Ecco chi ruba le nostre auto e dove finiscono

Ecco chi ruba le nostre auto e dove finiscono

Le innovazioni tecnologiche hanno migliorato la vita di tutti. È stata rivoluzionata la quotidianità sia degli automobilisti/motociclisti che dei pedoni, ma inevitabilmente anche quella dei ladri d’auto. Se nel 1993, poco più di vent’anni fa, un topo d’auto riusciva a sottrarre un veicolo al legittimo proprietario in 9 minuti oggi può farlo in 14 secondi. Non è tutto merito della “professionalità” del ladro, ma soprattutto dei dispositivi adottati per riprogrammare le centraline dei veicoli o per clonare i codici criptati del sistema di protezione del mezzo.

Scassinare è da dilettanti. Non ci sono più tanti vetri rotti, portiere divelte o bloccasterzi distrutti. I ladri professionisti non arrecano nessun danno al mezzo, un colpo pulito garantisce loro la possibilità di rivendere l’auto  intera o i singoli pezzi ad un prezzo più alto. Con queste premesse anche le auto lussuose o sportive sono entrate nel mirino dei ladri, anche se in Italia le preferite restano i modelli economy.

Come agiscono i ladri e dove finiscono le auto rubate

L’analisi annuale sui furti d’auto presentata da LoJack è riuscita a tracciare un identikit dei ladri, ma anche delle attività criminali ad essi collegate, che operano sul territorio nazionale. Tre tipologie differenti, che ritroviamo al Nord, Centro e Sud Italia, che non solo usano tecniche differenti per rubare il mezzo ma punta a marchi e modelli diversi per soddisfare le richieste del mercato.

Ecco chi ruba le nostre auto e dove finiscono
Ecco chi ruba le nostre auto e dove finiscono http://bit.ly/1hvDawi @6sicuro

Sud Italia: tra “cavalli di ritorno” e modalità occasionali

Nel meridione non manca proprio niente: ladri occasionali, professionisti e bande organizzate. Si va dal furto occasionale per la rapina, non si bada al modello o alla marca del mezzo, alle “società” che operano su ordinazione per soddisfare la domande dei pezzi di ricambio. In Campania resiste il furto d’auto volto ad estorce soldi al proprietario per la restituzione. Si preferiscono le tecniche classiche ai dispositivi elettronici e si rubano anche le targhe dei veicoli incidentati che vanno a sostituire quelle dei veicoli rubati.

Centro Italia: la terra dei ladri dell’Est

Ladri saltuari e spesso membri di organizzazioni rumene ed ucraine gestiscono il traffico di auto rubate, anche delle tratte internazionali. Affiancati dalla organizzazioni criminali campane, i ladri smerciano le vetture o i pezzi di ricambio usando container e porti come quello di Civitavecchia. Audi, Mercedes, Toyota e anche Fiat sono i marchi più gettonati.

Nord Italia: i ladri hi-tech

Qui operano organizzazioni ben strutturate che, seguendo dei modelli quasi aziendali, operano con diverse figure. C’è chi ruba, chi bonifica il mezzo e chi si occupa del trasporto. Est Europa, Nord Africa e paesi arabi sono le destinazioni finali, i modelli più richiesti sono SUV e auto di lusso e i ladri si sono attrezzati con le più moderne tecnologie per non essere scoperti. I trasporti vengono effettuati producendo finte documentazioni e usando container con sigilli falsi.

Salvatore Russo

Responsabile Marketing di 6sicuro dal 2011, ideatore del blog e coordinatore generale dell’intera squadra di blogger e giornalisti che scrivono per 6sicuro. Mi occupo di Digital Marketing Strategy, Consulenza Aziendale e Formazione dal 1998. Ho partecipato alla progettazione, sviluppo e gestione di importanti portali e piattaforme di e-commerce italiani.

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2 Commenti

  1. Avatar
    piero giugno 12, 2014

    “analisi” poco attendibile ed approssimativa se non menzionate fonti e dati

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      Salvatore Russo giugno 13, 2014

      Ciao Piero,
      pensavo fosse sufficiente: “L’analisi annuale sui furti d’auto presentata da LoJack è riuscita a tracciare un identikit dei ladri”
      Per la precisione “Dossier annuale sui furti d’auto” elaborato da LoJack Italia, azienda leader nel rilevamento e recupero di beni rubati, che raccoglie e analizza i dati forniti dal Ministero dell’Interno e li integra con quelli provenienti da elaborazioni e report internazionali.

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