percorso per capire come cominciare.

Partita IVA

In questa sede ci occuperemo dell’apertura della partita IVA di un singolo individuo, mentre non parleremo di società, per le quali oltre a quanto descritto di seguito sarà necessari l’intervento del notaio e una serie di adempimenti aggiuntivi.

Libero professionista o ditta individuale?

Innanzitutto bisogna stabilire se l’attività è di tipo professionale oppure è necessario aprire una ditta. Se mi occupo di consulenza aziendale sono un professionista; se invece intendo produrre pane sono un artigiano e dovrò aprire una ditta. La differenza è rilevante poiché comporta degli adempimenti in più per chi deve aprire la partita IVA come ditta individuale.

Tutto gira intorno ai codici ATECO: si tratta della classificazione delle attività economiche adottata dall’ISTAT. Ogni attività (o quasi) ha un codice proprio e l’elenco completo è consultabile qui. Ad esempio al codice 02.20.00 corrisponde l’attività di “abbattimento di alberi e foreste”, ma magari non fa al caso nostro.
Vediamo dunque quali sono le differenze, in termini di avvio attività, tra liberi professionisti e ditte individuali.

Libero professionista

I liberi professionisti, al momento dell’apertura della partita IVA, devono provvedere a presentare il modello di inizio attività all’Agenzia delle Entrate, modello AA9, ed iscriversi alla Gestione Separata INPS, a meno che non vadano a svolgere una professione con previdenza professionale indipendente, come può essere l’INPGI per i giornalisti.

Bisognerà dunque compilare un apposito modello, consegnarlo direttamente all’Agenzia delle Entrate (anche a mezzo raccomandata oppure direttamente attraverso i servizi online della stessa) e iscriversi all’INPS, cosa che è possibile fare anche telefonicamente oltre che nelle modalità sopra descritte per il modello di inizio attività.

Ditta individuale

Le ditte individuali, oltre agli adempimenti sopra citati per i professionisti, sono tenute all’iscrizione presso il Registro delle Imprese, tenuto nelle Camere di Commercio. Nel 2010, al fine di semplificare le operazioni di avvio delle attività, è stato predisposta la Comunicazione Unica che attraverso la sua compilazione consente di:

  • richiedere il codice fiscale e la partita IVA;
  • aprire la posizione assicurativa presso l’INAIL;
  • chiedere l’iscrizione all’INPS dei dipendenti o dei lavoratori autonomi;
  • chiedere l’iscrizione al Registro delle Imprese tenuto dalle Camere di Commercio.

La Comunicazione Unica può essere trasmessa esclusivamente in via telematica attraverso i software messi a disposizione dalle Camere di Commercio.

Regimi fiscali

Una volta scelto il proprio codice ATECO, definita la propria attività tra professionale ed imprenditoriale, occorre decidere quale regime fiscale applicare. L’Italia non è propriamente la patria delle semplificazione, dunque anche in questo caso ci si ritrova un ventaglio di scelte che spesso richiede anche delle articolate valutazioni sulla convenienza di scegliere un regime anziché un altro. Vediamo quali sono i regimi fiscali a disposizione di chi inizia disponibili al momento in cui si redige questo articolo.

Partita IVA: regime forfettario agevolato

Il regime forfettario agevolato è stato istituito dalla Legge di Stabilità 2016. Innanzitutto per rientrare in tale regime bisogna rispettare dei limiti reddituali che differiscono a seconda dell’attività svolta:

  • 30mila euro per professionisti, artigiani e imprese;
  • 50mila euro per commercianti, alberghi e ristoranti;
  • 40mila euro per ambulanti di alimentari e bevande;
  • 30mila euro per ambulanti di altri prodotti.

Questo particolare regime fiscale comporta una determinazione del reddito imponibile in maniera forfettaria, appunto (non è quindi necessario scaricare alcun costo, in quanto l’imponibile sarà una mera percentuale del fatturato) e un’imposta sostitutiva pari al 15% dell’imponibile stesso.

Se si rientra nei limiti di reddito sopra enunciato è possibile passare dal regime ordinario al regime forfettario, semplicemente comunicando la propria volontà attraverso la prima dichiarazione IVA presentata successivamente alla propria scelta.

E i vecchi contribuenti minimi? Chi ad oggi si avvale dei vecchi Minimi potrà proseguire con l’imposizione al 5% fino al quinto anno dopo l’apertura dell’attività oppure fino al compimento del 35° anno di età.

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Partita IVA: regime forfettario per startup

Il regime forfettario è ancora più vantaggioso per chi apre una nuova partita IVA. In questo caso infatti l’imposta sostitutiva scende dal 15 al 5%.

