Rc Auto: ecco la black list dei testimoni di professione

Black list dei testimoni di professione

Rc Auto e testimoni

La digitalizzazione del settore assicurativo sembra essere una delle prerogative del Governo, un’azione da compiere nel più breve tempo possibile per rendere tutto più accessibile, fruibile e monitorabile. Un aggiornamento con il fine di livellare il prezzo delle polizze assicurative a quelle europee. Da tempo è stata avanza l’idea di creare un database, che fosse in grado di contenere le info assicurative dei veicoli circolanti sul territorio, accessibile da tutti e capace di regolamentare la situazione delle “auto fantasma” ma in questi giorni si è parlato di una lista dei testimoni dei sinistri stradali.

Cos’è la black list dei testimoni di professione?

Una lista di individui che, opportunamente remunerati, fingono di aver assistito ad un incidente stradale permettendo all’automobilista di essere risarcito dalla compagnia assicurativa. Un sistema, radicato al sud ma che fa registrare casi in tutta la nazione, che a spesa delle compagnie assicurative va a danneggiare soprattutto i singoli automobilisti. Il Governo Letta, in collaborazione con l’Ania (Associazione Nazionale Imprese Assicuratici), sarebbe intenzionato a porre fine a questa tipologie di truffe attraverso la costituzione di un database di testimoni poco affidabili. Individui che nella loro vita hanno assistito troppo spesso a sinistri stradali in città, tanto da far dubitare le istituzione della veridicità di quanto detto. I dati di questa black list permetterebbero di bloccare o annullare la richiesta di risarcimento danni.

RC AUTO: Governo pronto a realizzare una black list dei falsi testimoni
RC AUTO: Governo pronto a realizzare una black list dei falsi testimoni http://bit.ly/1c76NA3 @6sicuro

 

La black list sarà un sistema di controllo o di tutela?

Questa tipologie di “truffe semplici” aveva subito già un arresto, dal secondo trimestre del 2013, con il maggior controllo fissato sui danni di lieve entità, il famoso colpo di frusta, che costavano più di 2 miliardi all’anno alle assicurazioni. Oggi la costituzione di una black list porterebbe ad un’ulteriore limitazioni di esborsi non dovuti, che inevitabilmente gravano sulle tasche degli italiani.

Unica certezza è che una lista non si implementerebbe in pochissimo tempo, andrebbero valutati i parametri di inserimento dei soggetti e allo stesso si dovrà tener conto del rispetto della privacy. Chi potrà accedere ai dati inseriti nella lista? Come andranno gestiti a livello legale queste informazioni? Come verrà garantita la sicurezza dei dati? Interfacciando i dati dei testimoni fasulli con quelli dei danneggiati, operazione necessaria ad accertare eventuali organizzazioni illecite, si andrà davvero a risolvere il problema delle truffe? Un duro lavoro per il governo e per le associazioni di settore, ma queste manovre sono necessarie anche a rilanciare un settore stretto nella morsa del caro-polizze. Come capita molto spesso, ci sono buone idee ma lato pratico bisogna scontrarsi con una serie quasi infinita di complicanze. Voi cosa ne pensate?

Salvatore Russo

Responsabile Marketing di 6sicuro dal 2011, ideatore del blog e coordinatore generale dell’intera squadra di blogger e giornalisti che scrivono per 6sicuro. Mi occupo di Digital Marketing Strategy, Consulenza Aziendale e Formazione dal 1998. Ho partecipato alla progettazione, sviluppo e gestione di importanti portali e piattaforme di e-commerce italiani.

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7 Commenti

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    giancarlo dicembre 18, 2013

    anche su questo tema si pone il problema di salvaguardare diritti che sono in contrapposizione (privacy e interesse comune). Noi italiani siamo sbilanciati verso l’individualismo e questo si manifesta in gran parte delle tematiche sociali (politica, sport, comportamenti in luoghi pubblici ecc) favorendo/coprendo il perdurare e lo sviluppo di malcostumi. Siamo perennemente alla ricerca di “Picone” per una raccomandazione piuttosto che a batterci per un diritto di tutti. Ovviamente tutto questo va benissimo a Picone perchè continua a gestire il clientelismo. E’ un fatto “culturale” (meglio sarebbe a dire “non culturale”) sul quale non si fa niente o si fa troppo poco. E’ giusto ridimensionare la privacy per il bene comune? Per me lo è. I benefici si coglieranno in tutti gli aspetti che oggi valutiamo negativamente nel nostro paese.

