Incidente all’estero: il problema della tutela

Come sono le tutele, in caso di incidente all'estero?

Uno dei problemi che maggiormente ammorba la vita di tutte le persone di questo pianeta è l’incomunicabilità tra gli enti, le persone, le leggi ed i regolamenti che ci governano tutti.
Ma partiamo dall’inizio.

Mi sono spesso trovato in vita mia a parlare di tecnologia, scontrandomi il più delle volte con situazioni paradossali dettate dalla mancanza dei protocolli comunicativi comuni. Facciamo un esempio semplice.
Si parla spesso di “Internet delle cose” definendo in questo modo un mondo in cui gli oggetti comunicano tra loro oltre che con noi, e comunicano tra loro per migliorare il nostro livello di vita e per rendere la qualità della stessa sempre più alta. L’esempio classico che si porta in questi casi è quello del frigorifero detto “intelligente” ovvero un frigorifero in grado di capire quando il vostro pecorino sta per scadere ed è in grado quindi di avvisarvi e di aggiornare la vostra lista della spesa digitale: compra il pecorino prima che lo stesso diventi velenoso come il cianuro.

Ora, il problema che si presenta e che è evidente è il seguente: in che linguaggio parlano gli aggeggi che comunicano con il frigo?
Ovvero, se il frigo capisce che il formaggio sta “passando” lo deve capire attraverso dei sensori e se deve avvisare voi lo deve fare attraverso dei dispositivi, e quindi tutti questi device devono comunicare tra loro in maniera corretta, univoca e comprensibile per tutti. Ecco, il problema sta proprio nel fatto che ognuno usa il proprio linguaggio e che spesso, pur esistendo la capacità (in questo caso tecnologica) di fare qualcosa, non la si riesce a fare per mancanza di comunicazione.

Incidente all’estero

La stessa identica cosa, ma in termini più umani e meno freddi, succede con la legislazione in caso di incidente stradale all’estero.
Se abbiamo un incidente in Svizzera, negli USA o in Austria, gli eventuali risarcimenti di danni verranno erogati in base alla normativa vigente nello stato in cui il danno è stato inflitto, in base alla cittadinanza del danneggiato oppure del danneggiante? L’azione legale potrà essere esercitata in un Paese diverso da quello di accadimento del sinistro? E se si, quale sarà la legge che regolerà i rapporti tra vittima e responsabile del sinistro?
Non è banale capire quali meccanismi regolano questo genere di cose perché se a nessuno piace diventare parte di un incidente, ancora meno piace l’idea di non poter essere risarciti come si dovrebbe essere.

Quali regole in caso di incidente?

Nella situazione di conflitto di leggi applicabili, quella del luogo del processo e quella del luogo dell’accadimento, prevale quella del Paese ove è avvenuto il fatto [Lexlocì] in forza della disciplina comunitaria ma la cosa non è semplice come potrebbe sembrare.
Esistono dei casi in cui dei risarcimenti vengono riconosciuti legalmente in uno Stato e non in un altro, seppur in riferimento allo stesso accadimento. È del 2013 un caso in cui a causa di un grave incidente a dei cittadini italiani in Austria, sia stato negato loro il “danno morale” proprio perché il suddetto non esiste in terra austriaca in riferimento all’incidente accaduto.

Incidente all'estero: il problema della tutela
Incidente all’estero: il problema della tutela http://bit.ly/1dsGhmP @6sicuro

Il problema quindi, dove sta? Nell’incomunicabilità.

L’incomunicabilità, questa (terribile) conosciuta!

È possibile che nel 2014 non esista una autorità super partes ed extra-statale che sia in grado di organizzare gli ordinamenti giuridici in caso di equivoco?
Si, è del tutto possibile, e la cosa è dovuta al fatto che nessun Paese può andare ad intervenire ne tanto meno a produrre ingerenze, con quanto accade in un altro Paese, ma la cosa sconcertante è che a pagare il prezzo della mancanza di “protocolli di comunicazione” sia sempre e solo il cittadino il quale, in questo caso, è anche sfortunato.

Gli enti preposti alla tutela degli assicurati – e più in generale alla tutela dei cittadini che come dicono le norme internazionali si possono spostare da un Paese all’altro – dovrebbero essere anche garanti di un linguaggio comune, un linguaggio che permetta a tutti noi di essere tutelati sempre nello stesso modo, in ogni posto ci si trovi.
È un lavoro titanico, titanico e complesso lo so, ma è un lavoro che deve essere portato avanti per un motivo semplicissimo: non è possibile essere liberi di spostarsi se non si ha la serenità di farlo tutelati.

Rudy Bandiera

Giornalista e consulente in ambito Web, docente di “online marketing e comunicazione Web” presso master universitari e aziende. Fondatore ed amministratore delegato di NetPropaganda, una “social media agency” che si occupa di Web e di comunicazione non convenzionale.

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