Per poter usufruire di questa ulteriore agevolazione il reddito imponibile dovrà essere inferiore a 30mila, Si precisa inoltre che l’aliquota agevolata opererà per soli 5 anni indipendentemente dall’età anagrafica del soggetto titolare di partita IVA. Terminati i 5 anni, se si rimane entro i limiti di reddito elencati nel paragrafo precedente, si passerà all’aliquota del 15%.

Partita IVA: Regime Ordinario

Se chi intende aprire la partita IVA non rispetta le caratteristiche dei regimi agevolati di cui sopra, occorrerà utilizzare il regime che chiameremo ordinario. Il che comporta:

  • liquidazioni e versamenti IVA (nei regimi dei minimi non si è soggetti IVA);
    tenuta dei registri contabili;
  • assoggettamento agli Studi di Settore;
  • imposizione fiscale ordinaria, dunque IRPEF progressiva per scaglioni;
  • possibilità di assumere dei dipendenti e/o di avvalersi liberamente di collaboratori;
  • nessun limite ai ricavi;
  • nessun limite alle esportazioni.

Lavoro autonomo e dipendente insieme

A questo punto potrebbe sorgere una domanda: ma se sono un lavoratore dipendente e volessi aprire la partita IVA per svolgere una seconda attività in proprio? In questo caso la prima risposta, che è valida per tutti, è regime ordinario.

Nel caso in cui si valuti invece il regime forfettario, occorre sapere che non possono avvalersi di tale regime coloro che abbiano conseguito, nell’anno antecedente a quello in cui intendono esercitare questa opzione, redditi di lavoro dipendente o assimilato, eccedenti la soglia di 30 mila euro.

Gestioni INPS

Doveroso un accenno alle gestioni INPS, soprattutto per capire in che modo le aliquote contributive incidono sul reddito da lavoro autonomo. Ecco quali sono le aliquote e i contributi fissi da versare, ad oggi:

  • Artigiani. Contributi fissi annui pari a 3.591,59 euro, più il 23,10% della quota che eccede il reddito minimo, fissato a 15.548 euro.
  • Commercianti. Contributi fissi annui pari a 3.605,58 euro, più il 23,19% della quota che eccede il reddito minimo, fissato a 15.548 euro.
  • Gestione separata. Aliquota per il 2016 confermata al 27%, ma destinata a salire nei prossimi anni come per le gestioni di cui sopra.

Gli artigiani e i commercianti che accedono al regime forfettario verseranno i contributi fissi sul minimale ridotti del 35%.
È comunque evidente che sul fronte contributivo la situazione è ancora più fluida che su quello fiscale, se possibile.

Partita IVA: imposizione fiscale

Come descritto sopra, i titolari di Partita IVA pagano l’IRPEF. Sappiamo che i forfettari verseranno il 15% del proprio reddito determinato con un coefficiente di redditività applicato al fatturato. Per gli ordinari, invece, ci sono le aliquote IRPEF progressive per scaglioni:

  • 23% per i redditi fino a 15.000 euro;
  • 27% per la parte di reddito che va da 15.001 a 28.000 euro;
  • 38% per la parte tra 28.001 e 55.000 euro;
  • 41% per la parte tra 55.001 e 75.000 euro;
  • 43% per la parte di reddito superiore a 75.000 euro.

Facciamo un esempio. Per un reddito di 78.000 euro pagheremo (valori arrotondati all’unità di euro): 3.450 euro per il primo scaglione, 3.510 per il secondo scaglione, 10.260 per il terzo scaglione, 8.200 euro per il quarto scaglione, 1.290 euro per il quarto scaglione, per un totale di 26.710 euro (all’incirca il 34% del reddito).

Partita IVA costi deducibili

Mentre per i fofettari non esistono costi deducibili poiché la base imponibile si determina a forfait moltiplicando i ricavi per un coefficiente, per i possessori di una partita IVA ordinaria bisogna determinare il reddito sottraendo ai ricavi i costi, purché siano deducibili.

I costi sono deducibili se inerenti l’attività svolta. Banalmente se mi occupo di catering potrò scaricare una spesa di tipo alimentare, se invece faccio l’idraulico no. Nel caso in cui si decida di lavorare da casa e si indichi il proprio indirizzo all’apertura della partita IVA, si potrà dedurre, scaricare, il 50% delle spese legate all’abitazione come affitto, riscaldamento, elettricità ecc.

Attenzione alle spese telefoniche e a quelle sostenute per l’automobile. Si tratta delle tipologia di spesa che negli anni hanno maggiormente subito delle modifiche in quanto a deducibilità. Bisognerà verificare di anno in anno quali sono le percentuali deducibili che potrebbero variare anche in base all’attività svolta, e ritorniamo al famigerato codice ATECO.

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Partita IVA comunitaria

L’iva comunitaria è stata introdotta dall’Unione Europea nel 2006 con la direttiva comunitaria numero 112. Il decreto legislativo 2012 n. 78 prevede invece che i titolari di partita IVA all’estero intracomunitaria vengano registrati in archivi creati appositamente per tale scopo.

