Monte dei Paschi di Siena: notizie, situazione e stress test

La banca Monte dei Paschi di Siena è la peggior banca d'Europa dopo gli ultimi stress test. Non solo, anche Unicredit non sembra in ottima forma. Cosa sta succedendo alle banche italiane?

monte dei paschi di siena

Monte dei Paschi di Siena è la peggior banca d’Europa. Questo uno dei punti emersi dai risultati degli stress test rilasciati il 29 Luglio che avevano il compito di valutare la stabilità e la salute delle banche dei paesi parte dell’Unione Europea.

Una situazione tanto preoccupante da spingere ad un immediato piano di risanamento concordato con il supporto della BCE che, secondo le stime, dovrebbe permettere alla Banca più antica al mondo di ristabilire una situazione di sicurezza.

Superati invece i test dagli altri Istituti italiani (UniCredit, Intesa Sanpaolo, Banco Popolare e UBI Banca) coinvolti, segno di un sistema più saldo di quanto dicono le fluttuazioni dei mercati. Le quattro presentano infatti risultati superiori alla media UE.

Monte dei Paschi: la peggior banca d’Europa

Una “stangata” quella portata dagli stress test per molti versi attesa. Non era certo un segreto che la situazione della banca senese fosse ormai ad un punto critico, tanto critico da spingere le Istituzioni, già prima dell’annuncio dei risultati, a varare un apposito piano di salvataggio comprendente un aumento di capitale ed una maxi-cessione di crediti cattivi deteriorati.

Gli stress test EBA si fondano su diversi elementi, ma la maggiore rilevanza è data dal CET1, il parametro ormai diventato essenziale per comprendere la solidità di una banca. In caso di situazione finanziaria avversa (un’ipotetica crisi immaginata per valutare al meglio gli istituti), nel 2018, il CET1 di MPS crollerebbe addirittura a -2,44%, in territorio negativo e ben lontano dal dalla soglia minima del 5,5%.

Le tensioni dei mercati degli ultimi mesi non erano certo casuali, sintomo di una preoccupazione palpabile e supportata dai fatti.

Stress test: i risultati degli istituti italiani

Al di là del caso Monte dei Paschi, i risultati degli altri Istituti italiani sono confortanti. Siamo il Paese che soffre di più con un coefficiente patrimoniale medio del 7,7% in caso di scenario avverso. Meglio di noi fanno Spagna (8,6%), Regno Unito (8,5%), Germania (9,5%) e Francia (9,7%). Detto questo la situazione italiana risulta più solida di quanto raccontino le difficoltà in borsa degli ultime mesi con risultati, al netto di MPS, in sintonia con la media europea.

Superano il test Unicredit (7,10%), Ubi (8,85%) e Banco Popolare (9,0%), promosse ma con un CET1 comunque inferiore alla media europea (9,4%). Ottimi invece i risultati di Intesa Sanpaolo che con un Cet1 del 10,21% nel 2018 si presenta tra gli istituti più virtuosi.

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Unicredit: promossa con riserva

Supera gli stress test, ma con qualche preoccupazione Unicredit. Con un 7,10%, la banca italiana presenta il quarto peggior risultato tra i 51 istituti europei per capitale su base transitoria, e il sesto peggiore in caso di scenario avverso.

Risultati che hanno subito attirato le attenzione dei mercati e che hanno portato Jean Pierre Mustier, da poco a guida di Unicredit, a valutare “ulteriori misure o modifiche del piano di capitale“. Le prime indiscrezioni raccontano un possibile aumento di capitale da cinque miliardi.

Stress test: la situazione europea

Italia al centro delle attenzioni, ma sotto osservazione non ci sono solo gli istituti del Belpaese. Dalla lente dell’Autorità bancaria europea escono fortemente ridimensionate l’irlandese Royal Bank of Scotland e la Allied Irish Bank con un capitale di miglior qualità (il CET1, appunto) praticamente dimezzato e poco superiore al 7%.

Anche la solida Germania paga dazio: la Deutsche Bank va al 7,80% nello scenario peggiore, meglio del 7% del 2014, ma con il capitale fortemente penalizzato, ma in miglioramento dal 7% del 2014.

Anche la francese BNP Paribas (8,51%) e l’inglese Barclays (7,3%) superano i test, lasciando però qualche preoccupazione e dimostrando che la situazione banche non è problema solo italiano.

Matteo Pogliani

Toscano di nascita ma lombardo di adozione, ho cominciato a parlare prestissimo non ho più smesso. Oltre ad essere blogger mi occupo di comunicazione web, in particolare in ambito social media

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3 Commenti

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    William agosto 03, 2016

    Articolo interessante,ma per i risparmiatori,con depositi a tempo ci sono rischi?

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    giuseppe agosto 03, 2016

    che banca…..potrei sapere qualcosa in più oltre a sapere che fa parte del gruppo mediobanca

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    Brunoi agosto 05, 2016

    Secondo me i pccoli risparmitori dovrebbero usare per i loro risparmi la posta che ritengo lultima spiaggia ,dopodiché c’è il fallimento totale, è segno che guadagnava o troppo va anche bene che perdano un po di soldi guadagnati facili

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