Apple Vs Google: passato, presente e futuro

Apple Vs Google

Le più grandi aziende che oggi “governano” il mondo, non sono più quelle meccaniche, manifatturiere ed industriali, come un tempo erano Ford o Toyota per esempio, ma sono quelle che in qualche modo hanno a che fare con la tecnologia, con Internet e con l’informazione.

Oggi il pianeta vede 5 protagonisti a livello di business, 5 colossi che si contendono praticamente tutto il mercato delle nuove tecnologie. Sono Microsoft, Facebook, Amazon, Google ed Apple.

Noi sulle ultime due ci vogliamo concentrare, per fare un confronto sano ed il più oggettivo possibile su quello che questi due colossi hanno fatto, stanno facendo e faranno.

Google Inc. è un’azienda statunitense che offre servizi online, principalmente nota per il motore di ricerca Google, per il sistema operativo Android e per una serie di servizi via web come Gmail, Google Maps, YouTube e molti altri.

È il sito più visitato del mondo, il primo negli USA, talmente popolare che in inglese è nato il verbo transitivo “to google”, col significato di “fare una ricerca sul web”; con lo stesso significato, in tedesco è nato il verbo “googeln” e in italiano è nato il verbo “googlare“.

Un colosso da 50 miliardi di dollari di fatturato annuo e 53mila dipendenti.

Google entra praticamente in ogni settore della nostra vita: ci entra nel momento della ricerca su Internet, quando usiamo le mappe, i telefoni e i tablet Android, quando guardiamo un video, quando usiamo la posta elettronica. Ci entra anche quando vediamo le pubblicità nei siti Web che spesso utilizzano la piattaforma AdSense-AdWords.

Google possiede dei satelliti geo-stazionari sopra le nostre teste, ha mappato i fondali marini, la Terra e la volta celeste con Sky Map.

Apple Inc. è un’azienda informatica statunitense che produce sistemi operativi, computer e dispositivi multimediali con sede a Cupertino, Silicon Valley. Fondata nel 1976 e conosciuta in tutto il mondo dai primi anni ottanta grazie alla vasta gamma di computer Macintosh, attualmente il suo nome è associato anche al lettore di musica digitale iPod, al negozio di musica online iTunes Store, all’iPhone e al tablet iPad.

Nel corso del tempo Apple ha introdotto presso il grande pubblico numerose innovazioni nel campo dell’alta tecnologia e del design applicate ai prodotti informatici. A partire da agosto 2011, Apple è una delle più grandi aziende al mondo per capitalizzazione azionaria e di maggior valore al mondo, davanti alla eterna rivale Microsoft. Un mostro da 156 miliardi di fatturato annuo e 73mila dipendenti.

Apple è, in definitiva, un’azienda che ha cambiato più volte il nostro modo di vivere. Come dicevamo in un articolo in cui parlavamo di confronto tra iPad mini e iPad da 128 Giga, “Apple è una delle più grandi aziende che questo pianeta abbia mai visto sotto il sole, da diversi punti di vista. Ha innovato, rivoluzionato e cambiato il modo di vivere ed il modo di intendere la tecnologia.

Che piaccia o meno è stata la prima azienda ad interpretare i bit e i case e le CPU come qualcosa di estetico, di bello, di moda: e l’ha fatto con sistemi estremamente evoluti, che a loro volta hanno cambiato il modo di interfacciarci con i device (…) Prima di Apple tutti i device erano pensati per essere delle macchine a cui doversi interfacciare attraverso delle macchine (mouse, tastiere, pennini ecc). Dopo le stesse macchine (i sistemi operativi, le interfacce e tutto il resto) sono divenute a misura di mano, a misura di dito. A misura d’uomo.

Apple ha cambiato il modo che abbiamo di comunicare tra noi, ha inventato mode dove c’erano solo nerd, e ha fatto qualcosa che non si era mai fatto prima, ovvero ha reso “emozionale” un insieme di chip e di circuiti elettrici”.

La direzione presa da entrambe le aziende è per certi versi simile, ovvero creare un ecosistema in cui le persone possano trovarsi a proprio agio, sviluppare le proprie abitudini e non staccarsi più. I servizi di cloud, offerti sia da Apple che da Google, servono a questo, ovvero a dire “metti i tuoi dati da noi che stanno al sicuro, poi non li sposterai mai più perché sei pigro e gli altri servizi non li conosci”.

Lo stesso discorso vale per tutto. I device iPhone o Android sono la stessa cosa, ovvero generano un esercito di individui abituati ad un dispositivo e che non possono pensare che esista altro di meglio.

Ecco il motivo per il quale Google, sull’onda dell’enorme successo di Apple con iPhone, ha acquistato Android, ecco perché Apple, sull’onda del grande successo dei sistemi cloud come Amazon e DropBox ha pensato ad iCloud. Nulla si crea e nulla si distrugge, verrebbe da pensare.