Nel caso in cui si sappia già in partenza che avverranno acquisti o vendite con altri Paesi UE, si pensi banalmente a chi vende a Google gli spazi pubblicitari sul proprio sito/blog, occorre un’ulteriore operazione: l’iscrizione al VIES, VAT information exchange system, un registro telematico che consente sia agli operatori economici che al Fisco di controllare l’effettiva esistenza e le relative autorizzazioni ad operare di chi vende o compra tra paesi UE.
L’iscrizione avviene automaticamente selezionando la voce “Operazioni Intracomunitarie” nel modello AA9 utilizzato per l’apertura della Partita IVA.

L’avvenuta inclusione può essere verificata già dal giorno stesso in cui si è aperta la partita IVA, è sufficiente collegarsi al sito dell’Agenzia delle Entrate accedendo ai sistemi di interrogazione telematica delle partite IVA comunitarie.
Inoltre all’interno del sito è possibile verificare controlli sulle partite IVA intracomunitarie di cliente o fornitori in modo da essere sicuro che si ha a che fare con un’azienda vera e non si sia in odore di truffa. Come si effettua questo controllo? Basta scegliere lo Stato di interesse, inserire il numero di partita IVA e cliccare invio.

Grazie a questo controllo, è possibile sapere le seguenti informazioni relative allo Stato che si è selezionato:

  • anno di adesione all’Unione Europea;
  • la moneta usata;
  • la situazione del collegamento con il sistema fiscale dello Stato membro scelto.

Il servizio però, non è H24, ma disponibile dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20 e il sabato dalle ore 8 alle 13.

Aprire la Partita IVA: costi

Ma quanto può costare l’apertura della partita IVA? Andiamo da zero, se sei un professionista e procedi autonomamente con le aperture presso l’Agenzia delle Entrate e l’INPS, a un valore variabile a seconda dell’attività svolta se ci si avvale delle prestazioni di un commercialista o di un patronato, soprattutto nel caso tu debba aprire una ditta. Le pratiche riguardanti Agenzia delle Entrate e INPS, infatti, non hanno un costo se non quello da corrispondere al consulente che le sta chiudendo al posto del contribuente.

Se invece bisogna iscrivere la ditta in Camera di Commercio, al costo del consulente vanno aggiunti i diritti camerali (bollo e segreteria) che ad esempio per un’impresa artigiana ammontano a euro 35,50.

Partita IVA: Fai da te?

Come detto ognuna delle attività descritte sopra, dalla scelta del codice ATECO all’individuazione della corretta gestione INPS, possono essere effettuate avvalendosi dei servizi di patronati, professionisti abilitati (quali commercialisti o consulenti del lavoro), oppure in totale autonomia. In teoria ognuno di noi ha gli strumenti per gestire autonomamente la propria attività economica, dalle aperture delle posizioni fiscali e contributive alla contabilità fino alle dichiarazioni dei redditi. Le istituzioni mettono a disposizione dei cittadini dei canali telematici dedicati e gestibili attraverso PIN personali e/o smart card, se parliamo di Registro Imprese.

Chi scrive però consiglia caldamente di valutare, alla luce della complessità delle normative italiane, se valga la pena di risparmiare sui costi da destinare alla consulenza amministrativa per poi usare molte, troppe ore del proprio lavoro per rincorrere le normative, gli aggiornamenti dei software fiscali e gli eventuali richiami dell’amministrazione finanziaria.
Insomma, sulla carta si può fare tutto da soli ma conviene valutarne bene la convenienza. Si tratta comunque di un esercizio molto utile per chi ha deciso di mettersi in proprio: stabilire quali attività internalizzare e quali no dimostra già da subito un’attitudine imprenditoriale.

Disclaimer: la materia trattata in questo articolo è decisamente ampia e non vi è alcuna pretesa di completezza dal momento che ogni singolo punto è oggetto di interpretazioni dottrinali e giurisprudenziali. Si consiglia pertanto di rivolgersi comunque agli Enti di riferimento, ai patronati o ai professionisti abilitati, per poter prendere le proprie decisioni nella maggior consapevolezza possibile.

Michela Calculli

Dagli studi professionali tra Milano e Torino al blog personale, passando per un'esperienza televisiva che ha segnato la svolta. Tre grandi passioni: la scrittura, il fisco, la semplicità. Sempre in equilibrio tra famiglia e professione tra comunicazione e aggiornamento fiscale.

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60 Commenti

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    Federica giugno 22, 2015

    Buona sera, vorrei sapere cosa succede se supero la soglia dei compensi di 30.000 euro previsti nel regime dei mini con aliquota al 5%. Posso passare al regime forfettario o devo optare per forza per il regime ordinario?
    Grazie

    Rispondi
    • Avatar
      Michela Calculli novembre 02, 2015

      Ciao Federica,
      dipende dal tuo codice attività, il forfettario ha soglie più basse in alcuni casi e più alte in altri casi.

