Le 10 auto più brutte viste sulle strade italiane

Quali sono le auto più brutte mai viste sulle strade italiane? Eccole riunite in questa classifica che raccoglie le auto più brutte degli ultimi anni.

auto più brutte

Quali sono le auto più brutte viste sulle strade italiane?

Ti sei mai chiesto quali sono le 10 auto più brutte mai realizzate? Forse qualcuna l’hai custodita gelosamente nel tuo garage, forse altre le hai incontrate per caso e ti sei spaventato, forte. Lo ammetto, amo le auto e ho un debole per quelle brutte, mi piace fantasticare su tutto il processo creativo che ha dato origine a quello scarabocchio che gira in strada.

Realizzare auto belle è il sogno di ogni casa automobilistica, ma farle brutte è tutto un altro sport.

Le auto più brutte di sempre: la classifica

Il portale AllaGuida.it ha realizzato questa interessante classifica tenendo conto di diversi parametri: il design, i fari, lo stile della carrozzeria, la grandezza dei vetri, ecc. È ovvio che ognuno di noi ha i propri gusti e quindi potrai essere d’accordo o meno.  Infatti a prescindere dalla loro “bruttezza”, molte di queste auto hanno avuto un discreto successo sul mercato.

Auto brutta non vuol dire auto da non comprare, come uomo brutto non vuol dire uomo da non sposare… io ad esempio sono sposato.

10. Renault Wind

renault wind

Progettata per essere una sportiva a due posti, la Renault Wind richiama nelle forme la ben più fortunata Opel Tigra. Il successo sperato non c’è stato per un semplice motivo: troppo simile ad una utilitaria. I fari grandi e le forme schiacciate hanno fatto di questo veicolo un flop per la casa francese. Chissà se oggi, a distanza di anni, potrebbe avere successo. No dai… Scherzo.

9. Hyundai Atos Prime

hyundai atos prime

Quanti ricordano il successo della Hyundai Atos? Un’auto che, con le sue forme ridotte e funzionali, ha riscritto le regole dell’intero mercato. Non ha avuto la stessa fortuna la Hyundai Atos Prime. Il rinnovamento dei fari ha fatto in modo che tutta l’auto cambiasse identità risultando goffa e “anziana”, ma questo non ha impedito di avere successo nelle vendite.

8. Fiat Multipla

fiat multipla

La regina delle auto più brutte italiane si trova solo in ottava posizione. La Fiat Multipla divide gli automobilisti: c’è chi la trova inguardabile e chi, invece, ne apprezza l’originalità. Definire stravagante l’anteriore è il minimo considerata la forma più unica che rara del cofano anteriore. Un’auto che ancora oggi sopravvive nei nostri ricordi come esempio di bruttezza, ma che il mercato ha premiato in maniera eclatante.

7. Dacia Logan

dacia logan

Tutti abbiamo commesso almeno un errore in gioventù e la Dacia Logan è stato il primo della casa romena. Immessa sul mercato ad un prezzo sbalorditivo, ha fatto dell’estetica il suo tallone d’Achille. Che altro modello ti ricorda? Esatto, la “mitica” Duna. Le linee anni ’80 così squadrate le fanno guadagnare la settima posizione.

6. Subaru Tribeca

subaru tribeca

La Subaru Tribeca è uno dei crossover più strani mai realizzati, soprattutto a causa di un frontale che definire “bizzarro” è dire poco. Molto simile ad una Alfa Romeo, ha fatto della bocca anteriore un elemento di bruttezza indimenticabile. Peccato perché le restanti caratteristiche promettevano bene.

5. Nissan Cube

nissan cube

Geniale, irriverente o oscena? Non lo sapremo mai. La Nissan Cube prende le logiche di design e aerodinamica e ci sputa sopra. Però un giro io me lo farei.

4. Kia Pride Wagon

kia pride wagon

Datata 1999, la Kia Pride Wagon si piazza al quarto posto delle auto più brutte di sempre. Con le linee classiche degli anni ’90, quest’auto ha dimostrato come, anche con una linea basic e senza fronzoli, il risultato può essere inguardabile. Per gli animi sensibili suggerirei vetri oscurati, per non guardare gli interni…

La classifica delle 10 auto più brutte mai realizzateLa classifica delle 10 auto più brutte mai realizzate http://bit.ly/2bzUuS9 via @6sicuro

3. Ssangyong Rodius

SsangYong Rodius

Non brutta, ma enormemente brutta. La Ssangyong Rodius è un mini caravan spacciato per auto che ha fatto del posteriore una lezione di bruttezza. L’idea di mettere una sorta di tetto sospeso non ha dato i risultati sperati e, forse, per questo nelle nostre strade se ne vedono pochissime.

2. Fiat Duna Weekend

fiat duna weekend

Direttamente dal passato ecco un’auto che ha rivisto completamente il concetto di auto brutta: parliamo della Fiat Duna Weekend. Un frontale che sembra un ibrido tra la Fiat Panda e la Fiat Uno accompagnato da vetrate squadrate e senza il minimo approccio di design. La vera forza di quest’auto erano però gli interni: spaziosi e comodi.

1. Fiat Duna

fiat duna

Al primo posto non poteva che esserci lei: la mitica Fiat Duna. Simbolo delle auto brutte nel mondo, porta con sé una scia di estimatori imponente, compreso me. Potremmo definirla un rettangolo su 4 ruote che fa della squadratura la sua arma vincente. Chi ne possiede una mi contatti, la voglio.

Alfa Romeo Arna, fuoriclasse di bruttezza

alfa romeo arna

Ce l’avete segnalata in tantissimi e non potevo non menzionare questa fuoriclasse di bruttezza tra le auto più brutte di sempre. Alfa Romeo Arna, un’auto che ha stravolto completamente il concetto di spazio e design, abbinando un anteriore allungato ad un posteriore mozzato. Le forme squadrate e tagliate con il machete hanno fatto di quest’auto un simbolo del brutto nel mondo. Ammettilo, anche tu l’hai avuta!

Qual è la tua classifica?

È chiaro come questa classifica sia da prendere con le pinze. Quasi tutte le auto fanno parte di un’altra epoca e rispondono ad esigenze stilistiche passate. Ci sono poi autentici capolavori che non sono stati inseriti. Penso alla mia prima auto: Citroën Visa. Voglio ricevere i vostri pareri e rivedere questa classifica in base ai vostri commenti.

Salvatore Russo

Responsabile Marketing di 6sicuro dal 2011, ideatore del blog e coordinatore generale dell’intera squadra di blogger e giornalisti che scrivono per 6sicuro. Mi occupo di Digital Marketing Strategy, Consulenza Aziendale e Formazione dal 1998. Ho partecipato alla progettazione, sviluppo e gestione di importanti portali e piattaforme di e-commerce italiani.

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