Quotidiani cartacei o quotidiani elettronici?

Quotidiani cartacei o elettronici?

Questo è un momento storico per l’editoria, una vera rivoluzione tecnologica, prima d’ora solo l’invenzione della “stampa a caratteri mobili”, tecnica ideata dal tedesco Johann Gutenberg nel 1455, ha avuto la stessa portata rivoluzionaria.
Siamo ad un bivio, in quanto i metodi tradizionali di diffusione delle notizie quotidiane stanno cambiando tecnologia: dalla stampa su supporto cartaceo al Web e dispositivi mobili.

Questa tendenza negli USA è già talmente percepibile che, ormai, molte testate storiche sono disponibili esclusivamente sul Web e addirittura ne sono nate di nuove che fanno concorrenza a quelle tradizionali. Un caso su tutti è il settimanale NewsWeek il cui editore ha deciso di pubblicare esclusivamente in formato digitale i propri contenuti.

Le principali resistenze a questa trasformazione sono di due tipi: uno di carattere tecnologico e uno di natura economica. Quella tecnologica impone ai fruitori di dotarsi di supporti elettronici che solo nell’ultimo periodo hanno raggiunto una decente trasportabilità. Ricordiamo che mentre i quotidiani cartacei possono essere piegati e portati in tasca, non esiste ancora un device che abbia la stessa versatilità.

I Tablet anche se di ultima generazione sono comunque ingombranti, questo ostacolo verrà rimosso nel medio termine, sono infatti allo studio display pieghevoli e la miniaturizzazione sta facendo passi da gigante. Su fronte economico esiste un problema atavico; gli utenti sono spesso convinti che la fruizione dei contenuti Web sia gratuita e pagare per le notizie non è ancora nella mentalità generale. Rupert Murdoch CEO e fondatore della News Corp. ha affermato in una recente intervista che “il giorno verrà in cui non potremo permetterci i camion e le rotative di grandi dimensioni”; esiste infatti un pesante costo di gestione infrastrutturale e di materiali che, sommato al costo di redazione, comporta un oneroso esborso di denaro, che in questo periodo di crisi economica, mette a dura prova le casse degli editori.

Purtroppo, allo stato attuale delle cose, non esiste ancora un metodo per finanziare l’informazione Web, i banner pubblicitari danno un rendimento limitato e i tentativi di far abbonare o pagare le notizie hanno dato risultati poco confortanti. Solo alcune testate nate on-line hanno avuto successo con ridotte entrate economiche, ma spesso si basano sul volontariato di chi scrive, ad esempio professori universitari, giornalisti e tecnici che prestano la loro opera in cambio di un ritorno di visibilità. Ma sono non replicabili e non possono essere presi ad esempio come metodi industriali.

Ora il lettore ora ha due alternative:

Acquistare il quotidiano cartaceo al prezzo di 1,20 euro (in media) oppure scegliere il formato elettronico ad un prezzo che varia tra i 0,60 e i 0,90 euro risparmiando un 30/50%.
Naturalmente il costo non è comprensivo di Computer o Tablet necessari alla lettura, ma immaginiamo che il lettore ne sia già in possesso.
Da non dimenticare che nella versione elettronica spesso si hanno contenuti aggiuntivi come foto ingrandibili, infografiche interattive, musica e video.

Resterà solo il problema di cosa mettere nel fondo della gabbia del canarino una volta esaurita la scorta dei vecchi giornali; un iPad?!

Riccardo Scandellari

Informatico, giornalista e consulente marketing per i nuovi media. Si occupa di progetti di Web Marketing per NetPropaganda s.r.l.

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