      Rispondi
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    Rossana ottobre 02, 2015

    Buona sera. È possibile passare dal regime ordinario a quello di regime dei minimi?
    Purtroppo per mia ignoranza e per mano del commercialista ho aperto una partita iva ordinaria. Ad oggi un disastro… Perennemente in perdita senza arrivare al guadagno minimo stabilito dal regime ordinario di 35000 euro.

    Rispondi
    • Avatar
      Michela Calculli novembre 02, 2015

      Ciao Rossana,
      il mio consiglio è quello di cercare un nuovo commercialista e valutare bene la tua situazione.

      Rispondi
      • Avatar
        davide giugno 03, 2016

        Buonasera Michela,
        sono Davide Quatrana, vorrei sapere che tipo di partita iva devo aprire per lavorare come venditore per una società che esporta nel Regno Unito e Galles.
        Grazie.
        Cordialmente
        Davide

        Rispondi
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    Vincenzo Boffa ottobre 08, 2015

    Buongiorno

    una domanda rapida ..ho 41 anni ,quindi non posso accedere al regime dei minimi;aprendo una partita IVA fatturadno 43.000 euro annuali , quale tassazioen avrei ;suppongo altissima , ma vorrei una breve conferma

    Grazie ,
    Vincenzo

    Rispondi
    • Avatar
      Michela Calculli novembre 02, 2015

      Ciao Vincenzo,
      pagheresti l’IRPEF ordinaria progressiva per scaglioni. Ma non ho gli elementi per effettuare una stima.

      Rispondi
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    arelys ottobre 10, 2015

    Anche io come Rossana di cui sopra vorrei sapere se È possibile passare dal regime ordinario a quello di regime dei minimi?
    Purtroppo per mia ignoranza e per mano del commercialista ho aperto una partita iva ordinaria.
    Grazie
    Arelys

    Rispondi
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    Michela Calculli novembre 02, 2015

    Ciao Arelys,
    sì il passaggio è possibile ma come per Rossana il mio consiglio è quello di rivolgerti comunque ad un commercialista.

    Rispondi
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    anna maria novembre 03, 2015

    salve mio marito è in mobilità fino al 31 dicembre, vorrebbe aprire una partita iva per svolgere l’attività di giardiniere, premettendo che siamo ignoranti in materia fiscale, in base alle nuove agevolazioni conviene aprirla entro fine anno o inizio 2016??Soprattutto ai fini pensionistici!! Comunque non fatturerebbe più di 15.000 euro. grazie

    Rispondi
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      Michela Calculli gennaio 13, 2016

      Ciao Anna,
      se tuo marito apre la partita IVA entrerà comunque nel regime agevolato.

      Rispondi
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    Riccardo novembre 05, 2015

    Salve sto frequentando un corso di Tecnico informatico che mi rilascia una qualifica di ADDETTO ALLA GESTIONE E Manutenzione DI SISTEMI Informatici. Vorrei lavorare in uno spazio che ho a casa… Avete qualche consiglio oppure sapete come impostare la cosa?

    Rispondi
    • Avatar
      Michela Calculli gennaio 13, 2016

      Ciao Riccardo,
      il mio consiglio è quello di farti assistere da un buon commercialista in modo da partire con il piede giusto.

      Rispondi
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    franca novembre 06, 2015

    Buonasera,
    sono psicologa e al momento lavoro con prestazione occasionale. Oltre a ciò, fino a poco tempo fa ero dipendente (ma come educatrice) e al momento ho un contratto di tipo co.co.co, sempre come educatrice. A dicembre 2014 ho inoltre chiuso una sas di cui ero socia ma che si occupava di tutt’altro campo (manutenzione).
    Vorrei sapere se posso aprire p.iva con regime dei minimi (ho 30 anni) e se, in ogni caso, mi conviene aspettare gennaio per aprire p.iva. Grazie

    Rispondi
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    Alessandro novembre 08, 2015

    Gent.ma Dottoressa, mi inserisco nella discussione con 3 questioni collegate alle quali, ci tengo a premetterlo, mi basta una risposta anche molto sintetica.

    1) Nel corso del corrente anno solare, ho percepito assegni di disoccupazione “mini aspi” per un totale complessivo di circa 5000 Euro. Qualora eseguissi prestazioni di lavoro autonomo occasionale nei confronti di aziende, quindi in ritenuta d’acconto, sempre nel corso dell’anno, sarei tenuto al versamento dei contributi previdenziali per le nuove somme incassate, oppure potrei operare serenamente entro il limite specifico di ulteriori € 4999 (in quanto percepiti ad altro titolo e forse non cumulativi con i precedenti)?
    Premetto che l’attività che svolgo consiste nel redigere e pubblicare online siti web per aziende.

