Fiat: Casa automobilistica

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Quando si pensa a FIAT cosa ci viene in mente? Personalmente ho l’immagine di immense fabbriche grigie, macchine di discutibile gusto estetico, distese di operai con la tuta blu che protestano per le condizioni di lavoro, insomma, nulla di meramente positivo, ma probabilmente questo è dovuto al fatto che sono cresciuto negli anni ’80 e ’90, quando l’azienda attraversò momenti decisamente difficili e di forte riorganizzazione.

Ad ogni modo, dietro il marchio FIAT, in realtà, si nascondono storie di successi, la motorizzazione del paese, la produzione di auto da sogno e non solo di utilitarie, il tutto grazie a uomini di grande intuito e ingegno. FIAT è una storia lunga quasi quanto la storia d’Italia, una storia poco valorizzata, che non viene raccontata e non traspare nella sua comunicazione, ma che cercherò di riassumere in queste righe.

NASCITA DELLA FIAT

Torino, 1 Luglio 1899: viene sottoscritto l’atto di costituzione della “Sociatà Anonima Fabbirca Automobili Torino” da parte di una decina di soci, tra i quali Giovanni Agnelli. Ebbene sì, la FIAT non nasce come “azienda di famiglia”, ma è frutto della volontà di una parte dell’aristocrazia e dell’alta borghesia torinese di investire in un settore appena nato e che vedeva l’Italia in netto ritardo tecnologico rispetto a Francia e Germania.

Fu così una delle prime case automobilistiche italiane insieme alla Isotta Fraschini e all’Itala, e da subito si impone come casa di riferimento per il paese. Giovanni Agnelli è l’unico vero imprenditore tra i soci fondatori e le sue scelte saranno quelle che guideranno il successo di FIAT nella prima metà del ‘900.

EVOLUZIONE DELLA CASA AUTOMOBILISTICA FIAT

Sin dal principio, la vocazione della FIAT fu non tanto quella della ricerca tecnologica, quanto quella del proporre auto dalle soluzioni affidabili e accettate dal pubblico. La prima auto proposta è la “3½ HP”, consistente in una semplice carrozza motorizza e guidabile attraverso un manubrio (il volante non era ancora contemplato), l’equivalente di un’utilitaria dei giorni nostri, ma la sua produzione durò pochi mesi e ne furono assemblati solo un decina di esemplari.

Dopo quest’auto la società si indirizzò verso la produzione di vetture di maggior potenza e dimensione, assecondando i gusti dell’epoca. È così che, aumentando sempre di più la potenza e il comfort delle proprie vetture, la FIAT arriva alla costruzione di quella che è considerata una delle prime “supercar” della storia: la 60 HP del 1905.

Ripeto, forse sembrerà incredibile, ma è a FIAT che si deve la realizzazione di una delle prime SUPERCAR della storia, l’equivalente di una Pagani Zonda di oggi! Le FIAT riscossero successo anche all’estero, specialmente in Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti dove venne esportato un buon numero di esemplari. Tale successo è dovuto specialmente alle vittorie delle corse internazionali che contribuirono in maniera determinante alla costruzione di un’ottima reputazione del marchio.

Ecco un altro punto non noto: FIAT dominò la scena dell’epoca vincendo ogni tipo di corsa internazionale fino al momento del suo ritiro nel 1927. Le sue vetture ufficiali erano guidate da Felce Nazzaro e Vincenzo Lancia, entrambi poi fondarono con diversa fortuna una propria casa automobilistica.

Tra il 1905 e il 1906 nacquero in Italia 42 nuove case automobilistiche, di cui ben 26 nell’area torinese. A questa crescita esponenziale dell’offerta non corrispose un’uguale esplosione della domanda e ciò portò ad una prima crisi del settore alla quale fu soggetta anche la FIAT. La ripresa definitiva della casa automobilistica avvenne attraverso i modelli 501 del 1919, la 509 del 1925 e la 520 del 1927.

