Cambio automatico o manuale? Analizziamo pregi e difetti di entrambi

Cambio automatico VS manuale

“Curva come se fosse sulle rotaie!”
Chi ricorda questa battuta? Qualche indizio: 1990, una giovanissima Julia Roberts, un già brizzolato Richard Gere, una Lotus Esprit.

Non la facciamo lunga: parliamo di Pretty Woman e della protagonista alle prese con il cambio manuale negli States, patria del cambio automatico.
Ma il cambio automatico lentamente si fa strada anche in Europa e, quindi, in Italia. Vediamo insieme vantaggi e svantaggi di questi due diversi sistemi di guida, con l’aggiunta di una soluzione in più.

Manuale

Per noi italiani il cambio manuale rappresenta l’unico sistema possibile da sempre, quello che ci hanno insegnato i nostri genitori o gli istruttori di scuola guida. Si tratta dunque di un sistema di “cambio naturale”. I primi vantaggi sono dunque soggettivi: tradizione, competenze, piacere di guida. E i vantaggi oggettivi? Eccoli:

  • non sono necessari sistemi di raffreddamento specifici, mentre i cambi automatici presentano spesso appositi radiatori;
  • maggiore efficienza energetica, in particolare per l’uso della frizione anziché del convertitore di coppia;
  • maggiore potere decisionale sullo stato del cambio, l’automatico può decidere di cambiare rapporto in un momento anche se il guidatore non lo desidera;
  • economicità sia in termini di produzione che di manutenzione.

Automatico

Semplicità, nell’apprendimento e nella gestione del cambio. Questo il vantaggio principale dell’automatico che ha anche un valore inestimabile per i portatori di handicap: l’eliminazione dei comandi permette a molte persone diversamente abili di guidare, conquistando una fetta importante di autonomia.
Ci sono poi altri vantaggi:

  • non si corre il rischio di inserire la marcia sbagliata con l’eventuale danneggiamento di cambio e motore;
  • più semplice la partenza in salita e la guida in montagna;
  • negli imbottigliamenti in città lo stress si riduce sensibilmente.

Sequenziale

Ecco dunque la “terza via”. Il cambio sequenziale o a innesti frontali non ha uno schema predefinito come per il cambio manuale, ma ha una leva che si aziona in due direzioni, generalmente “su” e “giù” che permette di salire o scendere da una marcia all’altra. Non è prevista la frizione e la leva del cambio è posizionata sul volante o nella sua tradizionale collocazione a destra del guidatore.

E voi che tipo di cambio avete scelto per la vostra auto?

Michela Calculli

Dagli studi professionali tra Milano e Torino al blog personale, passando per un'esperienza televisiva che ha segnato la svolta. Tre grandi passioni: la scrittura, il fisco, la semplicità. Sempre in equilibrio tra famiglia e professione tra comunicazione e aggiornamento fiscale.

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1 Commento

  1. Avatar
    Luciano luglio 26, 2015

    Ho voluto un’utilitaria cambio sequenziale/automatico dopo gli stress degli stop & go autostradali o di città; NON prenderò MAI più un manuale.

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