    2) Sto valutando l’ipotesi di apertura di partita iva in regime dei minimi (vecchio regime), ma non come impresa individuale, bensì come libero professionista (c.d. “professionista del web” / “tecnico del web” / “consulente del web”) in maniera tale da non dovermi accollare oneri contributivi previdenziali fissi che prescindano dall’effettivo fatturato. Le chiederei un parere in punto fattibilità: la riterrebbe una cosa possibile o sono necessariamente considerato un artigiano?

    3) Allo scadere del termine del vecchio regime minimale, potrò optare per il nuovo regime forfetario – ovviamente senza l’agevolazione triennale dello sconto di 1/3 della tassazione – oppure me ne sarà preclusa l’opportunità, avendo già usufruito di regime agevolato? Perché in questo caso, sebbene sia meno favorevole, mi converrebbe aprire partita iva aderendo direttamente al nuovo regime dei minimi, non apparendo questo come limitato nella durata. Diversamente, nonostante ci troviamo a fine anno solare e quindi “sprecherei” il primo dei 5 anni di esercizio garantiti dal vecchio regime al 5%, rimarrebbe comunque la scelta più conveniente da fare. Cosa ne pensa?

    Grazie per il tempo che mi ha concesso.

    Rispondi
    • Avatar
      Michela Calculli gennaio 14, 2016

      Ciao Alessandro,
      1) le prestazioni occasionali non fanno cumulo con gli altri redditi;
      2) puoi aprire come libero professionista;
      3) il novo regime dei minimi è il regime naturale se si resta entro i limiti di reddito.

      Rispondi
  10. Avatar
    giorgio r novembre 21, 2015

    quindi se io apro la partita iva entro il 31/12/2015 posso ancora usufruire del regime 5%? 30000 euro lordI si intende?
    grazie. ottima pagina molto esaustiva e che da un quadro generale ottimo.

    Rispondi
  11. Avatar
    davide novembre 23, 2015

    Buongiorno avrei bisogno un informazione semplice: di quali documenti ho bisogno per aprirmi una P.IVA?

    Rispondi
    • Avatar
      Michela Calculli gennaio 14, 2016

      Ciao Davide,
      nell’articolo ci sono tutte le risposte alla tua domanda.

      Rispondi
  12. Avatar
    Giovanna Sale dicembre 02, 2015

    Salve vorrei avere se possibile chiarimenti sulla mia posizione e su un dubbio che i sindacati di categoria e commercialisa si trovano in disaccordo: io sono iscritta da Gennaio 2015 come imprenditore agricolo a regime forfettario. Ora ho la possibilità di fare un lavoro conto terzi con i miei mezzi di proprietà dell’ impresa agricola per un totale di 68000,00 + IVA. Il sindacato mi consiglia di accettare purché che tenga la contabilità e passi al regime ordinario. Il commercialista mi sconsiglia in quanto andrei a pagare troppo tra iva e irpef. Lei cosa mi consiglia? Tenga presente che io farei solo quest’ anno tale lavoro, poi dal 2016 tornerei a regime forfettario.

    Rispondi
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      Michela Calculli gennaio 14, 2016

      Ciao Giovanna,
      purtroppo non ho tutti gli elementi per consigliarti al meglio. Di sicuro perderesti tutti i vantaggi del regime dei minimi se accettassi.

      Rispondi
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    Guglielmo Della Pina dicembre 29, 2015

    Buongiorno dottoressa, sono un pensionato INPS, ho aperto una partita IVA con il regime dei minini per una attività di servizi e nello stesso tempo sono assunto a tempo indeterminato. Devo pagare i contributi INPS con il regime dei minimi ? Grazie

    Rispondi
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      Michela Calculli gennaio 14, 2016

      Ciao Guglielmo,
      se hai una partita IVA come professionista devi iscriverti alla Gestione Separa INPS e versare i relativi contributi.

      Rispondi
  14. Avatar
    Cool gennaio 03, 2016

    Gentile Michela,
    il forfettario del 15% permette la detrazione a fine anno di moglie e figlia a carico?
    Grazie

    Rispondi
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      Michela Calculli gennaio 14, 2016

      Ciao Cool,
      il regime dei minimi non consente di operare detrazioni.

      Rispondi
  15. Avatar
    Silvia gennaio 11, 2016

    Buongiorno,
    ho un reddito da lavoro dipendente pari a 20 mila euro e usufruisco, pertanto del bonus Renzi. Ho la possibilità di fare piccole consulenze saltuarie che non superano i 5 mila euro. Mi conviene fare dei contratti occasionali di lavoro con ritenuta del 20% o aprire una partita iva forfettaria. In tal caso perderei il diritto al bonus renzi pur non superando i 24 mila euro di reddito complessivo? Grazie per la risposta.
    Silvia

    Rispondi
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      Michela Calculli gennaio 14, 2016

      Ciao Silvia,
      ti conviene procedere con prestazioni occasionali ma non devi superare i 24.000 euro di reddito complessivo per non vedere ridotto il bonus Renzi. Se superi i 26.000 lo perderesti del tutto.

