Assicurazione auto: sconti e innovazioni, l’alt del Governo

Assicurazione Auto

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Alla fine non è riuscito il tentativo di innovare l’RC Auto attraverso il decreto Destinazione Italia: è stato stralciato il passaggio che introduceva la possibilità di avere uno sconto sulle tariffe fino al 23%.
L’innovativo decreto introduceva diverse novità coraggiose, tra cui l’installazione a spese delle compagnie assicurative di una “scatola nera” i cui dati sarebbero serviti in caso d’incidente per verificare la dinamica e la corretta attribuzione delle responsabilità. Non solo: le norme previste nel decreto avrebbero contribuito anche a sradicare il fenomeno dei veicoli fantasma. È noto come in Italia circolano almeno 4 milioni di veicoli sprovvisti di assicurazione, un fenomeno accentuato dalla crisi economica e verificabili attraverso il sito ilportaledellautomobilista.it realizzato dal Ministero. Altro punto molto apprezzato dalle compagnie assicurative riguardava il risarcimento in forma specifica, che avrebbe permesso di abbreviare i tempi di risarcimento dovuti a un sinistro grazie a un accordo tra le compagnie e le officine di riparazione e soprattutto ridotto il numero di truffe.

Soddisfazioni dalle parti contrarie

Alcuni sono felici di questo cambio di rotta: la soddisfazione per lo stralcio dell’articolo è stata espressa dai carrozzieri della Confartigianato che vedevano una minaccia nella clausola in cui l’assicurato, in cambio di una riduzione della tariffa, si sarebbe impegnato a lasciare all’assicurazione il compito di fornirgli la riparazione in un’officina convenzionata.

Secondo Simonpaolo Buongiardino, presidente della Federazione nazionale dei commercianti della motorizzazione di Confcommercio: “C’era stato il tentativo, di mettere fuori mercato molti operatori del settore riparazione”. Secondo l’associazione di categoria era concreto il rischio di creare un sistema chiuso su prezzi, ricambi e servizi aggiuntivi. In cui a farla da padrone sarebbero stati gli assicuratori definendo prezzi e officine che avrebbero sottostato a contratti capestro.

Anche una parte della politica mostra soddisfazione per l’avvenuto cambio di direzione. Secondo Marco Di Stefano, parlamentare del PD è “un atto di giustizia nei confronti delle associazioni di tutela delle vittime della strada, dei consumatori e delle migliaia di piccole e medie imprese artigiane del settore dell’auto-riparazione”. Il parlamentare auspica che a breve si presenti un disegno di legge che raccogliendo le idee positive scaturito dal dibattito delle ultime settimane, “affronti il tema della Rc Auto dal punto di vista del rafforzamento del sistema delle garanzie per i cittadini e senza penalizzare inutilmente un comparto produttivo che assicura posti di lavoro senza nulla chiedere al bilancio dello Stato”.

Educazione stradale a misura di bambino

Conclusioni

Ho come l’impressione di aver già visto questo film: quando la classe politica è debole rimane spesso vittima delle lobby e di chi – sotto la minaccia di fermare il Bel Paese – mette paura alle Istituzioni, che per non rischiare una manovra impopolare per pochi blocca il progresso e i vantaggi di molti.

Nessuna novità, in Italia la struttura associativa e corporativa blocca da sempre questo paese anteponendo l’interesse di pochi rispetto il vantaggio di molti.

Assicurazione auto: sconti e innovazioni, l'alt del Governo
Assicurazione auto: sconti e innovazioni, l’alt del Governo http://bit.ly/1bY3tTw @6sicuro
Riccardo Scandellari

Informatico, giornalista e consulente marketing per i nuovi media. Si occupa di progetti di Web Marketing per NetPropaganda s.r.l.

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2 Commenti

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    Matteo febbraio 21, 2014

    Pienamente d’accordo con le conclusioni dell’articolo. È uno schifo che vengano tutelate certe categorie (lobby) di artigiani come i carrozzieri. Quelle stesse categorie che praticano cose del tipo: «Totale da pagare 500€, ma senza la fattura mi dai 400€ e siamo apposto». Non vedo il motivo di tutelare una categoria del genere.
    Ma poi tutelare da cosa? Le preoccupazioni espresse da questa categoria sono per lo più infondate.

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  2. Avatar
    Gianni febbraio 22, 2014

    E’chiara una cosa, che sono le lobby che scelgono i soggetti politici che le rappresentino poi nelle varie votazioni parlamentari,quindi alla fine siamo NOI, che con i nostri voti, contribuiamo alla realizzazione dei loro fini,e non si dica che tutto ciò succede perchè non c’è la possibilità di scegliere il proprio candidato,non è così,bisogna fare attenzione qual’è l’appartenenza politica che appoggia o addirittura approva i vari emendamenti e ci si regola di conseguenza in seguito.In altre parole la politica NON ha bisogno di tifosi ma di gente consapevole di ciò che sta votando,non deve votare per dispetto o per simpatia.

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