Da segnalare che la 520 fu un delle prime macchine costruite insieme al carrozziere Zagato che curò la versione torpedo. Siamo durante il regime fascista, Giovanni Agnelli è senatore, è la vigilia della prima motorizzazione del paese: è il 1932 e la FIAT propone la famosa Balilla, primo boom di vendite. L’automobile inizia a non essere più riservata solamente ad una èlite, ma bisogna aspettare il 1936 per avere il secondo boom di vendite ed una motorizzazione ancora più estesa sul territorio: nasce la 500 Topolino ad opera di un gruppo guidato da Antonio Fessia e da Dante Giacosa; tale auto resterà in produzione fino al 1954.

Nel dopoguerra Giovanni Agnelli passa il comando dell’azienda a Vittorio Valletta, che rimarrà al vertice fino al 1966. Gli anni ’50 e ’60 sono gli anni della ripresa economica e la FIAT partecipa in maniera fondamentale a questo clima con auto-simbolo come la 600 e la Nuova 500, sempre ad opera del genio di Giacosa, che completano il processo di motorizzazione d’Italia avviato negli anni ’30. L’auto diventa sinonimo di libertà e ricalca in maniera perfetta il bisogno di nuove prospettive e speranze che il paese ha maturato dopo il dramma della guerra.

PROGETTI SPECIALI DELLA FIAT

La FIAT concentra ormai i propri sforzi quasi esclusivamente nel settore delle utilitarie di piccola e media cilindrata, ad eccezione di due progetti in cui emerge un esercizio di stile sopraffino: sto parlando della 8V del 1952 e della Fiat Dino del 1966, questa disegnata da Pininfarina nella versione spider e da Bertone nella versione coupè. La Fiat Dino veniva prodotta in partnership con la Ferrari, il motore denominato Dino era stato sviluppato dalla casa di Maranello.

STATO ATTUALE DELLA Fabbrica Italiana Automobili Torino

Nel 1966 diviene presidente della FIAT Gianni Agnelli che manterrà la carica per i successivi 30 anni. La storia della Fiat si sviluppa quindi attraverso modelli che hanno attraversato la storia d’Italia, oltre alle già citate 500 e 600, abbiamo la 1100, la 850, la 124, la 126 e la 127 che sostituirono la 500 e la 600, per poi arrivare alla Panda, alla Uno, alla Tipo, fino agli anni ’90 in cui il progetto Punto salva l’azienda da un probabile fallimento.

Gli anni ’90 sono anni difficili e anche la situazione ai vertici dell’azienda è stata molto instabile, dopo Gianni Agnelli si sono succeduti al vertice Cesare Romiti, Paolo Fresco, Umberto Agnelli, Luca Cordero di Montezzemolo e, dal 2010, il nipote dell’Avvocato ed erede designato degli Agnelli, John Elkann. L’attuale amministratore delegato della società è Sergio Marchionne.

Dal 2007 il marchio FIAT fa parte del gruppo Fiat S.p.A., che è proprietario anche dei marchi Alfa Romeo, Lancia, Abarth e Maserati. La gamma delle vetture FIAT ha visto una revisione totale della propria negli anni 2000, trainata dal lancio sul mercato della nuova 500, riproposta richiamando le forme della mitica 500 degli anni ’50 e ’60, e delle nuove Grande Punto e Panda.

CURIOSITÀ DELLA FIAT

In coda alcune curiosità poco note: è marchiato FIAT uno dei primi taxi a motore delle più importanti città del mondo, la FIAT 1 Fiacre del 1908. Tale vettura destinata all’uso di taxi venne infatti esportata in numerosi esemplari e utilizzata a Londra, Parigi e New York.

Nel 1938 venne sviluppato e realizzato un prototipo di scooter FIAT. Questo è l’unico progetto conosciuto relativo ad una motocicletta sviluppata dalla casa torinese

Nel tempo la casa torinese si è distinta per l’ecletticità della propria produzione dedicandosi anche alla progettazione e costruzione in sere di camion, trattori e motori d’aereo.

Salvatore Russo

Responsabile Marketing di 6sicuro dal 2011, ideatore del blog e coordinatore generale dell’intera squadra di blogger e giornalisti che scrivono per 6sicuro. Mi occupo di Digital Marketing Strategy, Consulenza Aziendale e Formazione dal 1998. Ho partecipato alla progettazione, sviluppo e gestione di importanti portali e piattaforme di e-commerce italiani.

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