      Rispondi
  16. Avatar
    silvia gennaio 19, 2016

    Buonasera , ho un po di confusione , avendo sempre lavorato come lavoratore dipendente , faccio un po fatica a capire il meccanismo della P.IVA. dovrei aprire la P.IVA autonomo in qualità di Accompanatore Turistico. Quale mi consigliate ?Forfettaria ? o regime dei minimi ? Vi ringrazio anticipatamente per le Vostre risposte

    Rispondi
    • Avatar
      Michela Calculli febbraio 10, 2016

      Ciao Silvia,
      chi inizia l’attività del 2016 e rispetta le condizioni dei vecchi minimi potrà per 5 anni pagare l’imposta sostitutiva nella misura del 5% invece del 15% prevista per i nuovi forfettari.

      Rispondi
  17. Avatar
    gregorio gennaio 25, 2016

    ho 58 anni e sono un muratore, che regime mi consigliate per fare la partita IVA?, grazie.

    Rispondi
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      Michela Calculli febbraio 10, 2016

      Ciao Gregorio,
      puoi accedere al nuovo regime forfettario e dovrai aprire una ditta come artigiano. Ti consiglio di consultare un commercialista o il CNA.

      Rispondi
  18. Avatar
    alessia gennaio 30, 2016

    Salve sono Alessia ho 41 anni, attualmente sono impiegata ma per racimolare qualche altra cosina mi piacerebbe vendere a domicilio. Volevo sapere se fiscalmente posso farlo e se si cosa dovrei fare per non pagare tasse salate? Grazie

    Rispondi
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      Michela Calculli febbraio 10, 2016

      Ciao Alessia,
      le vendite a domicilio hanno una normativa a se stante da rispettare, il mio consiglio è quello di consultare un buon commercialista prima di attivarti.

      Rispondi
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    Veronica febbraio 03, 2016

    Vorrei sapere: faccio la rappresentante e, senza sapere come funziona, ho superato la soglia per chi non ha partita iva , fatto sta che mi hanno detratto 550 euro dall’ultima fattura. Che fine hanno fatto? Non c’è verso di recuperarli? Io penso di arrivare a 7000/8000 euro l’anno se apro la partita iva quanto dovrò spendere?

    Rispondi
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    Giovanni Maria Mantegazza febbraio 13, 2016

    Salve, sono un lavratore dipendente a tempo indeterminato con uno stipendio lordo di circa 50000 euro/anno, lavoravo anche come consulente aziendale con partita IVA. Con la crisi, nel 2014 ho chiuso l’IVA, ma quest’anno il lavoro sta riprendendo e sto chiudendo contratti per circa 25000 euro (sempre lordi) per il 2016.
    Quando ho chiuso l’IVA ho lasciato aperta la gestione separata INPS, quindi ancora aperta.
    Facendo qualche conto da ignorante in materia mi sembra che quasi tutti i 25000 euro di quest’0anno se ne vadano tra tasse e INPS.
    Chiedevo dunque: la stima è più o meno corretta?
    Esiste qualche possibilità di alleggerre questa pressione?
    Grazie in anticipo e cordiali saluti

    Rispondi
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      Michela Calculli maggio 01, 2016

      Ciao Giovanni,
      L’INPS però la pagherai nell’anno successivo ed in percentuale. Non so se hai diritto al regime ordinario o forfettario, ad ogni modo no, non tutto il tuo fatturato si trasformerà in tasse e contributi, anche se non posso essere precisa.
      Per l’accesso al regime forfettario, in quanto lavoratore dipendente, occorre sapere che non possono avvalersi di tale regime coloro che abbiano conseguito, nell’anno antecedente a quello in cui intendono esercitare questa opzione, redditi di lavoro dipendente o assimilato, eccedenti la soglia di 30mila euro.

