Guida in stato di ebbrezza: limiti e conseguenze

Guida in stato di ebbrezza

In estate le cene fuori si moltiplicano come le serate in agriturismo e le nottate intere in discoteca non sono più un appuntamento così raro.
Cibo e ballo ben si accompagnano a vino, birra, cocktail e superalcolici vari.
Per poter vivere in serenità i momenti di svago ecco alcune indicazioni sulla normativa italiana in caso di guida in stato di ebbrezza.

Limiti e sanzioni
La normativa di riferimento è contenuta nell’articolo 186 del Codice della Strada, che stabilisce che “è vietato guidare in stato di ebbrezza in conseguenza dell’uso di bevande alcoliche”.
Il Codice della Strada prevede per chi si metta alla guida in stato di ebbrezza, diversi livelli sanzionatori a seconda dei valori di tasso alcolemico accertato:

  • un tasso alcolemico superiore a 0,5 ma non superiore a 0,8 grammi per litro (g/l) è prevista la sola sanzione amministrativa che può andare da 500 a 2.000 euro, la sospensione della patente di guida da tre a sei mesi, la decurtazione di 10 punti della patente (20 punti per chi ha preso la patente da meno di 3 anni) e si rischia il fermo del mezzo;
  • un tasso alcolemico superiore a 0,8 ma non superiore a 1,5 grammi per litro è prevista l’applicazione di un’ammenda che va da 800 a 3.200 euro, nonché l’arresto da tre a sei mesi, la sospensione della patente di guida da sei mesi ad un anno e la sottrazione di 10 punti della patente e il fermo del mezzo;
  • un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro, è prevista un’ammenda che va da 1.500 a 6.000 euro, nonché l’arresto da sei mesi ad un anno, la sospensione della patente da 1 a 2 anni, i punti sottratti sono 12 e la confisca del veicolo avviene per sentenza. Nel caso il mezzo sia di proprietà di una persona estranea al reato, l’alternativa alla confisca è la sospensione della patente da 2 a 4 anni.

La sanzione è ancora più grave in caso di reiterazione del reato entro due anni o per conducenti di professione: in questi casi la patente viene revocata e inviata al Prefetto.

Ma a quanto alcool corrispondono i limiti indicati?
Ci vengono in aiuto le tabelle che i pubblici esercizi sono obbligati ad esporre, pena la chiusura da 7 a 30 giorni. Sulle tabelle troviamo indicazioni circa i rischi derivati dall’assunzione di bevande alcoliche e contengono sia la descrizione dei sintomi ai diversi livelli, sia le quantità degli alcolici più comuni che determinano il superamento del tasso alcolemico per la guida in stato di ebbrezza.
Le tabelle seguono diversi parametri tra cui peso corporeo, sesso del soggetto e l’eventualità che si sia a stomaco pieno oppure vuoto.
Così, ad esempio una donna a stomaco vuoto supera i limiti di legge con soli 33 cl di birra doppio malto qualsiasi sia il suo peso corporeo. La stessa birra ordinata da un uomo determina il superamento delle soglie solo se il soggetto pesa meno di 75 chili.
In generale, osservando e tabelle, si può notare che una birra (parliamo sempre della classica lattina da 33 cl), un quartino di vino, uno shot, non provocano il superamento del tasso alcolemico se accompagnati da cibo.

Come sapere se si rientra nei limiti di legge.
Se volete essere sicuri di non rischiare al volante, basta una breve ricerca su internet, per trovarsi di fronte ad una vasta scelta di etilometri: da quelli elettrici a semplici dispositivi “usa e getta”.
Su Alcolino.it, per esempio, il prezzo per gli etilometri portatili parte da circa 30 euro per quelli con sensore a semiconduttore (con margine di errore del ± 15%) fino ad arrivare a circa 200 euro per quelli con sensore elettrochimico (con margine di errore del ± 5%).
Indipendentemente dal dispositivo che vogliate utilizzare per controllare il vostro tasso alcolemico, il consiglio rimane, comunque, la moderazione nel bere ed eventualmente la gestione della guida dell’auto su turni, in modo che almeno una persona si astenga totalmente dall’alcool.

Michela Calculli

Dagli studi professionali tra Milano e Torino al blog personale, passando per un'esperienza televisiva che ha segnato la svolta. Tre grandi passioni: la scrittura, il fisco, la semplicità. Sempre in equilibrio tra famiglia e professione tra comunicazione e aggiornamento fiscale.

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