In questi anni la battaglia si è giocata moltissimo sul software e sui servizi, nel senso che iTunes ha rivoluzionato e cambiato per sempre il modo di ascoltare la musica e di “possederla” mentre Google ha puntato tutto sul proprio motore di ricerca e sulle “web application” che l’hanno reso un colosso, come YouTube, Google Maps o Gmail.

Ma con l’iPhone tutto è cambiato ed è cambiato per un motivo fondamentale: la tecnologia non è più qualcosa di avulso dal nostro corpo e dal nostro cervello, non è più qualcosa che ci aiuta a fare la stessa cosa che facevamo prima ma in tempi brevi. La tecnologia è diventata personale, personalizzata. La tecnologia si è fusa con noi.

Prima dell’iPhone sui nostri cellulari potevamo trovare al massimo una rubrica telefonica e qualche SMS, oggi possiamo trovare TUTTA la nostra vita, e quindi chi siamo: la musica, i film, i video delle vacanze, i contratti con i clienti, tutte le mail scambiate con tutti, le nostre foto fin da quando eravamo bambini.

Tutto. Il nostro smartphone siamo noi e noi siamo il nostro smartphone.

A queste condizioni è ovvio che le due aziende hanno una strada da seguire e da sviluppare cioè quella dei dispositivi che possano diventare sempre di più una parte di noi, degli strumenti che ci permettano di fondere la vita reale con la vita digitale: i device indossabili.

A tal proposito infatti, Google ha già prodotto ed a breve commercializzerà Google Glass: “Project Glass è un programma di ricerca e sviluppo di Google Inc. con l’obiettivo di sviluppare un paio di occhiali dotati di realtà aumentata. Il prodotto sarà disponibile per gli sviluppatori di Google I/O negli Stati Uniti a inizio 2013 mentre per i consumatori è prevista una versione nel 2014”. (Wikipedia)

Si tratta di occhiali che ci mettono in contatto diretto con Google Plus, il social network di Mountain View (e qui ci sarebbe da aprire un altro post riguardo a Facebook Vs Google) e che ci permettono di interagire con tutte le persone che fanno parte dell’ecosistema Google.

Fantascienza? Non proprio, ma semplice, pura e cristallina sinergia. Fusione tra il digitale ed il reale. Questo video spiega perfettamente di cosa si tratta.

Un paio di occhiali che ci permetteranno di vivere insieme due vite. Un paio di occhiali, udite udite, che per funzionare dovranno essere collegati ad un dispositivo Android a sua volta collegato ad Internet. Come dire “noi ti diamo il paradiso gratis, ma tu ci lasci i tuoi dati”.

Ed Apple, invece, a cosa sta pensando? La prossima sfida dell’azienda della Mela pare essere quello che viene già definito “iWatch” con buona pace di quelli che speravano che la “i” davanti a tutto, non sarebbe durata per sempre.

La casa di Cupertino sta preparando un orologio intelligente basato sul sistema operativo iOs e in grado di adattarsi perfettamente alla forma del polso. Trasparente. Si si, proprio trasparente e flessibile. Anche questa sembra fantascienza, lo so.

Si legge sul Corriere della Sera: “Apple sta preparando un orologio con display da 1,5 pollici in grado di collegarsi agli altri dispositivi del gruppo tramite Bluetooth. Particolare che lascia intendere che iWatch non nascerà per cannibalizzare gli altri prodotti della Mela, ma per rendere “indossabili” alcune delle loro caratteristiche. Possiamo quindi immaginare di interrogare Siri avvicinando il viso al polso e di ottenere nell’immediato una risposta sullo schermo dell’iPhone o di ricevere sull’orologio la notifica di un sms o di una chiamata in arrivo sul melafonino. O ancora, perché no, di farci guidare passo passo dalle mappe di Apple in un’inedita versione da polso” (Fonte)

  • Conclusioni

In effetti non sappiamo quali saranno le conseguenze di quello che queste aziende stanno facendo, delle tecnologie che stanno sperimentando, ma quello che sappiamo di certo è che sono dietro l’angolo. Non sappiamo se utilizzando i Google Glass andremo a sbattere contro i pali della luce a causa della distrazione, o se troveremo l’anima gemella.

Non sappiamo se grazie all’ iWatch riusciremo a liberarci le mani dall’onnipresente iPhone/iPad o se rischieremo di andare fuori strada in auto parlando con l’assistente vocale Siri, ma quello che sappiamo è che queste aziende hanno cambiato davvero il mondo, tutti noi compresi.

E non hanno nessuna intenzione di fermarsi.

Rudy Bandiera

Giornalista e consulente in ambito Web, docente di “online marketing e comunicazione Web” presso master universitari e aziende. Fondatore ed amministratore delegato di NetPropaganda, una “social media agency” che si occupa di Web e di comunicazione non convenzionale.

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