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    Paola febbraio 13, 2016

    Salve mi chiamo Paola. sto valutando il passaggio da lavoratore dipendente (comm.le con retribuzione netta 3000 euro/mens. X 14 mensilità e bonus annuale netto 17.000 euro). Per avere reddito analogo, passando da dipendente ad agente con partita iva, quanto dovrei fatturare all’anno? Avendo compiuto i 54 anni con contribuzione piena dall’età di 16 anni, quanto dovrei considerare come penalizzazione ai fini pensionistici? L’azienda in cui lavoro da 17 anni mi sta facendo questa proposta quindi, non essendo esperta di fiscalizzazione, vorrei fare un’attenta valutazione. Grazie 1000

    Rispondi
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      Michela Calculli maggio 01, 2016

      Ciao Paola,
      considerando per te un regime ordinario per arrivare a quella cifra netta dovrai fatturare più di 85.000 euro annui, ovviamente non posso essere precisa. Per valutazioni dettagliate il consiglio è quello di rivolgersi ad un consulente. Mentre per le simulazioni sulla pensione puoi usufruire dei servizi online dell’INPS http://www.6sicuro.it/lavoro/calcolo-pensione-online-come-fare

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    Cristina febbraio 24, 2016

    Gentilissimo dott.ssa Calculli,
    avrei bisogno di farle una domanda: lavoro attualmente a 25 ore settimanali retribuite con 18333 euro lorde annue. Vorrei contestualmente aprire una partita IVA e rientrare in regimi minimi o forfettario. E’ possibile? Me lo consiglia o pensa sarebbero più le tasse che il guadagno? Inoltre, il tetto di 30.000 è relativo alla somma dei redditi: dipendente e autonomo o è relativa ai soli redditi da autonomo?

    Fiduciosa in una cortese risposta,
    Cordiali saluti

    Cristina

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      Michela Calculli maggio 01, 2016

      Ciao Cristina,
      occorre sapere che non possono avvalersi del regime forfettario coloro che abbiano conseguito, nell’anno antecedente a quello in cui intendono esercitare questa opzione, redditi di lavoro dipendente o assimilato, eccedenti la soglia di 30mila euro.

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    stefano marzo 13, 2016

    Gent. dottoressa ho un reddito annuale di 55000 euro come medico libero professionista volevo chiederle cosi a spanne se apro la partita iva ordinaria le tasse sono il 50% o sono sotto i 20000 euro divisi tra Luglio e Dicembre
    grazie

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      Michela Calculli maggio 01, 2016

      Ciao Stefano,
      senza considerare detrazioni e contributi, l’IRPEF su 55.000 euro annui ammonta a circa 17.000 euro da versare con due acconti a giugno e novembre e poi a saldo nel giugno dell’anno successivo.

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    vittorio graziani marzo 25, 2016

    Gentile Calculli,
    al di la di una prossima consulenza da un commercialista, volevo chiederle più semplicemente: se apro una partita iva (come libero professionista) per lavorare presso un’associazione, quale dovrebbe essere secondo lei un reddito utile a farmi guadagnare 1000€ netti al mese?
    Grazie

    Saluti
    Vittorio

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      Michela Calculli maggio 01, 2016

      Ciao Vittorio,
      considerando il regime forfettario e l’iscrizione alla gestione separata, dovresti fatturare almeno 2.000 euro al mese (ovviamente si tratta di una stima che non prevede una serie di variabili, quindi ben venga il tuo appuntamento con il commercialista).

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    rossella aprile 05, 2016

    buongiorno. sto facendo da poco la coach con ricevute occasionali. se apro la partita iva iscrivendomi alla gestione separata inps e guadagno 6000 euro annuali pago il contributo inps e ol’irpef sopra i 5000 o su tutti i 6000?

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      Michela Calculli maggio 01, 2016

      Ciao Rossella,
      pagherai sull’intero reddito prodotto.

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    francesco aprile 07, 2016

    Domanda forse off-topic, sono un laureando in scienze della comunicazione, vorrei intraprendere la professione di social media, ipotizzando un ricavo inferiore ai 4999 euro annui, come dovrei regolarizzarlo ? è necessaria l’apertura di p.iva ? grazie del suo tempo F.G

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    Sara aprile 29, 2016

    salve io sarei intenzionata ad aprire una P.iva. sono estetista come funziona ? regime minimo puo andar bene?devo cmq aprire un negozio? chiedo un piccolo aiuto…per vederci un po più chiaro, penso poi sia il caso di rivolgermi ad un commercialista.Grazie-

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    Italo Zingoni maggio 10, 2016

    Buonasera Dott. ssa Carulli.
    La ragazza di mio figlio, ancora iscritta all’Università, è anche guida turistica e ha iniziato a svolgere questo lavoro con una persona che si occupa appunto di turismo, ma lo fa con partita iva libero professionista. Questa persona le dice che non può né assumerla né pagarla con i vaucher e le chiede di prendere la partita IVA così come ha lei. In tal modo potrebbe fatturare a questa persona che le procura le guide. Le chiedo se è corretto quanto proposto e se trattandosi di compensi sicuramente inferiori a 30.000 euro annui potrebbe aprire una partita IVA start up con le agevolazioni previste e come libera professionista con il relativo codice ATECO da ricercare per le Guide Turistiche. Grazie.

