RC Auto in comunione dei beni: si può risparmiare?

Rc auto in comunione dei beni

Si può stipulare l’RC auto a proprio nome seppure l’auto sia dell’altro coniuge?

La risposta è si, è possibile, la normativa lo prevede purché il veicolo sia intestato al coniuge e l’unione sia in comunione legale dei beni.

I coniugi in comunione di beni si comportano, dal punto di vista delle assicurazioni e della proprietà dei veicoli, come una sola persona.

Al momento della stipula dell’assicurazione la compagnia potrà chiedere a titolo di garanzia un documento attestante l’effettivo regime legale di comunione dei beni che potrà essere o una semplice autocertificazione oppure un documento rilasciato dal Comune di domicilio.

Rc auto in comunione dei beni: che fare?
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Si può risparmiare?

Quando titolare della polizza e proprietario dell’auto sono diversi, alcune compagnie potrebbero adottare una maggiorazione sul costo della polizza.

Per risparmiare è possibile (non è attualmente vietato per legge) effettuare un passaggio di proprietà ad uno dei familiari con una migliore classe bonus/malus.

Una cosa analoga può avvenire nel caso di vendita da un coniuge all’altro: chi acquista un’auto può usufruire della classe di merito del coniuge e le compagnie assicurative non potranno far altro che riconoscere la classe maturata su quel veicolo.

Giada Marangone

Giornalista e blogger, collabora con alcune testate e magazine nazionali e si occupa di comunicazione on e off line e marketing per Enti, imprese ed associazioni. Possiede una consolidata esperienza nella direzione marketing e comunicazione di affermate realtà del panorama italiano ed internazionale. È stata referente per la Provincia di Udine dei redazionali e del sito internet del Servizio Lavoro, Collocamento e Formazione.

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1 Commento

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    Aliya settembre 14, 2015

    Il reddito imonpibile dei fabbricati per gli immobili locati e8 pari all’85% del canone di locazione, (75% per i fabbricati siti nella citte0 di Venezia centro e nelle isole della Giudecca, di Murano e Burano).Il reddito ottenuto va imputato solo all’intestatario dell’immobile (nel caso di acquisto in regime di comunione dei beni va suddiviso per due).

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