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    vincenzo de dominicis dicembre 18, 2013

    Sono un legalmente truffato annuale dalle compagnie italiane rc-auto.
    Questo è solo l’ultimo dei vostri articoli a “favore degli automobilisti – consumatori” che ho letto: … solo per pura curiosità: di quante e quali compagnie assicurative siete i garanti ?
    Ci ritenete veramente tutti così fessi da non saper leggere tra le vostre righe ?
    Vi ringrazio per l’attenzione e della disponibilità a pubblicare i nostri commenti.
    Vincenzo De Dominicis

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      Salvatore Russo dicembre 18, 2013

      Ciao Vincenzo,
      non siamo garanti di nessuna compagnia assicurativa, qui trovi le compagnie di cui disponiamo le tariffe http://www.6sicuro.it/assicurazioni/assicurazioni-online/compagnie-assicurative.html

      Credo ci sia poco da leggere tra le righe, lo abbiamo detto chiaramente in molti articoli: bisogna tutelare gli onesti cittadini e colpire solo i truffatori. Le black list dei testimoni va in questa direzione, poi si può discutere se sia una soluzione giusta, corretta, efficace, etc
      Continua a leggerci

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    Fulvio dicembre 18, 2013

    Caro dottore, la proposta è senza ombra di dubbia giustissima proprio per evitare che le truffe possano verificarsi, però mi piacerebbe che ci fosse altrettanta solerzia nell’obbligare le compagnie assicurative a pagare i danni ai propri assistiti entro 1 anno dal verificarsi dell’incidente e soprattutto senza l’obbligo di doversi tutelare con un legale di fiducia per vedersi rimborsati i danni spettanti. Inoltre vorrei far notare che la cosiddetta “stretta” ai danni da colpo di frusta sono stati una manna dal cielo unicamente per le compagnie assicurative e le spiego il motivo: per colpire uno sparuto numero di persone che di truffe sopravvivono e che quindi ne fanno 1 all’anno, ci vanno di mezzo tutti gli utenti. A parte il fatto che il colpo di frusta, e ne parlo per esperienza, non è un danno da sottovalutare perchè provoca anche a distanza di tempo vertigini e nausee nonchè dolori al collo nei cambi di stagione e di umidità. Adesso mi dovrebbe spiegare per quale motivo un cliente è obbligato ad assicurarsi ogni anno, mentre le compagnie possono arrogarsi il diritto di non pagare un “colpo di frusta” in quanto un cliente è già stato liquidato per lo stesso motivo 5 anni prima. Mi verrebbe da utilizzare lo stesso metodo di ragionamento anche quando la polizza scade: “Vi ho già pagato l’anno scorso, non vi basta?”

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    lorenzo dicembre 19, 2013

    non mi pare proprio azzeccato il paragone di Fulvio (colpo di frusta già pagato 5 anni prima e il pagamento della polizza un anno prima),
    mentre il giudizio di Vincenzo De Dominicis mi pare proprio spropositato nei confronti di 6sicuro, sono anni che lo leggo e non ho mai interpretato tra le righe quello che interpreta il Signor Vincenzo De Dominicis, quindi sicuramente a non aver capito sono io oppure SOLO IL SIGNOR Vincenzo De Dominicis
    Lorenzo

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    Antonio dicembre 20, 2013