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    Omar maggio 12, 2016

    Buongiorno io ho già un lavoro a tempo indeterminato (fabbrica) ma ho la passione di fare massaggi, così arrotondo. Come potrei fare per non fare cumulo col primo lavoro?
    Grazie per la Sua gentile risposta.
    Cordiali saluti.

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    Melania maggio 13, 2016

    Ciao Michela,
    sono Melania ti vorrei chiedere un info se possibile .
    tra le mie varie ricerche per poter aprire servizio Doposcuola/lezioni private mi sono imbattuta in questo:
    p.iva in regime dei minimi e iscrizione Inps gestione separata.
    inserireo come codice Atecofin 85.60.01 (consulenza scolastica e servizi di orientamento scolastico e prof.) e come altre attività il codice 85.60.09 (altre attività di supporto all’istruzione), questi sono i codici giusti per essere considerato libero professionista senza cassa?
    o potrebbero esserci problemi con l’inps e la gestione saparata (potrebbero dire che non si ha diritto considerandoli come attività di servizi e non come consulenze professionali)?
    in definitiva quali sono i codici ascrivibili nella categoria “libero professionista senza cassa”?
    e per apertura PIVA con tali codici per svolgere tale attività necessita abilitazione particolare o titoli particolari??
    grazie infinite

    grazie mille, sono in crisi!

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    Riccardo maggio 16, 2016

    Salve sono Riccardo ho 51 anni lavoro come custode condominiale partime non supero le 12000 annue vorrei arrotondare con dei lavori straordinari tipo pulizia griglie,pulizia tettoie, pulizia vetri, taglio erba e simili ma certi lavori necessitano di assicurazione e volevo sapere se e con quale tipo di P.I. per quel tipo di lavori oltre al tempo indeterminato che ho conveniva lavorare e se si poteva fare e a quale prezzo piu o meno grazie

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    cinzia giugno 10, 2016

    Salve mi chiamo cinzia e creo anelli bracciali orecchini e collane in argento 925 vorrei aprire la partita iva ma non riesco a capire i costi annui che ho ho chiesto a vari commercialisti ma vedo prezzi altissimi . se vendo poco come faccio?

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    Sandra giugno 27, 2016

    Buonasera,
    dovrei aprire una partita iva come gerente di un outlet di abbigliamento a settembre 2016. Posso stare nel regime forfettario, vero? E così quanto pagherei di tasse? Quando inizio a pagarle? Ultima domanda: Mi hanno detto che dovrei pagare 300 euro di INPS al mese, è corretto?
    Grazie mille

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    Lucia luglio 06, 2016

    Salve,
    dal 1 gennaio 2016 ho aperto p. iva con codice ateco 01.11.40 per l’avvio di una azienda agricola. Ora vorrei iniziare con la consulenza professionale essendo un agronomo. Per quest’ultima attività potrei aggiungere il relativo codice ateco alla p.iva esistente ed aderire al regime forfettario? Grazie anticipatamente

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    roberto luglio 15, 2016

    Buongiorno, sono un praticante avvocato abilitato al patrocinio, non guadagno nulla, casomai ci rimetto, ma per conseguire l’abilitazione ho dovuto aprire la partita iva a fine dicembre 2015.
    Sono ancora a carico dei miei genitori, ma mi è sorto un dubbio, devo fare la dichiarazione dei redditi nel 2016? Anche se ho aperto la partita iva il 18 dicembre 2015?

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    Marcello agosto 01, 2016

    Ho I requisiti per andare in pensione anticipate (42 anni e 10 mesi) pero’ vorrei continuare a lavorare come consulente. Quale regime dovro’ scegliere? Dovrei avere una pensione di circa 4000 euro lordi e da consulente prevedo che potri avere un introito di circa 60/70000 euro lordi/anno. Ho capito che dovro’ aprire una partita’ IVA (costo zero effettivo ?). Ma come devo gestire quello che percepiro’ a fronte di contratti di consulenza? Dovro’ pagare all INPS la gestione separata (che aliquota?) ed il resto cumularlo nel 730 assieme al reddito da pensione? Devo emettere fattura comprensiva di IVA al momento in cui vengo pagato? E poi come devo gestire l’IVA ? C’e’ qualche altra cosa che mi sfugge? Grazie per tutti I consigli che potra’ darmi. Cordiali saluti.

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    Luigi agosto 02, 2016

    Buongiorno,
    la mia situazione è la seguente, sono un lavoratore dipendente assunto a tempo indeterminato. Per hobby faccio il sommelier presso manifestazioni, matrimoni e spettacoli televisivi. Per ora utilizzo il pagamento tramite voucher INPS ma temo che a breve supererò l’importo massimo previsto per singolo committente. Sto valutando l’idea di aprire una partita IVA per la mia attività secondaria. Come importo massimo annuale sarò circa sui 10.000, mi è possibile o c’è qualcosa che non sto considerando? Grazie mille.

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