    Il fenomeno delle truffe nel settore della RCA in Italia – cfr Provvedimento 8345/2000 dell’Autorita`Garante (dopo quindici anni la percentuale ha persino ridotto il suo percorso di 1%) -, cosi’ come acertato dall’ISVAP (Organo di Controllo dell’epoca, “molto” vicino e contiguio all’ANIA e’ del 3,4%, trevigolaquattropercento, quivi comprendendo i sinistri che, “per manacanza di elementi di prova”, non sono sfociati in sentenza dell’Autorita’ Giudiziaria.
    Le Compagnie assicuratrici – in perenne Ruolo Dominante ed in altrettanto perenne accordo “cartello” – sono circa 90 Imprese di proprieta’ di 5-7 Gruppi, “attraversate e composte” da consigli d’ammininistrazione intercambiabili, legittimate dalla connivente ed interessata – per consulenze, utilita`e molti eccetera – Politica e, “sempre ad accertamenti del Garante e dell’ISVAP”, non sono a conoscenza nemmeno del loro comto economico!!!!
    IN circa quindici anni gli Italiani hanno pagato circa venti miliardi di euro in piu’ degli altri cittadini europei (tedeschi, francesi e spagnoli) per i maggiori utili ed inefficienze delle Compagnie: sempre dati, peraltro matematici, accertati e riscontrati dal Garante ISVAP e Guardia di Finanza.
    Le Imprese poste in liquidzione coatta ammnistrativa sono circa cento, dal 1970 ad oggi, per una bancarotta fraudolenta di ben oltre mille miliardi in valuta attuale (sempre a carico dei consumatori).
    E tutti in silenzio a ricevere utilita’ ed altro.
    E usiamo la propaganda del fenomeno del colpo di frusta “addebbitabile “in assoluta maggioranza” alla condotta di guida ed al pessimo stato dele strade e “Vi inventate e perseguite” quei testi di cui alla detta percentuale, per invadere illegalmente e contro i diritti e la liberta’ dele persone, la loro vita privata, da dare in pasto, con vecchie nuove liste di proscrizione, illecitamente alle sezioni antifrodi private delle Imprese, Causa della situazione atuale.
    Questi i fatti e non le vuote opinioni partigiane a rinforzare il gia’ devastante Ruolo delle Imprese : SAI FONDIARIA non ê l’eccezione!
    Cosi’ fan tutte: e’ un film verita’ non riferito alle donne ma alle Imprese.
    Cordialita’ Antonio Leone

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    Fulvio dicembre 24, 2013

    Mi permetto Lorenzo di chiarirti il mio pensiero:
    E’ obbligatorio ogni anno pagare l’assicurazione, in quanto l’assicurazione in caso di sinistro DEVE pagare chi è stato vittima di un danno e fin qui non ci piove. Se però io ho avuto un danno da Tizio e Tizio ha pagato l’assicurazione da anni perchè l’assicurazione non deve pagare me adducendo che io ho avuto lo stesso danno 5 anni prima? A ragionamento stupido dell’assicurazione controbatto con lo stesso metro dicendo visto che ho pagato l’assicurazione l’anno scorso quest’anno non ti pago, perchè tanto l’assicurazione non fa quello per cui è stata pagata (profumatamente) ogni anno. Spero di averti chiarito il mio pensiero. A conferma di quanto esposto, sono venuto a conoscenza che è ormai pratica diffusa da parte delle assicurazioni non pagare chi ha avuto un danno e arrivare davanti all’Autorità Giudiziaria e spiego il perchè: oggi(2013) tu hai avuto un incidente. Con la chiusura della pratica tra tempo di recupero, tempo che si fanno le visite dai medici legali ecc.ecc. arrivi al 2014. L’assicurazione dice che ti paga un ‘inezia cosa fai? Accetti 2 dita negli occhi o fai causa. Se fai causa (E SONO POCHI QUELLI CHE LA FANNO) passa un altro anno o due. Alla fine l’assicurazione è condannata a pagare, ma lo fa nel 2015 o 2016. Per 3 o 4 anni l’assicurazione si è tenuta i soldi che ti spettano nelle sue tasche, nel frattempo li ha investiti e disinvestiti un centinaio di volte quadrupicandoli. CHI CI GUADAGNA? Non certo l’assicurato!

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